Tutti siamo alla ricerca di un filo conduttore, di un “canovaccio” che dia un senso, che proponga un itinerario, che fornisca le ragioni di un punto di arrivo.
Nasce così l’illusione che la vita sia retta se non da un progetto, almeno da un filo conduttore che la spieghi e la giustifichi. Una preziosa illusione per scongiurare la sgradevole percezione che tutto sia dominato da una profonda casualità, dalla presenza sovrabbondante di elementi fortuiti e occasionali.
"Quel che ci tranquillizza è la successione semplice, il ridurre a una dimensione, come direbbe un matematico, l'opprimente varietà della vita; infilare un filo del racconto di cui è fatto anche il filo della vita, attraverso tutto ciò che è avvenuto nel tempo e nello spazio!".Beato colui che può dire: «allorché», «prima che» e «dopo che»!"
Musil, L'uomo senza qualità
Ma non è così semplice. Di Virginia Woolf, Nadia Fubini racconta che:
"...il passato non viene a comando.. Se si concentra, non sempre si accendono i colori, si illuminano le forme... A volte vede, sì, dei volti - volti di persone, volti che sono immagini di cose, di sentimenti - ma è come se fossero influssi di un altro mondo, straniero. Possibile che il senso della realtà dipenda da uno sciame di fantasmi? Il senso del passato, di questo è sicura, è custodito nell'immaginazione, nel cuore; ma quanto abita nell'immaginazione, nel cuore è verità? è storia? è desiderio? è poesia? è finzione? O sogno? Comunque, nel suo caso, è sempre stato così; è sempre stato il cuore a pensare. E quando il cuore pensa, l'intelligenza si realizza per immagini. Ma il cuore che ha nel petto non è "suo" soltanto; non è un organo, è un mondo". (...)
Ecco perché non sa concepire la propria autobiografia se non per frammenti, frammenti di ricordi, che sono diventati piccole scene, vivide fantasie. Ma sono reali? Sono fatti realmente accaduti o costruzioni immaginarie con cui l'anima, non al momento, ma più tardi, ha reagito a esperienze che non poteva altrimenti assimilare? Tutto nell'anima è "immaginale", pensa a volte Virginia".
Nadia Fubini - Possiedo la mia anima