Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
lunedì, 05 maggio 2008

Passivi o attivi di fronte alla storia?

CieloNuvoleC’è sfiducia, tanta sfiducia in chi ha creduto che un altro mondo fosse possibile. La vittoria schiacciante della destra, i discorsi che sentiamo in giro non ci aiutano certo a reagire.

Ma c’è un equivoco di fondo su cui dobbiamo riflettere.

Ben altri tempi bui hanno attraversato la storia del novecento in Europa… In questi giorni abbiamo celebrato il 25 aprile e  il 1 maggio come momento in cui alcuni gruppi hanno saputo contrastare ciò che allora sembrava più che inevitabile: il fascismo, il nazismo, lo sfruttamento selvaggio dei lavoratori.

Oggi come ieri, come persone siamo chiamati a decidere se disporci passivamente nei confronti della storia, se abbandonarci a ciò che sembra che ci sovrasti e contro cui tutto sembra inutile e quindi arrenderci oppure  disporci attivamente, reagire.

L’uomo – dice la Zambranoè sempre stato un essere storico ma questo non è da intendersi in modo statico, anzi, la nostra storicità si manifesta al suo massimo grado, quando reagisce alla sua stessa passività, quando si ribella all’essere mosso da qualcosa fuori di sé”.

La realtà non è immobile anche se oggi tutto sembra darci questa sensazione, è sempre in movimento. In questo movimento possono prevalere idee, atteggiamenti, scelte diverse da quelle che vorremmo. Ma noi esistiamo, ci siamo e a questo movimento partecipiamo.
Il futuro ci appare oggi minaccioso, una minaccia che nessuno sembra riuscire a contrastare efficacemente: nessun partito, nessun movimento. E’ sconfortante, ma ripeto noi ci siamo e i nostri no, il nostro sdegno devono tradursi in piccole e grandi azioni.

Remiamo contro… si impara anche a remare contro… si è minoranza, un’esigua minoranza e questa è una percezione che ci fa sentire soli in molte situazioni: si impara ad essere noi stessi al di là di quello che sono gli altri. E’ questa sensazione di solitudine che ci paralizza, che ci deprime, che ci porta troppo speso alla resa.

L’uomo è un essere sociale, ha bisogno di sentirsi parte di qualcosa… Oggi ci sentiamo senza patria, senza partito, senza chiesa. Forse ci siamo troppo illusi che la storia potesse procedere sempre in modo lineare verso un maggiore progresso. Non è così, ma questo non vuol dire che nulla cambia o peggio che tutto cambia in peggio. Oggi è così, domani non si sa…ma noi dobbiamo esserci.

Forse dobbiamo reinventarci come persone e entrare nel mondo reale con la forza non dei numeri ma delle nostre idee…

Parole… no, non sono parole. Quando entro a scuola ho questa consapevolezza, quando parlo in giro affermo le mie idee… quando sono in tram, quando sono al mercato non permetto a nessuno di insultare un altro… Se so che qualcuno nel mio quartiere vive solo e in situazione di povertà, vado a chiedere aiuto per lui… Insomma vivo e faccio tutto ciò che posso… tutto poco o tanto che sia, ma tutto. E' chiaro che  tutto questo non mi sottrae da partecipare ad ogni inizaitiva politica che si  riveli all'orizzonte e che condivida...

E cari Giuliano ed Elena è vero il mondo “sembra andare da un’altra parte: l'impressione è che queste cose stiamo qui a raccontarcele tra di noi…” Ne ho piena coscienza anch’io.

