Sì sono triste perchè abbiamo perso. Questo è normale. In democrazia è così: si perde e si vince. Non è questo che mi fa paura.
Quello che temo è che, al di là delle dichiarazioni di facciata poi dobbiamo vedere questo triste spettacolo.
Il saluto romano non è un simbolo qualsiasi in Italia... Il fascismo c'è stato e per liberare l'Italia da fascisti e nazisti ci sono stati morti e tanto dolore. Nessuna condanna di fronte a questo...
Sembra più un'occupazione del territorio che la vittoria di una formazione politica...
Un presidente del consiglio, un sindaco, una volta eletti sono di tutti i cittadini anche della minoranza che non li ha votati, è questo il senso dello stato e il credere nell'Italia che tanto predicano, e poco praticano.
Ma è anche la sinistra tutta, quella più moderata e quella più radicale che devono interrogarsi, che devono ora avere il coraggio dell'umiltà e capire i veri motivi di una simile sconfitta. Come cittadini dobbiamo pretenderlo. Oggi non so dire davvero altro. Vorrei vedere tanta gente non piangersi addosso, non accusarsi a vicenda, ma mettersi subito al lavoro. Non serve la dichiarazione di Rutelli "Sono rimasto solo"... Come non serve distribuire colpe e responsabilità. In ballo c'è qualcosa di molto più grosso. E' la mentalità che sta cambiando, è la maggioranza degli italiani che si rispecchia in questo modello di società che la destra ha intercettato in un modo cinico e strumentale.
Siamo noi cittadini che abbiamo creduto in voi per tanti anni a sentirci in questi giorni tutti più soli.
Siamo anche noi cittadini che dobbiamo metterci più in gioco e lavorare per un'Italia diversa e per questo dobbiamo imparare a dialogare di più, a cercare buoni compromessi che non seguano logiche di partito, ma che sappiano dare risposte reali e concrete.
C’è sfiducia, tanta sfiducia in chi ha creduto che un altro mondo fosse possibile. La vittoria schiacciante della destra, i discorsi che sentiamo in giro non ci aiutano certo a reagire.









Mancare di ironia equivale a rimanere attaccati "alla propria piccola individualità"; a non saper cogliere l'allusione continua al fuori campo, al fuori cornice, all'altro lato o a ciò che rimane nelle pieghe del discorso, con cui l'ironia, simile a una salutare scossa, sa invece creare legami inediti e impensati.
E' un momento difficile... Ho letto tanti post sulla situazione politica e, devo dire, non riesco in questo momento a condividere nè l'entusiasmo di alcuni nè il pessimismo di altri. Sono confusa e spesso mi sento fuori equilibrio...come penso tanti, sono indignata per quello che è successo soprattutto alla fine di questa legislatura, sono schifata da una destra che spera di trionfare sulle nostre macerie, e delusa della sinistra in cui avevo sperato non tanto, ma un po' sì. Sono, però, spaventata dal leggere nei blog quanta gente non voglia più votare. Io penso che sia più che rispettabile questa idea e piacerebbe anche a me potermi sottrarre da questo compito.
Le librerie sono piene di libri che condannano la classe politica e denunciano la sua corruzione, fra i tanti "La casta" e i libri di Travaglio. Mi chiedo però se sono solo i politici i colpevoli del degrado del nostro paese. Sicuramente sono loro che trainano, ma sono anche tanti quelli che si fanno trainare, sono loro che difendono i loro privilegi e dimenticano i bisogni del nostro Paese, ma è pur vero che anche nella società c’è chi agisce allo stesso modo: sicuramente gli imprenditori, gli avvocati, i tassisti e l’elenco potrebbe allungarsi. Ogni volta che si tocca l’interesse di una categoria è rivolta…
Ho seguito gli ultimi avvenimenti della politica italiana con un senso distaccato, ho








