Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
giovedì, 13 dicembre 2007

Qualunque luogo può essere il centro del mondo

lampada“Questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti sulla terra, ci fa vedere il male ed il bene, un lanternino che proietta tutto intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l’ombra nera…”

( Da “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello)

 
A volte ho la sensazione di vivere sempre in bilico tra la ricerca di ciò che ancora non so e non conosco e ciò che vorrei essere.

Vorrei dare forma alla mia esistenza,  una forma, però, che non mi chiuda dentro una gabbia da cui guardare immobile il mondo che scorre davanti a me.

Inseguo così la vita nei  mille sentieri in cui si presenta come un esploratore curioso,  forse un po’ intimorito e incerto, ma pronto a guardare al di là di ciò che si presenta ai miei occhi.

C’è il pericolo dello spaesamento, di perdermi e di abbandonare ogni sicurezza, ma c‘è la gioia dell’incontro che mi sorprende.

Alce Nero,  il vecchio capo Sioux  diceva nella sua bellissima autobiografia dettata nel 1931 a tarda età di guardare la vita “dall’alto di un colle solitario” e cioè da un prospettiva che impone ordine senso e valore. Egli sapeva che “qualunque luogo può essere il centro del mondo”, e che solo cercare il centro permette di narrare, al di là d’ogni isolamento individuale, la storia di tutta la vita, non solo degli uomini, ma anche di tutti gli altri esseri viventi.

postato da giuba47 alle ore 11:51 | link | commenti (27)
categorie: pensieri, pirandello, alce nero

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