Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
venerdì, 16 maggio 2008

Uno spazio vitale...

BoscoVado a tentoni come in un bosco in cui filtra radente un raggio di sole tra l'alternarsi di macchie di luce e di ombre. Procedo veloce lungo la scia chiara nell'illusione di aver trovato una via di uscita, poi il mio passo si fa più lento, perché improvvisamente la luce si ritrae e subentra impenetrabile il buio. Nell'incertezza attendo un segnale, un indizio che  tarda ad arrivare.
E allora procedo per tentativi ed errori, umili, discreti, senza certezze, ma con la  volontà di non fermarmi se non per riflettere. Esploro un mondo che non  conosco in cui non mi ritrovo più.

Ogni tanto una pausa. Sento che il tempo ha bisogno di rallentare, di lasciare che il pensiero si dipani senza fretta, di lasciare che lo sguardo si posi leggero e respiri la vita che ancora e sempre si cela dietro ogni cosa. Non importa se tutto scorre intorno a me veloce, senza darsi tregua. Io ho bisogno di fermarmi e di ritrovare il senso del mio cammino.

E ascolto. Guardo. Sento. Imparo la pazienza. Recupero le forze.

I miei occhi si abituano alle ombre, allo scuro: là si nascondono altre realtà, prima invisibili che mi parlano e mi interpellano.

Non si è depositari di verità assolute non discutibili e non negoziabili. Questa è l'unica certezza. Piuttosto ho coscienza di procedere a tentoni, ma questo non vuol dire svuotare di senso il mio cammino, anzi è cercarlo  passo dopo passo. E' cercarlo non solo nel fascio di luce che acceca, ma anche nelle ombre che più timide lasciano intravedere nuovi percorsi, nuovi significati.

Una cosa mi è chiara: lo spazio, quello in cui vivo, di cui sono almeno in parte non tanto padrona, quanto responsabile voglio che diventi “uno spazio vitale”, uno spazio condiviso in cui ognuno possa sentirsi “persona” in mezzo ad altre persone, ognuna con uguale dignità. Non deve esistere assolutismo, incatenamento delle persone a qualcosa di già precostituito, di già stabilito da qualcun altro.

Nello spazio in cui vivo ha cittadinanza la diversità e ci si incontra non per assimilarsi gli uni agli altri, ma per conoscersi e confrontarsi, per interagire..

E per costruire questo spazio non mi abbandono al destino né tanto meno al volere di chi non conosce la dignità, l'onestà, il rispetto, di chi crede di governare sugli altri con la paura e la prevaricazione.

Mi ribello.

Ogni piccola azione può essere un atto di ribellione, un allenamento continuo e costante.

Non ascolto quelle parole che inquinano la mente... non regalo il mio tempo, lo tengo prezioso per scegliere chi mi offre pensieri e sentimenti.

No, non lascerò che il veleno possa in qualche modo rendermi più arida e vuota. Forse oggi chi predica la violenza e l’intolleranza, ha vinto, ma non ha sconfitto il sogno che alberga dentro di molti di noi. E il sogno non è mera illusione, rifugio per anime stanche di vivere nella realtà; il sogno, il nostro sogno è immaginazione, quell'immaginazione che sa diventare progetto concreto e credibile e che ogni giorno saprà opporre resistenza, che ogni giorno si concretizzerà in un gesto piccolo o grande che sia..

Noi ci siamo e devono saperlo, noi non rinunciamo ad immaginare e lottare per un futuro diverso...

Bisogna rispondere agli “imprenditore della paura” (come li ha chiamati ieri Rodotà ad Anno Zero) con il nostro coraggio e la nostra tenacia. Voglio checomprendano bene che non ho paura di loro.

Oggi ho incontrato al mercato un marocchino, vendeva fiori. Mi ha detto “A me piace cultura”, io pensavo parlasse di “coltura”, e lui insiste “no, cultura” e mi indica il libro che avevo in mano. Gliel’ho dato: l’ha aperto e sfogliato come cercando un tesoro… Era un uomo umile dai grandi occhi neri e profondi.

