Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
lunedì, 05 maggio 2008

Nicola è morto

NeofascistiNicola è morto. Era un giovane come tanti… la sua colpa? Nessuna, solo di essere passato di lì e di avere incontrato altri giovani che hanno imparato solo ad esprimersi attraverso la violenza e la sopraffazione. Nicola è morto e non ci sono abbastanza lacrime per piangerlo.
Il linguaggio della violenza ha preso in ostaggio le menti e il cuore di molti ragazzi oggi. Non mi interessa dire che sono di destra, mi interessa interrogarmi sul perché si può arrivare a tanto.

Io ho visto picchiare ragazzi senza ragione a scuola… Li ho sempre fermati, ho chiesto loro il perché. Molto spesso le ragioni erano assurde… più di una volta mi hanno detto: per divertirci. Abbiamo poi sempre parlato, cercato di capire il perché e nella maggioranza dei casi, quei ragazzi non hanno mai più picchiato nessuno, molto spesso sono diventati amici.

Se oggi si arriva a tanto è una società che si deve interrogare, che deve chiedere scusa alle famiglie… Chiunque abbia pronunciato parole di odio  verso gli altri pubblicamente, nelle proprie famiglie, nelle scuole, alla televisione, nei dibattiti politici, chiunque non abbia fermato ovunque poteva questa spirale che avanza è in qualche modo un po’ colpevole.

Non mi piace strumentalizzare politicamente questi fatti, anche se i ragazzi appartengono alla destra più estrema… Certo che quando la violenza è da parte di ragazzi che si definiscono comunisti, la strumentalizzazione c’è eccome… E troppo spesso si sono criminalizzate anche solo manifestazioni del tutto pacifiche. No, non mi piacciono le strumentalizzazioni, ma chiediamo un impegno perché i nostri politici abbiano un contegno esemplare, condannino con fermezza le ideologie violente e razziste, perché facciano sentire la loro autorità anche nei confronti di quella violenza nata e coltivata in casa.

«La politica non c’entra niente», aveva detto il sindaco in precedenza. «Non è un'aggressione contro la sinistra – ripete il sindaco – è un gruppo di deficienti, punto e basta».
A Verona Flavio Tosi, sindaco leghista, vinse le elezioni con ampia maggioranza, facendo della criminalità e della paura per gli extracomunitari il suo cavallo di battaglia. Tutta la destra cavalca il fenomeno extracomunitari e sicurezza per le strade, al fine di accaparrarsi la simpatia dell’elettore e il linguaggio non è mai molto corretto, molto spesso è violento.

Secondo l’ AISI (Agenzia informazioni e sicurezza interna) il Nord-Est è la zona a più alta densità di militanti Naziskin nel paese. Proprio a Verona, Vicenza, Padova e Treviso il “fronte Skinheads-VFS” vede alcune centinaia di giovani attivisti. Un funzionario della Digos dichiara: “Quando perquisiamo le loro case, nelle stanze troviamo bandiere con la svastica o con la croce celtica. Ma il loro livello culturale molto basso ci porta a parlare di bullismo con la testa rasata”. Dunque molti di loro potrebbero non essere pienamente consapevoli di ciò che questi simboli rappresentano storicamente. Secondo gli esperti dell’intelligence  “ Il loro credo Naziskin è una sorta si sottocultura violenta, teppistica, razzista e antisemita che si manifesta nella strada di quartiere fino alle curve dello stadio”.
L’allarme del Viminale riguarda anche scritte sui muri e profanazione di tombe ebraiche.

Le vittime privilegiate sono ovviamente extracomunitari, neri e tutti coloro che non corrispondono alle loro idee.
Allora lasciamo da parte la politica anche se sembra che non sia possibile in questa nostra Italia.

Basta parole di intolleranza, parole che non abbiano rispetto per la diversità, siamo noi adulti a dover dare l’esempio, dobbiamo dar peso alle parole… Gli adulti devono insegnare parole di pace, di tolleranza, parole che aprano al dialogo e non allo scontro. E soprattutto abbiamo bisogno di politiche che valorizzino la diversità e si aprano al confronto.

Abbiamo bisogno di esempi, esempi ed esempi… I ragazzi ci ascoltano e ci fanno da specchio.

postato da giuba47 alle ore 19:12 | link | commenti (37)
categorie: giovani, violenza, alce nero
giovedì, 13 dicembre 2007

Qualunque luogo può essere il centro del mondo

lampada“Questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti sulla terra, ci fa vedere il male ed il bene, un lanternino che proietta tutto intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l’ombra nera…”

( Da “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello)

 
A volte ho la sensazione di vivere sempre in bilico tra la ricerca di ciò che ancora non so e non conosco e ciò che vorrei essere.

Vorrei dare forma alla mia esistenza,  una forma, però, che non mi chiuda dentro una gabbia da cui guardare immobile il mondo che scorre davanti a me.

Inseguo così la vita nei  mille sentieri in cui si presenta come un esploratore curioso,  forse un po’ intimorito e incerto, ma pronto a guardare al di là di ciò che si presenta ai miei occhi.

C’è il pericolo dello spaesamento, di perdermi e di abbandonare ogni sicurezza, ma c‘è la gioia dell’incontro che mi sorprende.

Alce Nero,  il vecchio capo Sioux  diceva nella sua bellissima autobiografia dettata nel 1931 a tarda età di guardare la vita “dall’alto di un colle solitario” e cioè da un prospettiva che impone ordine senso e valore. Egli sapeva che “qualunque luogo può essere il centro del mondo”, e che solo cercare il centro permette di narrare, al di là d’ogni isolamento individuale, la storia di tutta la vita, non solo degli uomini, ma anche di tutti gli altri esseri viventi.

postato da giuba47 alle ore 11:51 | link | commenti (27)
categorie: pensieri, pirandello, alce nero

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