E’ di nuovo allarme sugli immigrati in generale e in particolare sui Rom. Il fatto di cronaca di Napoli, una ragazza che avrebbe tentato di rapire una bimba di sei mesi ha gettato nuova benzina sul fuoco. Ritorna l”incubo dei Rom, degli “zingari” ma ci sono riscontri effettivi nella cronaca, casi accertati o statistiche criminali?
Secondo Melita Cavallo, capo del Dipartimento per la giustizia minorile del ministero della Giustizia, non ci sono riscontri sul fenomeno e anche questo caso è tutto ancora da verificare.
Sulla rappresaglia anti-nomadi l’assessore alle risorse provinciali Guglielmo Allodi parla di «un’evidente intromissione della camorra che da anni occupa con i suoi traffici illegali una parte di quel territorio ». Anche il governatore Bassolino ipotizza «forze in campo violente e criminali in nome di assurde vendette». L’Onu, attraverso la portavoce dell’agenzia per i rifugiati Laura Boldrini, esprime preoccupazione per lo «scenario balcanico» di Napoli e chiede che le istituzioni «condannino gli attacchi» di cui sono stati oggetto i rom.
Eppure tanta determinazione non c’è verso un’organizzazione criminale come la camorra che domina incontrastata e a cui si paga il pizzo tacendo.Perchè di camorra si muore, di rom no.
Ormai è sui rom che si concentra l'intero problema sicurezza. O meglio è su di loro che si prepara a scaricarsi come una folgore. Col consenso di tutti. Resi indifendibili, sicuramente indifesi: il capro espiatorio ideale. Dopo di loro... a chi toccherà...?
Intanto un italiano aggredisce e violenta rumena… occuperà le prime pagine dei giornali questo evento?
Una ragazza di 14 anni è stata uccisa e buttata nel pozzo e i carabinieri hanno fermato tre minorenni.
Mi chiedo che cosa ne stiamo facendo dei nostri giovani? Cosa gli stiamo insegnando? Come li stiamo educando? Che aria respirano nelle loro case, nelle scuole, tra di loro, ascoltando la televisione, giocando alla playstation? Quali modelli, quali valori assimilano giorno dopo giorno?
Siamo colpevoli come adulti per non saper dire no, per non dare loro l’esempio, per non insegnare loro la capacità di dialogare, di accettare le sconfitte, di rispettare l’altro anche se diverso…
Siamo colpevoli perché gli abbiamo dato un mondo di cose per non perdere tempo a stare con loro, a indugiare con loro, a fermare il tempo quanto fosse necessario per non fuggire alle nostre responsabilità di adulti.
Non gli abbiamo insegnato a essere responsabili, ad acquisire quella capacità di rispondere delle proprie azioni, di rispondere ad una domanda semplice: perché l’hai fatto? Una domanda che però deve partire dalle più piccole cose e deve essere fatta anche quando sono piccoli…
Siamo responsabili perché non gli abbiamo insegnato il gusto della vita, la bellezza della vita e che la vita nostra e degli altri è inviolabile.
Siamo responsabili perché non spegniamo la televisione quando è diseducativa, siamo colpevoli perché non abbiamo lottato mai perché avessero nelle città posti in cui giocare, confrontarsi fra di loro fin da piccoli in libertà. Siamo colpevoli per averli fatti indossare vestiti firmati, ma non esserci accorti che dentro molti di loro c’era il vuoto.
Siamo colpevoli perché gli abbiamo insegnato che essere furbi è un valore, che saper imbrogliare gli altri è qualcosa di cui vantarsi, che dire bugie ed ingannare è lecito
La violenza è il linguaggio di molti di loro, ma anche il nostro linguaggio. Se ci sono problemi si risolvono non affrontandoli, ma eliminandoli. E se eliminarli vuol dire picchiare, uccidere non importa.
Nicola è morto. Era un giovane come tanti… la sua colpa? Nessuna, solo di essere passato di lì e di avere incontrato altri giovani che hanno imparato solo ad esprimersi attraverso la violenza e la sopraffazione. Nicola è morto e non ci sono abbastanza lacrime per piangerlo.
Io ho visto picchiare ragazzi senza ragione a scuola… Li ho sempre fermati, ho chiesto loro il perché. Molto spesso le ragioni erano assurde… più di una volta mi hanno detto: per divertirci. Abbiamo poi sempre parlato, cercato di capire il perché e nella maggioranza dei casi, quei ragazzi non hanno mai più picchiato nessuno, molto spesso sono diventati amici.
Se oggi si arriva a tanto è una società che si deve interrogare, che deve chiedere scusa alle famiglie… Chiunque abbia pronunciato parole di odio verso gli altri pubblicamente, nelle proprie famiglie, nelle scuole, alla televisione, nei dibattiti politici, chiunque non abbia fermato ovunque poteva questa spirale che avanza è in qualche modo un po’ colpevole.
«La politica non c’entra niente», aveva detto il sindaco in precedenza. «Non è un'aggressione contro la sinistra – ripete il sindaco – è un gruppo di deficienti, punto e basta».
