"Cantrice dell'esperienza femminile, che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa". Queste le motivazioni con cui Doris Lessing è stata scelta dall'Accademia di Svezia per il Premio Nobel.
"Christ!" è stato il primo sbalordito commento che Doris Lessing ha proferito davanti alle telecamere che l’aspettavano per strada, a Londra, per darle la notizia.
Non si è mai sottratta dal dire quello che pensava su ciò che succedeva nel mondo. Ha parlato della politica estera di Bush, («Non credo che il cow-boy Bush libererà il mondo dal terrorismo» ) ma riguardo ai movimenti per la pace, dice di avere più fiducia nell’individuo che nelle grandi organizzazioni e ha detto di non crederci più: «credo all’impegno di breve periodo di piccoli gruppi su temi specifici. I movimenti per la pace, la guerra, contro gli armamenti, semplicemente non funzionano. È una leggenda che io sia una specie di Giovanna D’Arco. Quando rifletto sul passato, oggi non vedo i grandi imperi e i dittatori, ma solo i piccoli individui, e le cose straordinarie che sanno realizzare». Ma ha parlato nei suoi libri anche del significato più profondo di vecchiaia e giovinezza, del potere liberatorio della risata, e del femminismo
A più riprese la scrittrice ha condannato la situazione tragica dello Zimbabwe dove ha vissuto tra i cinque e i 30 anni quando si chiamava Rhodesia del sud, ed anche la corruzione del regime di Robert Mugabe: «è un disastro, in Zimbabwe sta morendo un’intera generazione di Aids ho amici che ogni settimana partecipano ad un funerale».
Della vecchiaia ha detto: «vantaggi non ne ha nessuno. L’invecchiamento è una questione di aspettative degli altri nei nostri confronti. In Pakistan nel 1986 ho incontrato donne che potevano essere mie figlie e che avevano l’aspetto di trisavole perché la società si aspettava questo. Ora ci si aspetta che non si invecchi mai. Il vero momento in cui si invecchia è quando si tirano i remi in barca».E delle religioni:«Non amo le religioni né le chiese, perché educano al rancore, all' odio, alle guerre: guardi l' Irlanda del Nord. Allevano le persone a credere d' essere meglio degli altri solo perché sono credenti». «Dio è molto più antico delle religioni».
E ai giovani disillusi e privi di speranza in un mondo migliore dice:
“Oggi, quando i giovani osservano il mondo che hanno ereditato, vedono immense e spaventose strutture di potere che ci minacciano tutti - e minacciano anche loro.
Vedono gli imperi economici globali; gli Stati Uniti, un impero al vertice della sua potenza; il conflitto israeliano-palestinese; le minacce della guerra e del terrorismo - e ve ne sono molte altre.
Con quale disappunto e quale scoraggiamento i giovani che immaginiamo osservano tutto questo, chiedendosi cosa possono fare per cambiare le cose.Quando io ero giovane, le nuove generazioni si trovavano di fronte a un mondo che incuteva altrettanta paura. C'era l'Unione Sovietica, che sembrava dover durare per sempre. Hitler intendeva regnare per mille anni, e Mussolini aveva le stesse pretese. L'impero britannico era vanaglorioso e arrogante. Lo erano anche tutti gli imperi europei. Il Giappone invadeva la Cina, e ciò che all'epoca era chiamata la Barriera del Colore - il razzismo - sembrava dover esistere in eterno. Eppure, nel giro di pochi anni, tutte queste potenti strutture sono crollate. Nulla ne è rimasto, non erano più solide delle nuvole. Sono giunta alla conclusione che le grandi organizzazioni monolitiche, apparentemente indistruttibili, sono di fatto le più fragili, e quando sembrano essere al culmine della loro forza, sono in realtà nel loro momento più vulnerabile”.
“(..) Leggete la storia e guardate /in fuga furiosa invincibili eserciti. / In ogni luogo/ fortezze indistruttibili rovinano e / anche se innumerabile era l'armata salpando, /le navi che tornarono
le si poté contare./ (…)
Ma d'ogni dubbio il più bello / è quando coloro che sono /senza fede, senza forza, levano il capo e/ alla forza dei loro oppressori /non credono più!"