Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
domenica, 11 maggio 2008

L'eleganza del riccio

copertina_656Il riccio è un animale molto simpatico e il suo musetto ci ispira grande simpatia, ma ha gli aculei che ci tengono a distanza: tu lo osservi, lui ti osservi, ma da lontano.

Al numero 7 di rue de Grenelle c' è un palazzo abitato da notabili parigini, ma anche da due ricci: la portinaia Rene e Paloma.
Renée è la portinaia, ha 54 anni, è bassa e grassoccia e gli inquilini passano davanti alla sua guardiola da 27 anni, senza accorgersi quasi di lei. “Vivo sola con il mio gatto, un milione pigro che, come unica particolarità degna di nota, quando si indispettisce ha le zampe puzzolenti. Né io né lui facciamo molti sforzi per integrarci nella cerchia dei nostri simili. Siccome, pur essendo educata, raramente sono gentile, non mi amano; tuttavia mi tollerano perché corrispondo fedelmente al paradigma della portinaia forgiato dal comune sentire”

Con queste prime battute si entra già nel cuore del libro che ci fa immediatamente pensare come ciò che la protagonista dice sia vero. Viviamo con degli stereotipi in testa e questi stereotipi fanno sì che non andiamo al di là di quello che appare o che vogliamo ci appaia. Una portinaia è una portinaia e per fare il suo mestiere non deve essere colta, perché noi inquilini della casa, che portinai non siamo, non possiamo sentirci inferiori a chi nella scala sociale è sotto di noi! Ognuno al suo posto dunque. E Renée, conscia di ciò, si guarda bene dall’uscire dai comuni canoni del “buon senso” (si fa per dire) comune. Insomma si tratta del “gioco eterno delle gerarchie sociali”

Renée, nella realtà, non è una portinaia come tutte le altre: è un'autodidatta con una cultura straordinaria, un'invidiabile apertura mentale e gusti musicali, filosofici e letterari di grande raffinatezza. Studia Husserl, ascolta Purcell, è un'appassionata intenditrice della cultura giapponese e dei film di Ozu, regista giapponese per pochi. Il suo gatto si chiama Lev, in omaggio a Tolstoj. Ma questa Renée, la vera Renée che noi lettori conosciamo, è clandestina.

Palma è, il secondo riccio del palazzo,  è figlia di un papà deputato (con un passato da ministro) e di una mamma che sfoggia un dottorato in lettere. La ragazzina ha anche una sorella, Colombe, più grande di lei, studentessa di filosofia. E’ un genietto in incognito:

“(…) Si dà il caso che io sia molto intelligente. Di un'intelligenza addirittura eccezionale. Già rispetto ai ragazzi della mia età c'è un abisso. Siccome però non mi va di farmi notare, e siccome nelle famiglie dove l'intelligenza è un valore supremo una bambina superdotata non avrebbe mai pace, a scuola cerco di ridurre le mie prestazioni, ma anche facendo così sono sempre la prima della mia classe".

Una ragazzina che ha capito troppo presto il senso dell'esistenza e l’ipocrisia degli adulti chela circondano: La mia famiglia frequenta tutte persone che hanno seguito lo stesso percorso: una gioventù passata a cercare di mettere a frutto la propria intelligenza, a spremere come un limone i propri studi e ad assicurarsi una posizione al vertice, e poi tutta una vita a chiedersi sbalorditi perché tali speranze siano sfociate in un’esistenza così vana. La gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia”. Il suo disprezzo per questo mondo è tale da volere farla finita il giorno del suo tredicesimo compleanno.
C'è poi la domestica portoghese di casa de Broglie che, invece di rientrare nello stereotipo della gretta donna delle pulizie, è una vera aristocratica che "sebbene circondata dalla volgarità, non ne viene sfiorata". Non può che essere la migliore amica di quella portinaia che fa finta di guardare programmi trash in tv e invece ascolta Mahler.
Accanto a queste donne (soprattutto alla portinaia Renée e alla giovane Paloma) ruota il mondo aristocratico, snob, irritante del palazzo: i Pallières al sesto piano, i Josse al quinto (la famiglia di Paloma), gli Arthens al quarto, i Siant-Nice e i Badoise al terzo, i Meurisse e i Rosen al secondo e i de Broglie al primo.

A capire e entrare nell’intimo di questi due ricci entra in scena Monsieur Kakuro Ozu (come il regista!), un non più giovane signore giapponese di raffinata natura, che porta in sé il meglio del mondo orientale: Egli ha il dono di guardare dentro le persone e a Rene che, diventata sua amica, le dice: "Non mi hanno riconosciuta" risponde. "È perché non l'hanno mai vista (…). Io la riconoscerei sempre e comunque". È questo il cuore del romanzo, che il titolo nasconde: "Madame Michel ha l'eleganza del riccio – scrive Paloma, – fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti".

Renée con il uso modo di essere mette in crisi quella  scala di valori che misura se stessa e gli inquilini. Ella sa trasformare cultura e umanità nel suo riscatto sociale. In questa luce, i comportamenti degli altolocati condomini appaiono grotteschi e ipocriti.

“Il personaggio di Renéedice l’autrice - è nato da una sola intenzione: difendere l’idea che la cultura non è proprietà  esclusiva di alcuni, bensì di tutti. Ho fatto molte ricerche sull’argomento e mi sono stupita nel dover prender atto che molti dei miei colleghi sembravano credere che cultura e conoscenza fossero appannaggio della loro casta”.

