Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
giovedì, 24 aprile 2008

Ma c'era anche la bambina...

Affido a Elio Vittorini il racconto dell’orrore di un momento storico che lui ha vissuto in modo diretto. Parole che non si possono, non si devono dimenticare….

“Ma c’era anche la bambina.

Più giù, tra i quattro del corso, dagli undici o dodici anni che aveva, mostrava anche lei la faccia adulta, non di morta bambina, come se nel breve tempo che l'avevano presa e messa al muro avesse di colpo fatta la strada che la separavi dall'essere adulta. La sua testa era piegata verso l'uomo morto al suo fianco, quasi recisa nel collo dalla scarica dei mitragliatori e i suoi capelli stavano nel sangue raggrumati, la sua faccia guardava seria la seria faccia dell'uomo che pendeva un poco dalla parte di lei.

Perché lei anche?

(…) Chi aveva colpito non poteva colpire di più nel segno. In una bambina e in un vecchio, in due ragazzi di quindici anni, in una donna, in un'altra donna: questo era il modo migliore di colpir l'uomo. Colpirlo dove l'uomo era più debole, dove aveva l'infanzia, dove aveva la vecchiaia, dove aveva la sua costola staccata e il cuore scoperto: dov'era più uomo. Chi aveva colpito voleva essere il lupo, far paura all'uomo. Non voleva fargli paura? E questo modo di colpire era il migliore che credesse di avere il lupo per fargli paura.

Però nessuno, nella folla, sembrava aver paura”.

Da Elio Vittorini, Uomini e no

 

Ancora oggi cercano di governare mettendoci paura, paura dell’altro… Non ci devono riuscire…Mai.

postato da giuba47 alle ore 18:49 | link | commenti (33)
categorie: 25 aprile, vittorini elio

Commenti
#1   24 Aprile 2008 - 19:14
 
Solo un popolo con una buona coscienza storica può vivere libero, cercando di non ripetere gli errori del passato.
Rino.
utente anonimo

#2   24 Aprile 2008 - 21:58
 
La delicatezza di questo passo di Vittorini, che nulla toglie alla mostruositàdi ciò che racconta, sia fonte di forza. E' un auspicio che mi nasce forte pur nella consapevolezza che si rischia di parlare adei sordi.
luigi
utente anonimo

#3   24 Aprile 2008 - 21:59
 
ti lascio un bacio .così.

*Orsa
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#4   24 Aprile 2008 - 22:03
 
Le lacrime non possono dare l'esperienza del mare. Solo quando la sua onda ci travolge sappiamo che è inutile piangere. A cosa serve nuotare ? La terra è sempre di qualcun altro. Salvati. Lasciami sperare che tu viva. Serve sempre qualcuno che ricordi.
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#5   24 Aprile 2008 - 23:03
 
Notte serena...
LeAAA

Photobucket
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#6   25 Aprile 2008 - 01:28
 
buon 25 aprile
con affetto, marina
utente anonimo

#7   25 Aprile 2008 - 07:20
 
Bello.

Se non ci fosse stato il 25 aprile oggi saremmo tutti schiavi dei nazisti, anche coloro che si dichiarano fascisti.

Fulmini
www.fulminiesaette.it
utente anonimo

#8   25 Aprile 2008 - 09:54
 
Nessuno deve riuscire a metterci il bavaglio e a cancellare la nostra memoria e il nostro modo di pensare...sono con te al mille per mille amica mia...BUONA RESISTENZA GIULIA....Carmela
http://blog.libero.it/lafatadelmare/view.php?reset=1 utente anonimo

#9   25 Aprile 2008 - 10:38
 
Se non ricordo male... alla fine il partigiano si suicida
Uomini e no
è una dei libri che hanno cominciato ad aprirmi gli occhi e la mente e il cuore
Il Male è nel fascista o nell'uomo
Se è nel fascista io sono buono, sono dall'altra parte
ma se è nell'uomo allora c'è anche in me...
Il pensiero di Vittorini lo ha espresso bene gaber in una battuta
"Non mi preoccupa il Berlusconi in sè, ma il Berlusconi che c'è in me"

Buon 25 aprile mirco
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#10   25 Aprile 2008 - 13:12
 
Buona liberazione a te, Giulia
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#11   25 Aprile 2008 - 14:47
 
Io non ho paura. Siamo in tanti, Giulia.
Artemisia
utente anonimo

#12   25 Aprile 2008 - 14:49
 
Creare divisioni, lacerazioni è la tattica principe di chi cerca di imporre il suo potere. Capire che le divisioni, vanno superate, che è necessario trovare i punti di accordo e la cooperazione è invece l'imperativo categorico per chi si deve difendere dall'insolenza del potere. Bun 25 aprile...ma, ancor più, buon futuro, Fabio.
utente anonimo

#13   25 Aprile 2008 - 17:21
 
Mi associo a Fulmii.Intendevo esprimere lo stesso concetto.
Stella
utente anonimo

#14   25 Aprile 2008 - 17:32
 
Ciao Giulia. Sono passata prima al blog che mi hai segnalato e ho lasciato un commento (mi sono anche mangiata una "r"). Buon Bella Ciao Day e riposati per il ponte!
P.S. Di Vittorini non ho letto niente finora, però mi è stato appena regalato "Il garofano rosso".
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#15   25 Aprile 2008 - 18:06
 
Concordo pienamente con le tue parole conclusive.

Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#16   25 Aprile 2008 - 20:00
 
Ben detto. W la resistenza
m.ang
utente anonimo

#17   26 Aprile 2008 - 03:17
 
un libro questo che mi ha sempre colpito allo stomaco... è la sensazione a volte che si è come impotenti se non si mette in gioco se stessi fino in fondo...
chicca
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#18   26 Aprile 2008 - 09:45
 
Bellissimo testo di Vittorini. Fa pensare..ed è un bene farlo sempre, per non soccombere.
Bacioni ^_^
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#19   26 Aprile 2008 - 13:15
 
Straziante questo brano, ma la conclusione è piena della dignità che ha mostrato il nostro popolo in occasione di una prova dura come la guerra di Liberazione. Speriamo che quella stessa dignità ritorni - prima o poi - anche in questi nostri tempi duri.
pensierini
utente anonimo

#20   26 Aprile 2008 - 14:54
 
La Liberazione riscatto della dignità del popolo italiano.
Onorarne la memoria significa tenere accesa la fiamma della libertà e del futuro.
utente anonimo

#21   26 Aprile 2008 - 18:43
 
Un pezzo molto intenso, che tocca la profondità delle ragioni del perchè siamo convintamente per la Resistenza e i valori di libertà, giustizia e pace che ci ha trasmesso.

Un sorriso per la libertà. ora e sempre.
Mister X di Comicomix
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#22   26 Aprile 2008 - 18:45
 
Un mio personale pensiero, anche se fuori tema, per gli amici che mi sono vicini...

ArtGrafLuceBeldanubiobluBaronerosso.jpg picture by Beldanubioblu
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#23   26 Aprile 2008 - 19:35
 
Non ci riusciranno. La pazienza è la virtù dei forti.
Un abbraccio
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#24   26 Aprile 2008 - 19:36
 
è da rabbrividire, tutto questo.
resta solo di sprerare che sia un ricordo lontano dentro i libri della storia.
un giorno.

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FscaPellegrino

#25   26 Aprile 2008 - 20:18
 
Mia nonna che è nata nel 1911 mi racconta spesso di quel periodo storico..tramite lei riesco a provare il dolore e la paura che ha vissuto in quegli anni. E la paura ci rende deboli...purtroppo! ciao;-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente milanbeppe

#26   26 Aprile 2008 - 21:02
 
In un blog ho letto questi versi di una poesìa di Pablo Neruda che dice che potranno tagliare tutti i fiori che ci sono ma non potranno mai fermare la primavera. A primo acchitto mi piace il blog blogazione ma non si può commentare come mai ?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tristantzara

#27   27 Aprile 2008 - 08:19
 
è uno dei miei libri preferiti...Quel Cane Nero...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ReAnto

#28   27 Aprile 2008 - 09:09
 
Il problema è che siamo un popolo senza memoria e non è tutta colpa nostra. I nostri vecchi, e anch'io ormai, raccontavano spesso e volentieri cos'era stata la guerra e le nefandezze che essa aveva generato prima e dopo.Noi ascoltavamo e imparavamo. Ora i vecchi non hanno più voce e non li ascolta più nessuno.
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#29   27 Aprile 2008 - 10:18
 
Per non dimenticare mai: ora e sempre resistenza...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FrancaFranca

#30   27 Aprile 2008 - 11:40
 
Sai che non so leggere Uomini e no senza star male?
L'umanità di N4 e il vestito di Berta, e i dialoghi, e i cani, e il caldarrostaio con le pantofole, e quell'inverno mite...
grazie per averne ricordato un frammento.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente colfavoredellenebbie

#31   27 Aprile 2008 - 15:16
 
Vittorini in tutte le sue opere va alla ricerca delle radici prime dell'uomo e riesce veramente a commuoverci. Questa testimonianza era doverosa citarla, brava.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ubaldoriccobono

#32   27 Aprile 2008 - 15:48
 
ricordare per mai dimenticare il mostro della guerra che ha ucciso tanti martiri... che chiedevano dignità e libertà...
un bacio Lù
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#33   28 Aprile 2008 - 12:21
 
Sai Giulia, io mi sono laureato proprio discutendo una tesi su "Uomini e no" di Elio Vittorini. Oltre al significato affettivo, il libro ci mettedavanti al male che è dentro di noi.
Buona giornata
Fino
utente anonimo

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