Nicola è morto. Era un giovane come tanti… la sua colpa? Nessuna, solo di essere passato di lì e di avere incontrato altri giovani che hanno imparato solo ad esprimersi attraverso la violenza e la sopraffazione. Nicola è morto e non ci sono abbastanza lacrime per piangerlo.
Io ho visto picchiare ragazzi senza ragione a scuola… Li ho sempre fermati, ho chiesto loro il perché. Molto spesso le ragioni erano assurde… più di una volta mi hanno detto: per divertirci. Abbiamo poi sempre parlato, cercato di capire il perché e nella maggioranza dei casi, quei ragazzi non hanno mai più picchiato nessuno, molto spesso sono diventati amici.
Se oggi si arriva a tanto è una società che si deve interrogare, che deve chiedere scusa alle famiglie… Chiunque abbia pronunciato parole di odio verso gli altri pubblicamente, nelle proprie famiglie, nelle scuole, alla televisione, nei dibattiti politici, chiunque non abbia fermato ovunque poteva questa spirale che avanza è in qualche modo un po’ colpevole.
«La politica non c’entra niente», aveva detto il sindaco in precedenza. «Non è un'aggressione contro la sinistra – ripete il sindaco – è un gruppo di deficienti, punto e basta».
A Verona Flavio Tosi, sindaco leghista, vinse le elezioni con ampia maggioranza, facendo della criminalità e della paura per gli extracomunitari il suo cavallo di battaglia. Tutta la destra cavalca il fenomeno extracomunitari e sicurezza per le strade, al fine di accaparrarsi la simpatia dell’elettore e il linguaggio non è mai molto corretto, molto spesso è violento.
Basta parole di intolleranza, parole che non abbiano rispetto per la diversità, siamo noi adulti a dover dare l’esempio, dobbiamo dar peso alle parole… Gli adulti devono insegnare parole di pace, di tolleranza, parole che aprano al dialogo e non allo scontro. E soprattutto abbiamo bisogno di politiche che valorizzino la diversità e si aprano al confronto.
“Questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti sulla terra, ci fa vedere il male ed il bene, un lanternino che proietta tutto intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l’ombra nera…”
( Da “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello)
A volte ho la sensazione di vivere sempre in bilico tra la ricerca di ciò che ancora non so e non conosco e ciò che vorrei essere.
Vorrei dare forma alla mia esistenza, una forma, però, che non mi chiuda dentro una gabbia da cui guardare immobile il mondo che scorre davanti a me.
Inseguo così la vita nei mille sentieri in cui si presenta come un esploratore curioso, forse un po’ intimorito e incerto, ma pronto a guardare al di là di ciò che si presenta ai miei occhi.
C’è il pericolo dello spaesamento, di perdermi e di abbandonare ogni sicurezza, ma c‘è la gioia dell’incontro che mi sorprende.