E’ vero ce le raccontiamo fra di noi, ma per trovare la forza di esserci, di condividere, di sentirci meno soli, questo a me serve.
Nel post precedente ho parlato di un libro della Gordimer… Quanto buio ha attraversato nella sua vita individuale? Eppure continua a combattere per un mondo in cui crede sapendo che non arriverà mai a compimento. Sono scrittori questi da cui dovremmo trarre linfa.

postato da giuba47 alle ore 10:37 | link | commenti (22)
categorie: pensieri, politica

Commenti
#1   05 Maggio 2008 - 10:56
 
un errore che dobbiamo assolutamente evitare, è subordinare alla semplice conta elettorale la conclusione che non ci siano valori, energie, partecipazione. La scienza dell'analisi ci deve sorreggere, la consapevolezza che non di ideologia si tratta voler cambiare il mondo, ma necessità e causa di tutta l'umanità.
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#2   05 Maggio 2008 - 11:11
 
è ornmai una banalità ma il mondo lo si dovrebbe cambiare dai piccoli gesti quotidiani...
non prendere la macchina, impegnarsi in qualcosa, cercare di fare qualcosa...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ClaudioCasaz

#3   05 Maggio 2008 - 11:24
 
i piccoli gesti quotidiani sono importantissimi ...basilari..
forse valgono poco però se non sono diffusi dall'informazione che invece mette sempre l'accento sulle cose negative.

Impegniamoci e mettiamoci insieme per far sapere, sensibilizzare, informare...
francyxxxx
utente anonimo

#4   05 Maggio 2008 - 11:26
 
La penso come te. Mai dormire. Sempre partecipare. Come dici tu, sul tram, sul bus, in piazza. Esserci sempre, sempre esprimere le nostre idee, le nostre convinzioni, senza timore.
Toglimi una curiosità: sei una insegnante? di quale materia?
Buon Lunedì
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#5   05 Maggio 2008 - 12:04
 
Non bisogna lasciarsi sopraffare dagli eventi che noi crediamo negativi. Il tempo e la storia scriverà altre pagine in questo paese...;-P
Buona Vela
By
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#6   05 Maggio 2008 - 14:00
 
Come hai ben espresso il nostro sentire.
E davvero dai la forza di continuare ad affermare il nostro modo di essere, così diverso dalla maggioranza.
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#7   05 Maggio 2008 - 14:38
 
Mi dispiace ripetermi: manchiamo di coscienza storica e, quel poco che abbiamo, è piena di rabbia, rancori, odio, invidia.
Solo quando riusciremo a capire che gli errori del passato servono a migliorarci, a non ripeterli, solo allora saremo pronti per andare avanti con passo sicuro.
E tutto inizia dall'accetare la nostra vita passata!

Rino.
utente anonimo

#8   05 Maggio 2008 - 14:39
 
E' un po' quello che cerco di fare giorno per giorno, per me stessa, per la mia famiglia, per le persone che mi stanno attorno, nel mio lavoro, insomma nella vita di tutti i giorni. Non e' sempre facile, talvolta piu' facile e' lasciarsi andare alle delusioni e perdersi in esse, talvolta prendendole come rifugio per la nosrta inezia. Ci sono momenti cosi' prima o poi nella vita, sta solo in noi trovare la forza di reagire ed agire in prima persona.
Un caro saluto
Dona
utente anonimo

#9   05 Maggio 2008 - 14:42
 
Cara Giulia,

la mia non è certo una critica quando dico che certe cose ce le raccontiamo tra di noi, ma non le vedo tradotte nella maggior parte delle persone che mi stanno intorno: vicini, colleghi, gente che conosco.

Non intendo dire che non si debba parlare, assolutamente.

Mi limito a constatare che c'è una grande differenza tra chi si pone i quesiti che ci poniamo noi e chi, invece, vive la vita senza nemmeno rendersi conto se il suo vicino stia male o meno.

Anzi, magari vive cercando di far del male al vicino per rivendicare qualche stupido diritto o per pura invidia.

Smettere di scrivere, di leggere, di parlare sarebbe la morte.

Ma illudersi che questo possa scuotere gli animi di molti credo sia vano.

Una volta ero più ottimista, ma ora ho perso un po' le speranze.

Spero di aver chiarito la mia posizione.
Non è mai un appunto a te o a ciò che fai o scrivi, ma una constatazione sul mondo in cui viviamo.

