Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
lunedì, 28 gennaio 2008

I Rom, assieme agli ebrei, antichi capri espiatori

Terezin“E' una follia considerare di estrema sinistra il fatto che gli esseri umani debbano avere gli stessi diritti”. E’ Amato, ormai ex ministro  del responsabile del Vicinale, che invita tutti a liberarsi  dei pregiudizi, e chiede  il riconoscimento dei Rom come minoranza tutelata dalla legge.

"I campi nomadi – dice - nelle periferie delle città italiane sono "un piccolo Darfur", popolato da gente che viene dispregiativamente etichettata come "zingari", "ladri sporchi che rubano i bambini". Pregiudizi radicati, duri a morire, che i mass media devono aiutare a superare”.
L'appello arriva dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che ha concluso la Conferenza europea sulla popolazione Rom avvenuta martedì 22 e mercoledì 23 gennaio a Roma

Un appuntamento che ha organizzato insieme al collega Paolo Ferrero per mettere sotto i riflettori un'etnia spesso associata alla percezione di insicurezza ed a reati, come avvenne nel caso dell'omicidio di Giovanna Reggiani. Per il ministro si tratta di "drammatici stereotipi che gettano infamia su un intero popolo e pesano sulle coscienze degli europei. Se non rimuoviamo questi pregiudizi, non saremo in grado di accettare i Rom come nostri fratelli".

Nessuno ricorda che i Rom, assieme agli ebrei, sono gli antichi capri espiatori e che con gli ebrei sono stati uccisi nei campi di concentramento. Da sempre sono stati oggetti di discriminazioni, deportazioni, cacce all’uomo. E ancora oggi non hanno quasi mai trovato posto nelle commemorazioni ufficiali della shoa. Sono state vittime di una vera e propria congiura del silenzio. Nessuno si ricorda che  sono  gli unici a non avere mai fatto una guerra e  non avere mai rivendicato un territorio per sè.

Gli otto milioni presenti in Europa costituiscono la più grande minoranza che noi abbiamo.

Essi arrivarono in Europa nel 1300 fuggendo dalla forzata conversione all'Islam da parte dei Turchi. E in Europa furono accusati di essere le spie dei Turchi e ancora perseguitati.

"In questo clima intollerante, - dice lo storico Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio - appena mitigato durante l’illuminismo, o da leggende più positive in epoca romantica,  si sono radicati alcuni stereotipi sugli zingari, destinati a incidere sul profondo della mentalità europea.  Gli zingari divennero anzitutto il “popolo maledetto”, segnato da un “peccato originale” che ne avrebbe determinato il destino di allontanamento costante, quale punizione per non avere accolto la Santa Famiglia al tempo della fuga in Egitto, o per essere stati i fabbri che fusero i chiodi della crocifissione di Cristo. Una sorta di corresponsabilità al deicidio o all’inaccoglienza a Gesù… Identificati  come gruppi dediti al vagabondaggio e all’accattonaggio, rom e sinti furono associati alla stregoneria, al rapimento dei bambini, al furto".
Durante la seconda guerra mondiale i Nazisti hanno sterminato circa cinquecento mila Rom. Nel Processo di Norimberga, i legali dei Nazisti argomentarono che il genocidio dei Rom era giusto dal momento che essi erano stati puniti come criminali e non come razza (sono Ariani). Nessuno era presente per parlare a favore degli zingari e il tribunale internazionale accettò questa giustificazione.

Da questi pregiudizi bisogna guarire tutti e lavorare nei comuni perchè si attuino politiche che favoriscano il loro inserimento. Ma di questo se mai parleremo in un altro post.

Come prima cosa è importante conoscere la loro cultura e la loro storia, solo dalla conoscenza può nascere una nuova coscienza e ci si può difendere dai pregiudizi di cui noi stessi possiamo essere vittime più o meno consapevoli.

Due libri interessanti da leggere: uno di Isabel Fonseca , una giornalista americana, “Seppellitemi in piedi” uno studio sui Rom scritto dopo quattro anni di lavoro sul campo, a contatto con loro.

"Seppellitemi in piedi. Sono restato in ginocchio per tutta la vita". E' l'appello che uno zingaro, stanco delle vessazioni a cui il suo popolo è sottoposto, rivolge proprio alla giornalista. Una ricerca itinerante presentata al lettore sotto forma di diario.

L’altro libro è “Fuori luogodi Marco Revelli che è il racconto di una esperienza vissuta, nei mesi dell'inverno 1998-99, a diretto contatto con un gruppo di Rom provenienti dalla Romania, finiti ai margini della città di Torino, che l'autore con pochi altri cerca invano di aiutare nei rapporti con le autorità locali e nazionali. Questi nomadi vivono senza acqua, senza riscaldamento, senza servizi igienici, finché giunge il decreto di espulsione e la distruzione fisica del campo.

E chi vuole ascoltare ciò che è stato detto alla Conferenza europea sulla popolazione Rom può andare qui dove potrà sentire anche l'intervento di alcuni sindaci. E  dobbiamo dar merito al ministro Amato di averla fortemente voluta. Ascoltate anche la presentazione iniziale che mi è sembrata interessante. Dicevo sulla caduta del gobverno che dovevamo partecipare di più, lo ribadisco , partendo dall'informazione prima di tutto e da quello che si è fatto. Assisteremo  da qui in poi forse ad altri scenari, dobbiamo prepararci.

Mi permetto di segnalare il post di Finanzio che ci racconta qualcosa sul nostro papa.

postato da giuba47 alle ore 15:20 | link | commenti (35)
categorie: memoria, rom , persecuzione, adorno

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