« [...] stava camminando per strada e dal vento le era caduta proprio sui capelli: l'incidenza delle linee di milioni di foglie trasformata in una che cadeva [...] arrivò a considerarsi modestamente la prescelta delle foglie [...] un giorno una foglia cadendo le aveva sfiorato le ciglia. Pensò allora che Dio era di una gran delicatezza»1.
Oggi dentro di me si fa spazio un desiderio.
Vorrei tornare in un posto vuoto. Vorrei per un po’ di tempo non dovermi relazionare agli altri o fingere di essere quello che non sono. Vorrei trovarmi in un luogo dove ritirarmi, senza che nessuno bussi alla mia porta o entri senza chiedere il permesso.
Vorrei svuotarmi come si svuota un baule pieno di cose vecchie che ti sono care, ma così ammucchiate portano confusione.
Vorrei aprire quel baule, far uscire una cosa alla volta e guardarla per ritrovare il suo significato, per ridonarle memoria.
Vorrei chiudere quel baule, per guardare semplicemente avanti senza che niente mi detti l’agenda dei giorni che verranno.
Vorrei ritrovare il silenzio, quel silenzio che sempre mi ha aiutato a uscire da situazioni difficili o semplicemente a non perdermi.
Vorrei ritrovare il contatto con la natura, coi suoi tempi, col cielo, col sole, coi suoi colori che mutano, che vanno e che tornano.
Vorrei che il tempo passasse senza travolgermi.
Vorrei guardare, ascoltare, lasciare che tutto accada intorno a me.
Vorrei che quando la mia vita finirà non mi trovasse impreparata.
Solitudine
Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.
(Emily Dickinson)
Lo so, sono tempi difficili e tanti raccontano nei loro blog e nei commenti il loro sconforto e la loro mancanza di fiducia nel futuro.
Norberto Bobbio già qualche anno fa diceva:
"A chiunque si proponga di fare un esame spregiudicato dello sviluppo dei diritti dell'uomo dopo la seconda guerra mondiale consiglierei questo salutare esercizio: leggere la Dichiarazione universale e poi guardarsi intorno. Sarà costretto a riconoscere che (...) il cammino da percorrere è ancora lungo. E gli parrà che la storia umana, per quanto vecchia di millenni, paragonata agli enormi compiti che ci aspettano, sia forse appena cominciata".I diritti universali dell’uomo ci sembrano essere solo enunciati di principio che non trovano la strada per essere realizzati. Eppure ne parliamo tutti, tutti i giorni. Li abbiamo presenti e vorremmo che diventassero realtà.
Anche nei tempi più bui – dice la Arendt - abbiamo il diritto di attenderci una qualche illuminazione la quale potrebbe giungere non tanto da teorie e nozioni astratte quanto dall'incerta tremolante e spesso flebile luce che alcuni uomini e donne, nella loro vita e con il loro operato, accenderanno pressoché in qualsiasi circostanza e diffonderanno durante il tempo che è stato loro concesso in terra.
E sempre Norberto Bobbio ci sollecita
"Rispetto alle grandi aspirazioni degli uomini di buona volontà siamo già troppo in ritardo. Cerchiamo di non accrescerlo con la nostra sfiducia, con la nostra indolenza, con il nostro scetticismo. Non abbiamo molto tempo da perdere".
Ora se seguiamo il loro consiglio dovremmo guardarci intorno e vedere là dove qualcosa si fa, qualcosa si tenta di realizzare, là dove una luce è accesa per alimentare la nostra pur esile speranza e forse dovremmo imparare a dare una mano in più, ad agire con più determinazione.
Vorrei che chi ha suggerimenti da dare lo facesse. La domanda è chi potremmo affiancare perché ci si avvicini sempre di più a qualcosa che per lo meno è nella direzione della giustizia?
Io faccio due esempi tanto per cominciare qui, qui, qui e ancora qui e ancora qui, qui
Sono sicura che di realtà operose anche più piccole ce ne sono, lì deve volgersi il nostro sguardo e la nostra attenzione, forse solo così potremmo uscire dalla disillusione che speso accompagna i nostri sguardi.
La speranza è un essere piumato
che si posa sull’anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola - a me.Emily Dickinson
“Non c’è nessuna difficoltà – dice Simone Weil – una volta che si è deciso di agire, a conservare intatta sul piano dell’azione, quella stessa speranza che un esame critico ha dimostrato quasi senza fondamento; questa, anzi, è l’essenza stessa del coraggio”.
Immagine da www.apalacucci.it