Un abbraccio ed un bacione.

Zia Elena

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#10   05 Maggio 2008 - 14:44
 
Avevo lasciato un mio commento poco fa... vediamo se riesco a riesprimere il conceto.
Quello che tu dici e' un po' quello che cerco di fare nella vita di tutti i giorni, per la mia famiglia, per me stessa, per le persone che mi stanno vicino, nel mio lavoro, per chi sensto abbia bisogno di una mano.
Non sempre e' facile, talvolta risulta piu' semplice lasciarsi andare alle delusioni e immergersi in esse e in quel senso di inezia che portano. Sta in noi trovare la forza ed agire.
Un caro saluto
Dona
utente anonimo

#11   05 Maggio 2008 - 15:17
 
Certo Giulia, la forza delle idee, quella che parte dal pensarle prima di tutto e non dal lasciare che lo facciano altri..
un abbraccio
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#12   05 Maggio 2008 - 15:18
 
Cara Elena, non ho preso come una critica a me il tuo commento, anzi... Ben vengano le critiche. Io sono comunque convinta che il nostro agire, il nostro tenere la direzione non sia vano... Adesso forse sembra così, ma è quello che posiamo fare che ha un effetto comunque positivo su di noi...
Che poi questo cambi il mondo non sta a noi questo compito... Giulia
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#13   05 Maggio 2008 - 16:22
 
fai sempre riflettere con i tuoi post,

buona settimana
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#14   05 Maggio 2008 - 16:24
 
cara Giulia, concordo in pieno con quanto scrivi nel tuo bell'articolo. sono del parere che bisogna continuare ad esprimere il dissenso verso qualunque forma di potere che possa minare le basi della giustizia, di una costituzione nata e voluta da uomini che avevano in mente il progresso e l'evoluzione intellettiva...tu come insegnante puoi far nascere nelle coscienze qualche barlume della tensione che ogni uomo dovrebbe avere verso la libertà e la fratellanza.
E sono anche convinta che se concimiamo anche soltano una piantina nei pressi di casa nostra, domani potrebbe essere un albero dhe dona frutti e protezione.
No, non ci arrendiamo. teniamoci per mano.
cri
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#15   05 Maggio 2008 - 16:41
 
Lo stare insieme dentro dei luoghi, sia pur virtuali, come i nostri blog, è un modo di esistere anche come comunità.
io credo che il parlarci "tra noi" serve innanzitutto per tenere viva un'identità. Abbiamo tutti un sentire comune, anche se a volte sembra sfumato, apparteniamo a qualcosa che ci avvicina e riconosciamo degli avversari comuni. Questo è importante. Sapere di essere in buona compagnia rafforza la volontà di fare, di agire, di replicare a chi ciancia di razzismo, di censura, di conservatorismo. Partecipare è essenziale soprattutto nel reale, inutile dirlo, ma ritrovarsi e comunicare tra noi, è il segno di una vitalità aggiuntiva di cui anche "altri" prendono atto
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#16   05 Maggio 2008 - 16:46
 
Ciao cara, ho letto il tuo post e ne sono rimasta entusiasta. Non propriamente per le "idee" che esprimi, m aper la forza che sento in te.
Sempre bisogna partire da sò stessi. Sempre. Come dici tu riordando la grande scrittrice. Interroghiamoci:
quanto buio ha accompagnato le nostre vite? Quanto dolore? Eppure da quel letame sono nati fiori.
Qualcuno ha commentato che si ha l'impressione di "cantarsela da soli", è probabile, ma tutto nasce dentro e nello scambio, nella relazione, nell'intimità delle idee.
Fino a che si ha la forza e la voglia di lottare c'è sempre quella fiammella accesa. Quella fiammella scalda il mondo, i cuori.
Per fortuna che c'è.
Poi è chiaro questo particolare momento storico sembra devastante e le "reazioni" sono molteplici, ma io sono ottimista. Sono ottimista perchè conosco la grande forza che è in ognuno di noi.
Spero di essere stata chiara e di non essere stata "semplicistica"-si dice così?-.
:)
Un caro saluto.
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#17   05 Maggio 2008 - 17:05
 
