Ho letto oggi una bellissima lettera che Saviano ha scritto a Veltroni e che mi sembra un appello forte, vero, che va sottoscritto e fatto nostro. Cito solo un passaggio, ma chi la vuole leggere la troverà nel suo sito. Questi sono gli uomini che mi fanno vedere la luce in un paese dove sembra essersi spento tutto meno che i riflettori della ribalta:
"Ma la terra dove sei stamattina è anche la terra dove un prete è stato ucciso per aver scritto un documento dal titolo «Per amore del mio popolo non tacerò»: ucciso per aver trovato le parole che raccontavano semplicemente ciò che era. E questo è bastato per condannarlo.
“Servono strumenti incisivi con i quali combattere l’infiltrazione malavitosa negli appalti”
Pronuncia quelle parole che più di tutte i boss temono: pronuncia i loro nomi, prometti che non ci sarà mai collusione implicita o esplicita con il loro mondo, con il loro sistema di risoluzione dei problemi, con le loro discariche, con i loro camion, con i loro voti. Prometti la fine della loro impunita latitanza. Conosco il peso della parola. Lo conosco, in questa terra. Usa parole che diventino «overtures» ai fatti. Nel Sud bisogna guardare ai problemi, che sono enormi, tali da oscurare il sole di ogni bellezza, la meraviglia della terra in cui potremmo vivere, lavorare e far crescere senza paura i nostri figli". (...)
Caro Veltroni, io spero che le parole che hai pronunciato e che mi auguro pronuncerai ancora quando verrai da queste parti, abbiano e avranno un peso.
Però non dobbiamo illuderci: questo non basta. Servono i fatti".
Abbiamo tutti bisogno di fatti...
Anche nei tempi più bui abbiamo il diritto di attenderci una qualche illuminazione la quale potrebbe giungere non tanto da teorie e nozioni astratte quanto dall'incerta tremolante e spesso flebile luce che alcuni uomini e donne, nella loro vita e con il loro operato, accenderanno pressoché in qualsiasi circostanza e diffonderanno durante il tempo che è stato loro concesso in terra.
(H. Arendt)