Sono trascorsi trent'anni da quando Cosa nostra su ordine di Tano Badalamenti fece saltare in aria il militante di Democrazia proletaria, animatore e fondatore di Radio Aut, sui binari della ferrovia che collega Cinisi a Palermo. Da Torino ad Avezzano, passando per Trapani e Anzio, i numerosi coordinamenti di Libera, associazioni contro le mafie, hanno rinnovato il loro impegno nel ricordo di Peppino. Lo hanno fatto ciascuno a suo modo, attraverso cineforum, dibattiti pubblici, incontri nelle universita', spettacoli teatrali, riportando oggi in vita quello che le mafie pensavano di aver ucciso: la voglia di cambiare e di non smettere mai di raccontare denunciando.
Un mare di gente
a flutti disordinati
s'è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
E' tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolo di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell'odore di calca
c'è aria di festa