A Verona Flavio Tosi, sindaco leghista, vinse le elezioni con ampia maggioranza, facendo della criminalità e della paura per gli extracomunitari il suo cavallo di battaglia. Tutta la destra cavalca il fenomeno extracomunitari e sicurezza per le strade, al fine di accaparrarsi la simpatia dell’elettore e il linguaggio non è mai molto corretto, molto spesso è violento.
Basta parole di intolleranza, parole che non abbiano rispetto per la diversità, siamo noi adulti a dover dare l’esempio, dobbiamo dar peso alle parole… Gli adulti devono insegnare parole di pace, di tolleranza, parole che aprano al dialogo e non allo scontro. E soprattutto abbiamo bisogno di politiche che valorizzino la diversità e si aprano al confronto.
Siamo tutti indignati per quello che è accaduto a quella signora di Roma. Una donna di 47 anni ha subito l’ennesima violenza: è stata rapita e seviziata l’altro ieri sera.
I dati Statistici dicono che oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita. Un dato veramente allarmante. Ed è giusto che oggi tutti i mass media se ne occupino e la notizia sia nelle prime pagine.
Come donne, quindi, ne siamo contente. Una volta tanto le violenze che subiamo e per cui nessuno ci difende mai abbastanza, sono in prima pagina e occupano molto spazio.
Ma attenzione. Questa volta a violentare è stato un rom… ed ecco che scattano le conseguenti misure: “Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha convocato un Consiglio dei ministri straordinario in serata a Palazzo Chigi. E il governo ha trasferito in un decreto legge le norme sulle espulsioni contenute nel ddl del pacchetto sicurezza. Norme che tra l'altro attribuiscono ai prefetti il potere di espellere dall'Italia i cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza. Il presidente della Repubblica, ha spiegato Prodi, è d'accordo sul "contenuto e l'urgenza" del decreto legge sulle espulsioni. Via libera anche dai "ministri della sinistra radicale", ha spiegato il capo dell'esecutivo”.
L’opposizione come era prevedibile se la prende con il sindaco di Roma e Prodi (dimenticandosi di essere stato tanti anni al governo senza concludere nulla…). Il solito balletto politico.
Insomma, mi accorgo che qui le donne non centrano più nulla, lo sguardo ci ha portato altrove e al problema annoso quanto difficile da risolvere, quello degli immigrati e della sicurezza. Problema su cui si giocheranno, con molta probabilità, le future elezioni.
E’ vero che questa volta come altre è stato uno straniero ma è altrettanto vero come ci dicono i dati Istat che la maggior parte di violenze sulle donne arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall'ambito familiare. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto. Le donne devono essere difese dagli stranieri delinquenti, sicuro. Ma devono anche essere aiutate a difendersi nelle loro case. O questo è considerato un male minore?
Tra le mura domestiche le persone subiscono violenze quotidianamente. Esiste la paura, esistono ricatti e ritorsioni emotive, esistono molestie e ferite fisiche e psicologiche. Tra le mura domestiche ci sono troppi silenzi. Dai mass media su questo problema un silenzio assordante…Tempo fa avevo consigliato un libro di Ronald Doyle che consiglierei di leggere.
Sascia Cassinari che sta al fianco delle donne da vent´anni, da quando ha fondato il Centro antiviolenza di Prma ha detto in un’intervista:
“La politica italiana non ha ancora elaborato un piano d´azione. Le leggi non proteggono le donne, la polizia interviene quando è troppo tardi, non si fa educazione nelle scuole, non esistono interventi mirati sui maltrattatori. (...) I nostri dati sono molto brutti, e parlano chiaro: nel 62% dei casi i colpevoli sono mariti!".
Ed allora parliamoci chiaro gli articoli di oggi, i telegiornali di oggi non erano a favore delle donne, ma contro i rom. Io non voglio entrare nel merito, ma la mistificazione non mi piace. Vorrei che delle donne e di chi subisce violenza si parlasse a tutto tondo, con molta più serietà come del resto dicono le direttive europee.
E il 24 novembre si terrà una manifestazione delle donne a Roma alle ore 14.
La discussione è bella, quando è scambio di idee ed informazioni, qundo si sa dire mi sono sbagliata di fronte all'intervento di un'altro, è bella quando si cresce insieme e non si vogliono mettere in campo solo pregiudizi, ma si vuole cercare di capire... E' quello che è successo nel mio blog su La Stampa tra Duccio e zia Elena, è quello che è successo sul blog di Duccio che vi invito ad andare a leggere. E andate anche a leggere il post di I-Care che ci riporta un'intervista di don Benzi morto da poco. Lo spirito che ci deve guidare è continuare a informarsi per non lasciare che la nostra mente sia strumentalizzata dai fini di chi ci vorrebbe solo contro... da chi vorrebbe che giorno dopo giorno diventassimo sempre più razzisti senza riconoscere di esserlo... I problemi sono complessi e non c'è la bacchetta magica per risolverli...