Tornando a casa ho pensato a lui e mi sono venuti in mente tutti quelli che oggi ci governano: ma a loro piace la cultura?

postato da giuba47 alle ore 18:39 | link | commenti (34)
categorie: pensieri, intercultura

Commenti
#1   16 Maggio 2008 - 18:43
 
Penso di si, ma sanno usarne? è un'altra storia...
Buon fine settimana.
Fatima
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#2   16 Maggio 2008 - 18:46
 
per guadagnare ...la cultura ?
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#3   16 Maggio 2008 - 20:19
 
Eppure la storia c'insegna come vivere armoniosamente, come poter convivere con le altre culture, le altre religioni, le altre mentalità: Toledo dell'età musulmana, Roma dei tempi del Michelangelo e così via.
Rino, rispolverando il passato storico.
utente anonimo

#4   16 Maggio 2008 - 20:56
 
Ciao carissima,
che bel post...
come mi ci ritrovo.
La corsa pazza verso chi sa che, la corsa che ruba il nostro tempo e il nostro spazio.
Resistenza...occhi umili e neri...il senso nella bellezza, nella fiducia, nell'accoglienza gratuita; come dici tu:un sogno, ma non è il sogno la caratteristica peculiare dell'essere umano?
Mi sembra di sì.
Un abbraccio.
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#5   16 Maggio 2008 - 21:09
 
Mia cara Giulia gli uomini che ci governano non hanno idea di cosa sia la cultura loro credono di trovarla nelle loro piccole orge di potere e di....non voglio dirlo!...noi siamo diversi e per ricordartelo vieni nel mio blog e guarda...ti voglio bene...Carmela...
http://blog.libero.it/lafatadelmare/view.php?reset=1 utente anonimo

#6   16 Maggio 2008 - 21:20
 
Brava Giulia.

Purtroppo, la loro cultura c'è: noi donne,la subiamo quotidianamente sulla nostra pelle.

un caro saluto
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#7   16 Maggio 2008 - 21:29
 
no, a loro piace la coltura dei soldi. hanno trovato come fare nascere i zecchini sugli alberi e impiccheranno il povero e ingenuo pinocchio.
non ascoltare neanche me... sono triste e amareggiata, in certi momenti arrivo a non credere più in niente...
meno male che poi passa.
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#8   17 Maggio 2008 - 00:44
 
Ecco i miei approdi

[..] Pro Burma Facce da Birmania Un post per capire come è la vera gente della Birmania, cosa prova e come vive. Rom: per non generalizzare Anno Zero: Marcia su rom... Saper vedere: Uno spazio vitale Milena Magnani: Voglio piangere perch&e [..]
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#9   17 Maggio 2008 - 08:35
 
Ricordo un servizio delle Iene in cui si chiedeva ai vari politici delle semplici nozioni di geografia...attualità..storia e letteratura...che figure hanno fattoooooooo!!!! Credo che molti di loro la cultura non sappiano nemmeno cos'è! A proposito di stranieri...lavora con me in una sartoria come operaio..un ragazzo romeno..sa fare 1000 cose ...ha lavorato in vari paesi europeri..nel mio settore è uno che vale...l'hanno assunto col primo livello...il più basso!! Che vergognA!!!!!!
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#10   17 Maggio 2008 - 10:37
 
"Nello spazio in cui vivo ha cittadinanza la diversità e ci si incontra non per assimilarsi gli uni agli altri, ma per conoscersi e confrontarsi, per interagire..."
Concordo pienamente.

