Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
lunedì, 31 marzo 2008

Sport ieri, sport oggi

PallacanestroLo sport dovrebbe ritrovare i suoi valori… Nella realtà non ne ha più. Io sono stata nazionale di pallacanestro e so che indossare la maglia azzurra voleva dire avere una grande responsabilità. Il nostro comportamento doveva essere d’esempio per tutti perché non eravamo considerate solo delle brave atlete che potevano far vincere o perdere, ma anche delle persone che rappresentavano all’estero il nostro paese, che davano un’immagine di chi erano gli italiani. Dovevamo essere educate, gentili, lasciare in ordine la stanza e così via… E se qualcuna non  teneva un comportamento adeguato era subito squalificata anche se era la giocatrice migliore.

Forse c’erano degli eccessi, ma il principio era giusto. Oggi sono tutte altre le regole se regole esistono.

E poi il gioco di squadra… Saper passare la palla ad un’altra che va a canestro e segna, era una gran lezione di vita… E ci si abbracciava davvero, per la gioia, perché tutti avevano partecipato al successo.

Una delle mie migliori amiche è diventata una ragazza cecoslovacca che ha battuto senza pietà la mia squadra ai campionati europei.. Eravamo, comunque, amiche perché c’era correttezza anche nel gioco e non prevaricazione a tutti i costi.

I tifosi c’erano, ti seguivano e mentre correvi sentivi il tuo nome urlato e scandito dalle tribune ed eri felice, ti dava forza, coraggio, ma difficilmente volavano insulti nei confronti degli altri, o tanto meno si picchiavano. Sapevano che noi per prime non avremmo gradito.

Oggi non è più sport… non si impara più nulla di buono da una competizione sportiva… lo sport è denaro. Eppure noi per primi non boicottiamo il calcio anche se sappiamo tutti cosa è diventato… Mi chiedo perché, e se lo chiede una sportiva non solo una tifosa. Una che per tanti anni ha fatto dello sport una ragione di vita.

Sento parlare al bar la gente e sembra che la partita l’abbiano giocata loro. “Sono sportivo” dicono, “che sport pratichi?”… “sono tifoso di….” Questo è lo sport e non c’è più da stupirsi se succede quello che succede.

Oggi vogliamo boicottare le olimpiadi per il Tibet, ma non ci ricordiamo che lo sport è un affare e gli affari non si toccano… Cominciamo da casa nostra… Non guardiamole, spegniamo la televisione, ma facciamolo anche quando c’è una partita di calcio. Dobbiamo far capire che uno sport così, in tanti non lo vogliamo più e non lo seguiamo più. Non si può amare uno sport che tollera morti, risse, insulti e razzismo. Non calpestiamo anche noi certi principi.

Ecco cosa si dice oggi su La Repubblica a proposito di quel ragazzo finito sotto un pullman

L'autista - secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti - ha percepito una situazione di pericolo e si è praticamente dato alla fuga per evitare ulteriori problemi per i passeggeri e il pullman. La dimostrazione della 'criticità' della situazione sarebbe confermata dal fatto che sul pullman non sono riusciti a risalire tre o quattro tifosi juventini che erano ancora nei bagni dell'area di servizio. Il magistrato ha confermato che l'inchiesta è ancora in corso e che si stanno sentendo testimoni estranei alle due tifoserie.

Per questa criticità quel ragazzo è morto…

(quella era la mia squadra... in mezzo ci sono io a 17 anni)

postato da giuba47 alle ore 19:46 | link | commenti (60)
categorie: sport, calcio
domenica, 30 marzo 2008

Aiutate i tibetani...

olimpia_fiaccola_NPer tutta la durata dei giochi olimpici venivano sospese le guerre in tutta la Grecia. Questa tregua era chiamata Ekecheiria. Un periodo sacro durante il quale dovevano essere abbassate le armi e salvaguardata la vita di chi si recava a Olimpia per gareggiare o per assistere alle gare...
La Carta Olimpica al punto tre dei principi fondamentali afferma:

Lo scopo dell'Olimpismo è di mettere ovunque lo sport al servizio dello sviluppo armonico
dell'uomo, per favorire l’avvento di una società pacifica, impegnata a difendere la dignità
umana. Con tale proposito, il Movimento Olimpico svolge, solo e in collaborazione con altri

organismi e nell'ambito delle proprie possibilità, azioni volte a favorire la pace

Cosa sta invece succedendo? Oggi è avvenuta la consegna della fiamma olimpica dalle autorità elleniche a quelle cinesi. Davanti allo stadio Panathinaikos numerosi dimostranti hanno cercato di distendere uno striscione di protesta. Sfidando uno spiegamento di forze di sicurezza senza precedenti, circa ventimila agenti in assetto anti-sommossa.
Lo stadio Panathinaikos è lo stesso che ha visto nascere la prima Olimpiade dell'era moderna nel 1896. Fuori dall'impianto sportivo i manifestanti per i diritti umani hanno intonato slogan anti-cinesi e cercato di stendere uno striscione di denuncia della repressione in corso nella regione himalayana. Dodici persone sono state fermate ed arrestate
Sabato, quando la fiaccola olkimpica è arrivata nell'Acropoli, è stata accolta da un'altra contestazione. In quel caso, le autorità greche hanno addirittura vietato ai giornalisti l'ingresso nell'area archeologica.

Ieri i ministri degli Esteri degli Stati dell'Unione hanno escluso qualsiasi ipotesi di sanzioni economiche o di boicottaggio dei Giochi Olimpici e si sono limitati a lanciare un appello a Pechino per un "dialogo costruttivo" con i manifestanti tibetani.. Questa dichiarazione è bastata a irritare la Cina. Un portavoce del ministero degli Esteri cinese, Jiang Yu, ha espresso il "forte malcontento" del suo governo rispetto all'atteggiamento assunto dall’Europa.
"Il Tibet è un affare completamente interno della Cina. Nessun Paese straniero o organizzazione internazionale ha il diritto di interferire al riguardo"
questa è stata la sua lapidaria dichiarazione.

La fiaccola rischia, dunque, di diventare motivo di discordia: è infatti seguita dalle proteste degli attivisti per i diritti umani. Chiedono di boicottare le Olimpiadi organizzate da Pechino in risposta alla repressione cinese in Tibet. Oggi stesso un gruppo di tibetani in esilio in India ha acceso a Nuova Deli una simbolica fiaccola dell'indipendenza.

Quella olimpica invece sarà domani a Pechino e da lì comincerà il suo giro intorno al mondo: 137.000 chilometri in 130 giorni. Per tornare a Pechino l'8 agosto e dare il via alle competizioni.

Il Dalai Lama, intanto, ha chiesto aiuto “Per favore”, ha detto “aiutate i tibetani a risolvere la crisi nella regione” aggravatasi dopo la violenta repressione delle proteste contro la Cina. “Non abbiamo altro in nostro potere che giustizia, verità, sincerità... Questo è il motivo per cui chiedo alla comunità internazionale, per favore, aiutateci”, ha detto l’immagine-simbolo del buddismo nel mondo, che era a New Delhi, per un incontro di meditazione.

«Sono qui inerme, posso solo pregare».

Noi possiamo continuare a mantenere viva la fiaccola dei diritti e della dignità dell’uomo contro la prepotenza e l’arroganza dei più forti o di chi si ritiene tale.

Rimando agli altri post che trovate sotto il tag Tibet.

postato da giuba47 alle ore 19:27 | link | commenti (22)
categorie: sport, tibet, olimpiadi

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