Sono trascorsi trent'anni da quando Cosa nostra su ordine di Tano Badalamenti fece saltare in aria il militante di Democrazia proletaria, animatore e fondatore di Radio Aut, sui binari della ferrovia che collega Cinisi a Palermo. Da Torino ad Avezzano, passando per Trapani e Anzio, i numerosi coordinamenti di Libera, associazioni contro le mafie, hanno rinnovato il loro impegno nel ricordo di Peppino. Lo hanno fatto ciascuno a suo modo, attraverso cineforum, dibattiti pubblici, incontri nelle universita', spettacoli teatrali, riportando oggi in vita quello che le mafie pensavano di aver ucciso: la voglia di cambiare e di non smettere mai di raccontare denunciando.
Un mare di gente
a flutti disordinati
s'è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
E' tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolo di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell'odore di calca
c'è aria di festa
Ho letto oggi una bellissima lettera che Saviano ha scritto a Veltroni e che mi sembra un appello forte, vero, che va sottoscritto e fatto nostro. Cito solo un passaggio, ma chi la vuole leggere la troverà nel suo sito. Questi sono gli uomini che mi fanno vedere la luce in un paese dove sembra essersi spento tutto meno che i riflettori della ribalta:
"Ma la terra dove sei stamattina è anche la terra dove un prete è stato ucciso per aver scritto un documento dal titolo «Per amore del mio popolo non tacerò»: ucciso per aver trovato le parole che raccontavano semplicemente ciò che era. E questo è bastato per condannarlo.
“Servono strumenti incisivi con i quali combattere l’infiltrazione malavitosa negli appalti”
Pronuncia quelle parole che più di tutte i boss temono: pronuncia i loro nomi, prometti che non ci sarà mai collusione implicita o esplicita con il loro mondo, con il loro sistema di risoluzione dei problemi, con le loro discariche, con i loro camion, con i loro voti. Prometti la fine della loro impunita latitanza. Conosco il peso della parola. Lo conosco, in questa terra. Usa parole che diventino «overtures» ai fatti. Nel Sud bisogna guardare ai problemi, che sono enormi, tali da oscurare il sole di ogni bellezza, la meraviglia della terra in cui potremmo vivere, lavorare e far crescere senza paura i nostri figli". (...)
Caro Veltroni, io spero che le parole che hai pronunciato e che mi auguro pronuncerai ancora quando verrai da queste parti, abbiano e avranno un peso.
Però non dobbiamo illuderci: questo non basta. Servono i fatti".
Abbiamo tutti bisogno di fatti...
Come forse voi sapete, ieri Roberto Saviano, e ritornato nel suo paese d'origine, Casal di Principe, dove lui, insieme a Bertinotti, Lirio Abate e i ragazzi di Locri, ha approfittato dell'inaugurazione del nuovo anno scolastico per manifestare contro la camorra, quel veleno che sta disintegrato la nostra povera Campania, e afferma a chiare lettere che non bisogna avere paura di loro,dei Casalesi, quella dei Schiavone, dei Bidognetti, dei Zagaria perché loro, e lo dice a chiare lettere <<non valgono niente, stanno distruggendo tutto quello di buono che la nostra terra offre>>.Roberto ha poi fatto notare che il processo nominato “spartacus”, cioè quel processo che ha condannato i clan Casalesi degli Schiavone e dei Bidognetti, come numero di imputati e di accuse, era addirittura quasi il doppio dello storico maxi processo di Palermo, e lo stesso processo ha dimostrato nelle sentenze che i Casalesi avevano un volume d'affari che andavano oltre il semplice traffico di droga e omicidi, ma che avevano il vero punto di forza nel cossidetto business del cemento, e quindi negli appalti non solo in Campania, ma soprattutto nel nord, precisamente in Lombardia e in Emilia Romagna, eppure nonostante ciò la notizia, che in un paese normale avrebbe occupato le notizie di tutti i tg e giornali a livello nazionale, in realtà ha avuto spazio soltanto in brevissimi trafiletti nei giornali locali, ma guarda un po'!Il messaggio era rivolto soprattutto ai giovani di casal di principe, quei ragazzi che possono dare un serio contributo per cambiare le cose.
Ma poi a rompere le uova nel paniere, intorno a una bellissima manifestazione, ci sono stati i soliti cafoni ed ignoranti, quelli che per la cronaca benedicono i camorristi più di gesù cristo, ma ancora più clamorosa erano gli insulti di alcuni “picchiachielli” che si definiscono “giovani imprenditori”, che hanno detto che Saviano e qui solo per farsi pubblicità e per entrare in politica. Non hanno capito niente questi ultimi, hanno il cervello e i polmoni invasi dal profumo di morte che significa denaro, e come se non bastasse ci metteva di mezzo pure la cossisetta popolazione civile che diceva una frase antica, che da tanto tempo non sentivo <<la mafia non esiste>>.
