Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
mercoledì, 07 maggio 2008

La dignità degli ultimi

ddlnadies03«La cultura della sconfitta e dell'amnesia si è pericolosamente diffusa tra milioni di persone», dice il regista Solanas e per questo nei suoi film si propone di scoprire e valorizzare «le prodezze quotidiane dei "nessuno", proposte alternative e solidali tali da dimostrare come il cambiamento sociale sia ancora possibile».

SolanasAFernando Ezequiel Solanas, il bravo regista argentino de L'ora dei forni, di Tangos-L'esilio di Gardel (di cui ho già parlato qui), di Sur, da tempo si dedica a raccontare la resistenza sociale in Argentina.. Ha ideato così una serie di film. Memorie del saccheggio (2002-2004), analisi dei meccanismi del potere e delle politiche di privatizzazione; La dignità degli ultimi, storie della resistenza sociale; e i prossimi: Argentina latente, sulle risorse nazionali e il recupero dell'autonomia economica, e La rivolta della terra
Un cinema militante il suo, indirizzato a sostenere le ragioni della libertà e della giustizia in un'Argentina che stava per cadere sotto il gioco dei militari.

In La dignità degli ultimi racconta le storie di chi  è stato dimenticato, bistrattato ed ha subito ingiustizie fino a ridursi oltre la soglia della povertà, ma che, nonostante tutto, non perde mai la determinazione di  combattere contro un governo sempre più compromesso nei suoi rapporti poco chiari con grandi istituti bancari e compagnie petrolifere.

ddlnadies02Nel film vengono mostrate le storie di Maestro Toba e della sua mensa per bambini indigenti, di Silvia e Carola, che lavorano in un grande ospedale di Buenos Aires in situazione disastrose docute alla sovrappopolazione, alla mancanza di fondi, colpevole una corruzione sempre più spregiudicata. Viene raccontata la storia della fabbrica di ceramica Zanon, già oggetto del film "The Take" di Avi Lewis (2004). Ma anche la storia incredibile di Lucy e del "Movimiento de Mujeres en Lucha" (movimento di donne in lotta), che per protestare contro le espropriazioni, risultato dei tassi usurari praticati da banche senza scrupoli a contadini in difficoltà, ricorre a una forma di lotta davvero incredibile: durante numerose aste per mettere in vendita ettari di terreni di contadini che avevano avuto prestiti di 20.000 pesos e si trovavano a doverne rendere 100.000, Lucy ed altre donne si erano messe a cantare l'inno nazionale argentino boicottando in questo modo le aste stesse. Gli ultimi arresti per questo "delitto" mostrati dalla pellicola di Solanas risalgono solo all'aprile del 2005.

ddlnadies01Ma vengono mostrate storie più individuali da parte di chi davvero non ha neppure la forza di battersi politicamente, e forse sono le vicende più drammatiche, la miseria vissuta in solitudine può trasforarsi veramente in disperazione senza riscatto.
E’ l’epopea anonima e quotidiana di chi è sempre stato tradito: la classe media impoverita, - dice Solanas - disoccupati, i “piqueteros” che bloccano le strade. Negli anni Sessanta e Settanta, una situazione simile mi portò a concepire “L'ora dei forni” (1968) e “I figli di Fierro” (1975), due pellicole molto diverse tra di loro, incentrate sulle lotte sociali dell’epoca”.

Mentre percorrevo il paese e incontravo lavoratori, professionisti e indios, mi è venuta l’idea dici_ultimi1 realizzare un grande affresco sull’Argentina contemporanea. Ho così concepito quattro lungometraggi indipendenti tra di loro, ma uniti dal tema nazionale. Si parte dalla devastazione e dal saccheggio promossi del modello neoliberale, per arrivare alla ricostruzione e a un nuovo progetto capace di recuperare i diritti perduti”.