Il 26 marzo il Vescovo della Diocesi ha incontrato il Consiglio comunale del mio Comune.
Questo un passo del mio saluto:
"Molti segnali ci dicono che siamo alle soglie di un vero e proprio passaggio d’epoca, uno dei più profondi cambiamenti dalla nascita della società.
Siamo una società che sta cambiando e che dovrebbe farlo con giustizia, con una forte attenzione a chi è più debole e solo, una società che dovrebbe dare a ciascuno le stesse opportunità, dove tutti possano vedere garantito il proprio diritto di cittadinanza, dove tutti siano protagonisti della costruzione della società del domani.
Una società che faccia della prossimità, della capacità di ascoltarsi e di farsi carico degli altri, i propri punti di forza per vincere paure e resistenze, guardare avanti e affrontare il cambiamento necessario"
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#11   17 Maggio 2008 - 11:20
 
Da Peppino Impastato al "bosco" della (non)cittadinanza.
Da sempre la repressione è figlia dell'ignoranza, così come l'ignoranza non produce cultura, e la cultura è molto lontana da chi alla giustizia preferisce il potere.

Purtroppo non poss(iam)o augurarti e augurarci niente di meglio che quell'indignazione, oramai stanca, lasci il posto ad una sempre più immininte ribellione.
Continueremo a farci la "guerra tra i poveri".
Grazie.
utente anonimo

#12   17 Maggio 2008 - 11:30
 
leggendo la chiosa del tuo post:
Tornando a casa ho pensato a lui e mi sono venuti in mente tutti quelli che oggi ci governano: ma a loro piace la cultura? non ho potuto che domandarmi se quelli che ci governano sanno cos'è la cultura!
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#13   17 Maggio 2008 - 11:40
 
giulia mi ha fatto molto piacere la tua visita, torna pure ogni volta che vuoi...
...ulltimamente sono stata poco presente e sto cercando di riprendere il blog poco a poco...vedo che il livello qui è sempre elevato, rendi l'idea della profondità, dello spessore, brava.
utente anonimo

#14   17 Maggio 2008 - 13:48
 
Scrivi e disveli le tue idee che è una meraviglia a leggerti. ciao D
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#15   17 Maggio 2008 - 14:10
 
Post stupendo, scritto con grande poesia.

E per quanto concerne la domanda finale..... la risposta purtroppo la conosci anche tu....

Che amarezza.

Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#16   17 Maggio 2008 - 14:23
 
Che bello è stato leggerti:)
La libertà è partecipazione, condivisione, cultura...
Un governo come quello di adesso in cui la maggior parte dei componenti metterebbe al rogo extra comunitari, gay, lesbiche, transgender ecc. non credo che se ne preoccupi più di tanto, c'è da mostrare l'Italia "pulita" prima! che tristezza!
Buon weekend!
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#17   17 Maggio 2008 - 16:43
 
Un post bellissimo che ho letto due volte.
Buon fine settimana, amica mia.
utente anonimo

#18   17 Maggio 2008 - 22:13
 
E' assurdo quanto ascoltiamo e vediamo in questi giorni, considerato che insegnamo con enorme dispendio di energia e con fervore quanto siano importanti per una società l'uguglianza tra i popoli, l'integrazione e l'amore verso gli altri, soprattutto se diversi. I nostri ragazzi sono sempre più disorientati in una giungla di opinioni e comportamenti contrastanti. Post delicato e coinvolgente, come sempre. Baci.
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#19   17 Maggio 2008 - 22:24
 
E' bello quello che scrivi, Giulia, e non potrebbe essere diversamente. Perchè tu sei bella dentro.
H.

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#20   17 Maggio 2008 - 23:33
 
Grazie Giulia, per questo bellissimo post!
Condivido tutto, la libertà unita al rispetto innanzitutto. In questo momento della mia vita ho deciso poi di fare questo, come te:
"Non ascolto quelle parole che inquinano la mente... non regalo il mio tempo, lo tengo prezioso per scegliere chi mi offre pensieri e sentimenti.
No, non lascerò che il veleno possa in qualche modo rendermi più arida e vuota..." e per me aggiungo: meno positiva ed amorevole.
Se passi da me troverai un link interessante.