Non è una risposta al tuo post... scrivo la prima cosa che mi passa per la mente, anzi la sconda... la prima è scontata...!
La reazione è un agire dettato da altri... è il segno del nostro essere burattini in mano ad altri che ci fanno reagire, che hanno il potere di "formare" le nostre azioni
Capita anche a me ogni tanto di reagire... ma subito ne prendo consapevolezza... mi fermo e riprendo ad agire... per quanto mi è possibile...
Ecco, non sono d'accordo con quelli che smettono di gioire e di sorridere perchè il potere passa nelle mani di tizio o di caio o del Caiamano di turno...
Il mondo non si cambia (e per mondo intendo lo spazio e il tempo in cui ci è dato vivere nel nostro quotidiano) con il pessimismo di maniera perchè noi animi sensibili soffriamo per il mondo in astratto, del vicino di casa, si sa non ce ne frega niente...
... cominciamo con il volerci bene...
magari finiamo con il voler bene al nostro vicino di casa...
E sarebbe una grande rivoluzione!

ciao!
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#18   05 Maggio 2008 - 17:27
 
parole splendide che condivido.
Tutto si evolve e passa, e la storia non si ferma. Cito la splendida canzone di de Gregori: La storia siamo noi, anche quando sembra andare dalla parte opposta a quella che vogliamo. E non c'è nulla che non possa cambiare.

Un sorriso combattente
Mister X di COmicomix
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#19   06 Maggio 2008 - 08:55
 
Remiamo contro… si impara anche a remare contro… si è minoranza, un’esigua minoranza e questa è una percezione che ci fa sentire soli in molte situazioni: si impara ad essere noi stessi al di là di quello che sono gli altri. E’ questa sensazione di solitudine che ci paralizza, che ci deprime, che ci porta troppo speso alla resa.

è vero ciò ci porta a lla resa, ma potrebbe anche portarci alla riscossa, al bisogno di aggregazione, di condivisione come avviene ora anche attraverso molti blog...
chicca
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#20   06 Maggio 2008 - 10:25
 
Ti dico la verita', Giulia. Anch'io provo la sensazione di solitudine che descrivi ma in realta' non credo affatto che siamo "un'esigua minoranza". Considera che milioni di Italiani, per vari motivi piu' o meno nobili, non ha votato per la coalizione che ha vinto. Certo, se consideri chi, come te e me, vorrebbe un mondo assai diverso ecco che si parla gia' di una minoranza, ma non cosi' esigua come sembra. Si', la percezione e' quella che gli "altri" siano di piu' ma io penso che soprattutto urlino di piu' e che oltre tutto abbiano il microfono in mano. Ma noi non siamo pochi e poi... siamo anche tenaci.
Un abbraccio,
Artemisia
utente anonimo

#21   06 Maggio 2008 - 14:38
 
Io so che la tua lezione è quella giusta e me la ripeto quotidianamente. Ma non voglio neanche consolarmi con le mie buone intenzioni. Perché in questo paese si formi una coscienza, non di sinistra, ma semplicemente civica, del bene comune MAGGIORITARIA, passeranno decenni. Se tutto andrà come deve. Detto, amaramente, ciò porterò la mia piccola pietruzza quotidiana a questo lavoro immenso da fare
ti abbraccio, marina
utente anonimo

#22   06 Maggio 2008 - 15:25
 
In effetti si vive la storia come rendita di posizione e questo significa che non si alimenta, non si discute, non si rivitalizza. Siccome tutti si son messi ad abolire le ideologie, le idee, i nuovi cambiamenti, il risultato di questa apatia dell'universo occidentale è stotto i nostri occhi.
Ciao Michele
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