Sono storie dolenti, che rivelano condizioni di vita durissime: ma sono anche Storie commoventi, ammirevoli per l’altruismo, la capacità di lotta, il caldo slancio,  capacità di solidarietà della gente. E ciò che ne viene fuori è un affresco in cui si rivela tutta la forza e la tenacia del regista deciso, con esempi concreti e carichi di patos, a rivendicare la dignità del popolo e la speranza.

ci_ultimi2Storie che ci insegnano che là dove c'è la volontà di lottare nulla è perduto, nulla è così irreversibile.Colpisce, in particolare, l'assidua presenza delle donne, vero motore e anima odierna del paese: mogli e madri indomite e senza paura. Molti uomini, racconta una donna, non avevano saputo resistere di fronte alla tragedia che si era abbattuta su di lroro e molti, moltissimi si erano suicidati. Nel film c'è, oltre la corruzione, le malversazioni, i raggiri, le sperequazioni sociali, proprio alla fine del tunnel, uno spiraglio di speranza: è difficile dare dignità a chi soffre, ma con questo documentario Solanas c'è riuscito benissimo.

Sono film che dovremmo guardare per non perdere la forza di lottare.

postato da giuba47 alle ore 10:56 | link | commenti (21)
categorie: cinema, solanas

Commenti
#1   07 Maggio 2008 - 11:21
 
quelli di solanas sono film che cerco da anni!
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#2   07 Maggio 2008 - 11:56
 
Insomma, in tante tenebre... un raggio di Solanas!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mircomirco

#3   07 Maggio 2008 - 12:09
 
A starti dietro mi ci vogliono i pattini a rotelle, visto quanto sono lenta al pc.
Di cinema militante ne ho visto tanto negli anni 70, nei piccoli cinema dove spendevo tutti i miei pochi soldi. Ora leggo i tuoi posts e sono contenta di trovare una appassionata di registi e scrittori molto attenti . Ti leggo con molta
allegria e interesse.
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#4   07 Maggio 2008 - 12:42
 
Sì, Giulia, hai ragione.
Io faccio quel poco che posso, ma spesso mi scoraggio ed ho bisogno di chi, come te, mi dia una sferzata quando ne ho bisogno.

Un abbraccio.

Elena
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#5   07 Maggio 2008 - 13:13
 
ottimo post . perchè mon lo metti nel nostro blog ? ciao cdv pon loggato
utente anonimo

#6   07 Maggio 2008 - 13:34
 
Letti di seguito, i tuoi ultimi post sembrano un discorso unico, alla fine c’è quello che dicevi qualche giorno fa, che: “Il futuro ci appare oggi minaccioso, una minaccia che nessuno sembra riuscire a contrastare efficacemente: nessun partito, nessun movimento. E’ sconfortante, ma ripeto noi ci siamo e i nostri no, il nostro sdegno devono tradursi in piccole e grandi azioni.”

Credo che questo sia il fondo della questione, che si debba semplicemente continuare, testardamente, a mostrare che esiste un altro modo di vivere e di pensare, e che se un numero sufficiente di persone ci crede, può diventare realtà. È un modo di nutrire la speranza a dispetto dei tempi.

E parlando di Argentina e cinema , è difficile cancellare le immagini di “Garage Olimpo”, per me e credo per chiunque le abbia viste una volta…
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#7   07 Maggio 2008 - 15:20
 
pensando a come siamo ridotti in Italia, vien quasi da dire che i guai dell'Argentina derivano dall' avere la popolazione in maggior parte di origine italiana............................, qualche spagnolo ed un bel pò di nazisti scappati.
signor basta
utente anonimo