Personalmente, io questa gente, e mi dispiace ammetterlo ma sono sincero al 100%, comincio a detestarla, più degli stessi camorristi, come ho peraltro ho già detto in un commento in un post del blog di comicomix, comincio veramente a non sopportarla più, e credetemi, ve lo dice uno che ci ha nato e cresciuto per 20 anni da quelle parti, e che questa aria fetida di camorra, di cattiveria e di ignoranza la sentiva praticamente ogni giorno.
Vorrei fare due appelli: il primo a questi”giovani imprenditori”, magari voi tutti insieme potete fare una specie di ramadan e pregare come un dio Michele Zagaria e ringraziarlo per il il suo fetido odore di denaro, che in realtà e morte, che ogni giorno vi offre, e per la cronaca lo stesso Saviano ha anche aggiunto che gli stessi Casalesi << non si riconoscono nel termine camorrista, ma si considerano degli imprenditori. Dicono di essere degli imprenditori che usano tutti gli strumenti per poter raggiungere il loro obiettivo». E alla stessa pseudo popolazione civile dico di smetterla con questa ipocrisia religiosa, quando benedite dio santa Maria o qualche altro santo locale, piuttosto fate una chiesa dove benedite come un dio questa gentaglia, oramai è chiaro che per voi questa gente è come un dio, per la cronaca uno che veramente era credente e soprattutto voleva ripulire questa ondata di monnezza dal sua casal di principe, si chiamava don Peppino Diana, che con tutte le sue forze invitava la gente a ribellarsi a questo veleno, ma puntualmente fu lasciato solo, e inevitabilmente ucciso. E quindi per voi è un'enorme felicità fare santi questo marciume di gentaglia e poco importa se questa gente provoca morte e dolore, sono e rimangono brava gente. E basta dire che è soltanto colpa dello stato, e del fatto che tutto il mondo ci prendono in giro, perché ce lo meritiamo.
Vorrei anche dire che vedendo i tg nazionali stamattina, i relativi servizi su questo importante avvenimento, non andavano oltre di 5-10 secondi e qualche parolina di circostanza, questo a dimostrazione della voglia quasi nulla di occuparsi della lotta alle mafie di questa pseudo informazione, per fortuna ho trovato sul sito del corriere della sera un resoconto abbastanza completo della giornata, se vi interessa questo è il link:
Scusate, ma avevo bisogno di sfogarmi, non ne posso più di vedere la mia terra soffocare intorno a questa cappa di ignoranza e di morte, e ve lo dice uno che spera sempre che un giorno la gente cominci a veramente a capire e che magari il peso dello stato cominci veramente a farsi sentire.
Concludoi dicendo che gente come Roberto Saviano, ma anche Lirio Abate, ma anche quei cronisti di strada, che ogni giorno fanno vere e proprie indagini a tutto campo intorno al mondo delle mafie per informarci giorno dopo giorno dello sviluppo nella lotta alle mafie, indagini che ad esempio facevano Giancarlo Siani, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro de Mauro, Beppe Alfano, Beppe Fava e altri che purtroppo non sono più tra noi. Ecco spero veramente che noi Italiani ci accorgiamo di persone come appunto Saviano e Abate che stanno di fatto sacrificando la loro vita, per farci conoscere il vero universo degli affari della mafia. E non dimenticherei i pm di Napoli Cantone, quello di Reggio Calabria De magistris, e quello di Palermo Ingroia e tanti altri, che cercano di salvare lo stato da questi veleni, peccato però vengano lasciati soli da quest'ultimo.
Ecco, penso che tocchi soprattutto a noi non lasciarli soli, e far capire allo pseudo stato che queste persone sono un vero patrimonio dello stato, e non meritano che vengano lasciati soli, e dobbiamo incominciare a ribellarci all'uomo che con tanta precisione sta praticamente uccidendo la giustizia, a suon di indulti e altro, e non dimentichiamoci che le stesse procure e distretti di polizia addirittura non hanno neanche il carburante per gli inseguimenti e neanche il materiale cartaceo per scrivere i verbali!!!!!!!!!!!!!! E vorrei anche dire alla confidustria, che è inutile punire soltanto chi paga il pizzo, e si lasciano tranquilli chi con l'estorsione campa, perchè altrimenti è tutto inutile
Voglio lasciare una poesia di Kahlil Gibran
Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell'eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l'impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos'è emettere l'estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.
Un pensiero speciale alla madre e a padre di Libero, alla sua famiglia e ai suoi amici.... Devono essere davvero orgogliosi di lui.