Un abbraccio
gloria
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#21   18 Maggio 2008 - 11:39
 
Bisogna fare filtro con la propria capacità critica, senza mai smettere di usarla. Essa ci fa scegliere, selezionando tra le diverse esperienze ciò che può essere cultura. Una cultura dell'esistenza, dunque, sottoposta ogni giorno al vaglio della capacità di scegliere, di rifiutare, di essere diversi.
Sai, Giulia, in fondo io credo che che la non cultura sia una forza debole destinata a soccombere all'entusiasmo di essere. Recuperando l'essenza rientriamo in possesso della nostra forza.
Dobbiamo solo scegliere di essere forti.
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#22   18 Maggio 2008 - 14:37
 
Ormai dovresti sapere che condivido le tue idee al cento percento.
Magari non so esprimere i miei pensieri come fai tu.
Uso disegni, favole, batue, parole di altri, ma anche io viaggio spesso nei boschi, attraverso spiragli di luce e ombre improvvise. E vado avanti.
Anche io ho ed ho avuto amici di altre parti del mondo e con loro divido ed ho diviso una sigaretta, una risata, righe di cultura.
Non credo che ai nostri politici piaccia la cultura. E' una cosa che apre le menti, che fa pensare, che avvicina una popolazione all'altra.
Ti auguro una serena nuova settimana.
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#23   18 Maggio 2008 - 16:00
 
è probabile che la loro idea di cultura sia diversa dalla tua. La tua comprende e la loro esclude.
Magari sono anche degli eruditi, ma gli manca l'erudizione del cuore
con affetto, marina
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente marina2007

#24   18 Maggio 2008 - 16:20
 
Scrivi dicendo benissimo quello che anche io sento. Sono prostrata per questo stato di cose, davvero. Cerco di non pensarci perchè mi sento ferita in prima persona e anche sfinita e impotente.
Sono dalla parte degli ultimi, e mi sento una di loro. Come se tutte le cose che subiscono fossero sulla mia pelle. Oggi ne parlavo con la mia mamma, con la quale ho spesso e da sempre divergenza di idee, ma mi sono sentita vicinissima a lei che sente la cosa come me. Abbiamo pianto sommessamente e ci siamo abbracciate.
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#25   18 Maggio 2008 - 20:45
 
Ho salvato questo tuo post tra le parole che più mi hanno colpito e mi hanno lasciato dentro un segno.

Hai tutta la mia ammirazione.
E il mio affetto.

A.
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#26   18 Maggio 2008 - 22:13
 
sai esprimere i concetti che condivido in pieno con una delicatezza che ahimé non mi appartiene!.. :-)
ma dicevamo che il mondo è bello perchè è vario, vero? :-)
un abbraccione
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giovanotta

#27   18 Maggio 2008 - 23:09
 
La cultura? Che è, robba che se magna? :-(

Un abbraccio, Giulia!
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#28   18 Maggio 2008 - 23:29
 
Esploriamo tutti un mondo aspro, difficile, che non corrisponde ai parametri del nostro cuore e del nostro pensiero. La mancanza di cultura è quando tutto si inaridisce. Ma se c'è nello sguardo e nella parola un segnale, un bisogno, un'esigenza di cultura e di bontà, vuol dire che c'è sempre speranza.
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#29   19 Maggio 2008 - 09:57
 
Secondo me il problema non si pone, e non se lo pongono neanche "loro".
Sono un pò arido, in questo periodo: medito di lasciare il Blog per un mesetto.
Magari così riesco a commentare di più te...
:-)
Un abbraccio
Daniele
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#30   19 Maggio 2008 - 12:18
 
Un bellissimo post... Di notevole spessore umano e culturale...
Buon inizio settimana..
By
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#31   19 Maggio 2008 - 14:44
 
tutto condiviso.
cri
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#32   19 Maggio 2008 - 20:01
 
Se fossero colti non farebbero quel mestiere. Perche' ormai è un mestiere.
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#33   20 Maggio 2008 - 13:53
 
No
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#34   25 Maggio 2008 - 21:12
 
Dubito che apprezzino la cultura.

Ottima riflessione, Giulia
Artemisia
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