Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
mercoledì, 08 ottobre 2008

L’età moderna non sembra conoscere il presente

Nell’Oblomov di Ivan Aleksandrovič Gončarov, per gli abitanti del villaggio di Oblòmovka la vita scorre “accanto ad essi” come un fiume, sulle cui rive si fermano a contemplarla.

Se l’esistenza è solo un ininterrotto congedo da se stessa, sulla sua fuga s’innalza di continuo la domanda di Oblomov: quando si vive? L’età moderna non sembra conoscere il presente, ma soltanto un trascorrere, un divenire percepito non quale arricchimento, quale itinerario verso una meta che infonde significato e sostanza a ogni tappa del cammino, bensì quale dileguare, quale continuo non-essere, mancanza di ogni valore cui afferrarsi saldamente (…) In luogo di un fine ultimo è subentrata una miriade di obiettivi momentanei e parziali, che si susseguono l’uno l’altro senza sosta e senza prender fiato, come nella catena di montaggio d’una immane produzione, sacrificando e bruciando ogni attimo a quello che gli succede, per raggiungere uno scopo meramente pratico e ignaro di valori, che non illumina perciò -  né a ritroso nella memoria, né  in avanti, nell’attesa – la strada che è necessario percorrere per raggiungerlo. (…)

 Il presente per bastare  a se stesso, deve poggiare su dei valori, ma il pulviscolo di scopi e obblighi convenzionali, con i quali l’organizzazione sociale bersaglia l’individuo, offusca e vela questi valori, quando non li distrugge; impedisce al pensiero di soffermarsi sull’essenziale e lo incalza in una corsa affannosa, che lo distoglie da ciò ch’esso ama e vorrebbe amare.

Da Claudio Magris - Itaca e oltre - ed. Garzanti

postato da giuba47 alle ore 21:49 | link | commenti (9)
categorie: citazioni, tempo, magris claudio
domenica, 09 dicembre 2007

Tempo lineare, Tempo ciclico

OrologioCi sono due diverse concezioni del tempo, dice Ernst Junger una lineare e una ciclica.

"Esse si annunciano già nel linguaggio. Chi dice: il tempo passa, scorre, trascorre, fugge, ha in mente un tempo diverso rispetto a chi usa modi di dire nei quali il tempo è rappresentato da una ruota e parla perciò di cicli e di ricorsi. Per il primo il tempo è una forza progressiva; per l'altro una forza ciclica. Sebbene nel tempo siano presenti entrambi questi aspetti, è molto diverso se percepiamo l’uno o l'altro, a quale dei due prestiamo ascolto".

Il pensiero di Junger si snoda ulteriormente così: "II tempo che ritorna è un tempo che dona e restituisce. Le ore sono ore dispensatrici. Sono anche diverse l’una dall'altra perché ci sono le ore di tutti i giorni e le ore di festa. Ci sono albe e tramonti, basse e alte maree, costellazioni e culminazioni. Il tempo progressivo invece, non viene misurato in cicli e moti circolari, ma su una scala graduata: è un tempo uniforme. Qui i contenuti passano in secondo piano" .

«Quanto più ci si identifica con il proprio tempo e si vive in simbiosi con esso, tanto più si è vittime dei suoi pregiudizi. Ma il pregiudizio più radicato è il tempo in quanto tale. Questo è un vecchio problema filosofico. Più recente, invece, è la consapevolezza che questo pregiudizio non rimane sempre uguale a sé stesso, che muta le forme in cui si presenta, che anch’esso è soggetto alle mode»

da Il libro dell'orologio a polvere

postato da giuba47 alle ore 19:02 | link | commenti (37)
categorie: tempo, junger

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