Mi sembra di poter aggiungere che cultura è quella che sa coniugare intelligenza e vita, che sa arricchire la quotidianità e il nostro rapporto con gli altri.
Il libro non sempre riesce a convincere e a volte presenta delle cadute specialmente nella parte finale, a volte mi è apparso un po' artificioso, ma è comunque un libro che per me vale la pena di leggere.

Da questa storia trarranno un film e Mona Achache ne sta scrivendo la sceneggiatrice e sarà prodotto da Anne-Dominique Toussaint.

postato da giuba47 alle ore 12:30 | link | commenti (18)
categorie: libri, leleganza del riccio, barbery muriel

Commenti
#1   11 Maggio 2008 - 12:33
 
Una lettura che bisogna fare, sicuramente. Un caro saluto a te.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FronEsis82

#2   11 Maggio 2008 - 15:08
 
me ne ha parlato una mia amica l'altro giorno, lei lo sta già leggendo... sarà senz'altro il mio prossimo libro che leggerò... grazie Giulia, un augurio anche a te mamma dolcissima:-))
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PiccolaLuise

#3   11 Maggio 2008 - 15:19
 
Coincidenze: una nuova blog mi scrive in pvt per chiedermi come faccio a rialzarmi (dal mio profilo), io le rispondo che quando ci riesco è perché decido di essere me stesso aprendo il mio cuore a chi sa ascoltarlo...
Poi vengo a visitarti e trovo questo tuo post sullà beltà del riccio!!!!
Vedi, secondo me i blog servono soprattutto a questo: a far incontrare sensazioni che aleggiano nell'aria, nei cuori delle persone al fine di migliorare la nostra arida società.
Grazie anche a te, amica mia, conosciuta da poco.
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#4   11 Maggio 2008 - 15:19
 
Interessante!
Ne cercherò.
Grazie Giulia , auguri anche a te e tutte le mamme che leggono il tuo blog.
Fatima
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#5   11 Maggio 2008 - 16:01
 
Grazie Giulia per avermi segnalato anche questo libro, che cercherò di leggere quanto prima .
Mi picco del fatto che cerco di guardare gli altri fuori da qualsiasi stereotipo. Ho conosciuto infatti molte persone "grandi".
Buona domenica
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#6   11 Maggio 2008 - 17:05
 
e' già nella lista dei libri che comprerò alla prossima ondata, almeno fino quando avrò finito di leggere quelli che ho sul comodino :-))
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#7   11 Maggio 2008 - 17:11
 
L' ho letto e l' ho goduto a parte il finale secondo me poco riuscito.
Però non sono riuscito a togliermi la sensazione di un fondo non sincero, un gioco intellettualle da parte di un' autrice che nulla potrebbe avere a che fare con una portinaia vera ... ma forse sono io un po' troppo critico ...
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#8   11 Maggio 2008 - 19:01
 
Sono contenta che tu abbia parlato di questo libro. Mi è molto piaciuto perché ho un'amica, coltissima scrittrice, che per mantenersi fa la portiera e ho letto tutto il libro pensando a lei!
Forse è un po' troppo intellettualistico in certe parti(troppa filosofia, direi) ma è molto divertente ed ironico.
marina
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente marina2007

#9   11 Maggio 2008 - 22:20
 
E' un testo che si legge d'un fiato. Divertente, commovente, appassionante, che suscita la strana voglia di godere insieme alla protagonista dei piaceri autentici che la vita ha da offrire. L'ho consigliato spesso e continuo a farlo... ancora carica di entusiasmo!
utente anonimo

#10   11 Maggio 2008 - 23:07
 
E' molto accurata la descrizione che fai di questo libro, che però a me è sembrato troppo difficile, troppo astruso, la mia cultura forse non è sufficientemente vasta da farmi gustare vari passaggi, troppi...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente delphine56

#11   12 Maggio 2008 - 07:48
 
l'ho letto, a tratti sorprendente, mi è piaciuto molto, una lettura che sento di consigliare.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente esplanade

#12   12 Maggio 2008 - 08:46
 
il tuo blog è bellissimo, intelligente e con un grande cuore.................ed io non ho niente da fare nella vita

signor basta
utente anonimo

#13   12 Maggio 2008 - 09:25
 
Ero sul mood di compralo. Adesso è una scelta sicura.
Grazie!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ludmillaParker

#14   12 Maggio 2008 - 10:03
 
certo bisognerebbe saper leggere nel cuore di tutti e non fermarsi agli stereotipi. Si scoprirebbe, come anche nel libro forse si evince, che molti hanno l'aspetto d'angelo ma celano spine ben più dolorose degli aculei del riccio.
Le apparenze legate allo stereotipo condizionano il pregiudizio che è molto duro a morire.
Grazie per la bella recensione.
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#15   12 Maggio 2008 - 10:29
 
Quando l'ho visto in libreria non mi ha ispirato molto a dire la verità, ma ora mi hai fatto venire la curiosità di leggerlo: grazie!
utente anonimo

#16   13 Maggio 2008 - 07:26
 
Chissa' quante Renee incontriamo tutti i giorni e non le sappiamo riconoscere. Molto interessante la tua recensione.
Artemisia
utente anonimo

#17   13 Maggio 2008 - 07:37
 
noto che non ha lasciato indifferente neppure te.
un caro saluto
Dona
utente anonimo

#18   13 Maggio 2008 - 21:50
 
L'ipocrisia degli stereotipi e il non voler andare oltre la facciata, è uno dei limiti più grandi del nostro tempo ...
come sottolinei nel frontespizio del tuo blog, bisogna SAPER VEDERE per andare oltre le mere apparenze e scoprire i mondi meravigliosi che si nascondono sotto i nostri occhi distratti.
Un abbraccio
Vale
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