#8   07 Maggio 2008 - 15:48
 
mi trovo molto in linea con quanto dice Melogrande, del fil "Garage Olimpo" ne parlavo tempo fa sul blog a proprosito di desparecidos, e i film di solanas seguono un filone ancor piu' preciso, sono film militanti sììì come dice Giulia, ma sono anche film sull'umanità che va scomparendo
girando per il mondo la cosa che piu' mi tocca e mi ferisce è che quella aprte di umanità, quella dei valori , del diritto ad una vita possibile, ad un lavoro possibile, ad una infanzia possibile, beh questi valori si stanno liquefacendo a tutte le latitudini,,,, non ci sono eccezioni...
ieri parlando con una amica ci domandavamo dove era finita la "pietas" quella che fa amare, che fa ccogliere, che accetta....
chissà dove è finita...
chicca
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#9   07 Maggio 2008 - 17:05
 
Mi trovi perfettamente d'accordo nel proporre questo regista che rappresenta una vera "memoria" visiva e coglie gli spunti più "indigesti" dell'umanità; noi occidentali rimuoviamo con troppa facilità ed egoismo questo modo di avvicinare la realtà , e sbagliamo!!
Ciao Michele.
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#10   07 Maggio 2008 - 18:07
 
Post bellissimo....grazie...
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#11   07 Maggio 2008 - 18:09
 
forse non lo vedrò mai, ma adesso almeno so che esiste.
ancora un grazie, marina
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente marina2007

#12   07 Maggio 2008 - 18:09
 
Confesso la mia ignoranza, grazie per avermi fatto conoscere qualcosa di nuovo. :-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sognatricenata

#13   07 Maggio 2008 - 19:12
 
Ottimo, Giulia, ed ho scoperto anche Tangos- L'esilio di Gardel che mi era sfuggito. Vado a caccia d'immagini, sarà dura ma confido...

grazie e saludos
Solimano
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#14   07 Maggio 2008 - 19:15
 
Ciao bella ! Grazie per le tue visite...
Mi deprime non poco vedere che di questi film non se ne parla proprio dalle mie parti. Stesso continente, stesse origini, stessa lingua...
L´abbraccio di sempre.
Luca
utente anonimo

#15   07 Maggio 2008 - 19:21
 
Anche io non riesco a commentare...non ne ho le capacità! ma ti trovo sempre molto interessante e sensibile! baciotto
dani
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#16   07 Maggio 2008 - 22:53
 
in italia la voglia di lottare manca. Le lotte si fanno in tv tra candidati politici e ci illudiamo di partecipare tutti noi tifando per l'uno o per l'altro. Forse perchè non siamo ai livelli dell'argentina povera e dimenticata, perchè siamo un popolo di benestanti, tutto sommato. Inoltre non c'è una cultura militante, non ci sono più tanti autori disposti alla denuncia. C'è un appiattimento culturale spaventoso, direi, che ci impedisce di vedere oltre il nostro naso.

bellissima come al solito la tua recensione.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mariado

#17   08 Maggio 2008 - 07:04
 
Anche credo come mariad che a noi manchi la voglia di lottare, eppure la rabbia dovrebbe essere più meno la stessa, date le condizioni in cui versa il nostro strano paese...Forse il problema è anche una scarsa consapevolezza della realtà che si accompagna ad un pessimo modo di fare informazione. Un caro saluto
utente anonimo

#18   08 Maggio 2008 - 08:03
 
C'è sempre molto bisogno di un cinema impegnato in politica e nel sociale...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FrancaFranca

#19   08 Maggio 2008 - 08:20
 
Blog interessante... non urlato... come le numerosissime esperienze di volontariato che ci sono in Italia e che sostengono "realmente" il welfare italiano.
Paolo
utente anonimo

#20   09 Maggio 2008 - 11:21
 
Scusami, Giulia, per l'Off Topic. Puoi dirmi cosa pensi della proposta del mio blog "Non scherzo più"?
grazie, marina
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#21   09 Maggio 2008 - 14:09
 
Cara Giulia, ho inserito adesso in Abbracci e pop corn il tuo Tangos - L'exilio de Gardel e fra qualche giorno inserirò questo. Per ogni eventuale correzione, fammi sapere.

grazie e saludos
Solimano
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