Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
lunedì, 14 aprile 2008

Audrey Hepburn... una donna che faceva sognare

dRiusciva ad animare i miei sogni, mi faceva  credere nell’amore,  aspettare il “principe azzurro”. Ma con lei non ho mai avuto la sensazione che quel mondo fosse pura illusione. Perché lei non era finta, era vera: bella, di una bellezza senza sofisticazioni, di una bellezza semplice, dentro e fuori.

Quando guardavo i suoi film entravo in un’atmosfera magica, una magia però che ero sicura esisteva anche nella vita solo a saperla cogliere. Perché anche la vita può essere magica se conosci lo stupore e l’incanto, se la disillusione non si è già impadronita del tuo cuore e della tua intelligenza, se l'immaginazione non si è spenta.

26I suoi film erano fiabe… e come nelle fiabe ti aspettavi che finissero bene. Lo sapevo benissimo che non sempre nella vita è così, ma una cosa era certa: di quell’ottimismo avevo bisogno per affrontare la realtà.  Ognuno ne aveva bisogno e credo ne avremmo bisogno anche oggi.

Non era un ottimismo cieco, non era una fuga dalla realtà, era la ricerca di qualcosa che indicasse un percorso, un modo di essere, era tensione, energia.  Il mondo non è così, ma come sarebbe bello se lo fosse: facciamo in modo allora che gli assomigli sempre di più. A questo mi faceva pensare.  E forse  questo modo di vedere  le cose non l'ho ancora perso oggi.

Mi sarebbe piaciuto essere come lei. Ma sapevo di non esserlo e lo stesso mi guardavo allo specchio senza paura di non vedere la mia immagine, senza pretendere di essere come lei, ma cercando in me ciò che mi poteva piacere.

50Lei era Audrey Hepburn, una delle più belle ed amate dive di Hollywood, elegante, raffinata, ma mai affettata e costruita.

Una donna romantica. E quel suo modo di essere romantica è una qualità. Io ne sono ancora oggi convinta. E’ una spinta verso il mondo che non colora di rosa, che guida il tuo sguardo verso ciò che di bello non manca mai, ma di fronte a cui siamo spesso ciechi. Non si è ciechi perché romantici, lo si è spesso perché non lo si è.
Una donna sensibile. Quella sensibilità che ti avvicina alle piccole cose, ai sentimenti più sfumati, che ti insegna la commozione e la tenerezza, ogni piccola sfumatura di ogni sentimento.

audrey-hepburn-tiffanys_moonriverUna donna un po’ svagata, distaccata, perché sapeva giocare e andare al di là di ciò che nella vita rischiava di dare peso alla sua leggerezza.

“Il pubblico – ha detto -associa la mia immagine a un tempo in cui i films erano gradevoli, le attrici eleganti e la musica armoniosa. Quando qualcuno mi scrive vedendo uno dei tuoi films il mondo mi è sembrato meno negativo, io mi sento appagata”. Era convinta che il mondo non potesse reggersi sulla negatività.
Era bella, molto bella, ma la sua bellezza non era invadente, non suscitava invidia, ma ammirazione.

“... il suo modo di vestire – racconta suo figlio Sean Ferrer - non proclamava guardatemi, ma piuttosto sussurrava questa sono io, e non sono migliore di te. E in questo non fingeva. Non si concepiva come un'essere speciale e fuori del comune”

23Ed il suo fascino consisteva proprio in questo. Audrey  era una donna consapevole delle proprie possibilità, ma sopratutto dei propri limiti.
I personaggi che interpreta non nascondono le proprie insicurezze, perchè in realtà sono proprio le insicurezze che ci spingono oltre nella vita e che ci rendono quello che siamo, che ci fanno divenatre uniche agli occhi degli altri e di noi stesse.

Ti faceva sognare e, quanto mi mancano quei sogni!

In quei tempi, la guerra, gli orrori del nazismo, del fascismo e dello stalinismo, tutti avevano bisogno di ritrovare la purezza, la sobrietà, la delicatezza, qualità che potevano donare la voglia di tornare a vivere.

Audrey Hepburn aveva lasciato in Europa le inquietudini di un'adolescenza vissuta in un continente devastato dalla Seconda Guerra Mondiale, una mancata carriera di ballerina ed un immancabile complesso d'inferiorità:
“Come molte adolescenti, ero convinta di essere talmente brutta che nessuno mi avrebbe mai presa in moglie”

photo_vacanzeFa il suo ingresso nel mondo del cinema in punta di piedi, leggera come una ballerina, quello che avrebbe voluto diventare.
Diventare attrice non le impedisce, però, di essere in se stessa:
Quando Audrey interpretò un provino per la parte della principessa Anna nel film Vacanze Romane.
dimostrò un pò di nervosismo e di rigidità, ma il regista William Wyler vuole sapere chi è realmente questa giovane attrice, come parla e si muove quando è rilassata.
A tal fine adopera un'abile stratagemma: continua a riprenderla anche oltre la fine della scena.
Dopo l'esclamazione taglia!, improvvisamente ecco Audrey, “Era assolutamente deliziosa”, disse Wyler.
Rimanemmo estasiati, affermò il direttore della produzione della Paramount, Don Hartman.

Audrey nasce il 4 Maggio 1929 a Bruxelles, in Belgio, da madre olandese e padre inglese.
Il divorzio dei genitori quando era ancora piccola, la Seconda Guerra Mondiale, il fatto di essere diventata una grande attrice cinematografica, due divorzi, due figli e diversi aborti spontanei sono gli eventi che più marcatamente influenzano una vita di successo, ma anche di grandi dolori..

photo_always_grande“Mia madre ha avuto una vita coronata dal successo e segnata dalle scelte giuste, la prima delle quali fu la sua carriera. Più tardi, invece, scelse la famiglia. E infine, quando noi figli eravamo ormai cresciuti e avevamo le nostre vite, scelse i bambini bisognosi di tutto il mondo: scelse di restituire quel che poteva in cambio di ciò che aveva avuto dalla vita. Per lei, in questa scelta così importante e determinante, stava la chiave per capire, e forse anche curare, qualcosa che l’aveva accompagnata nel corso di tutta la vita: una profonda, radicata tristezza”.  Così dice suo figlio nel libro che ha appena scritto su di lei.

Questa donna non ha deluso le mie aspettative di ragazza e gliene sono grata. Tutti i giovani hanno modelli, le lo è stata per molte delle mia generazione e lo ha saputo fare con la coscienza e la responsabilità di chi sa che molti la stanno guardando. Ma di leie dei suoi film parlerò ancora perchè davvero hanno accompagnato la mia vita.

postato da giuba47 alle ore 10:50 | link | commenti (21)
categorie: cinema, attrice, audrey hepburn

Commenti
#1   14 Aprile 2008 - 10:51
 
Buon inzio settimana
proprio adesso alla radio danno una canzone dei Nomadi
"ma che film la vita"

ciao!
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#2   14 Aprile 2008 - 11:27
 
Che bel post, Giulia! Qualche minuto per sognare....
Artemisia
utente anonimo

#3   14 Aprile 2008 - 11:44
 
splendida Audrey, la migliore del mondo.
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#4   14 Aprile 2008 - 11:45
 
ma che pezzone!!! :)
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#5   14 Aprile 2008 - 11:52
 
Ho letto con vero piacere e interesse questo bel post.
Te ne sono grata.
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#6   14 Aprile 2008 - 12:13
 
A me piaceva anche molto Katharine Hepburn: era elegante e briosa, pur non essendo bellissima. La sua storia con Spencer Tracy aveva poi un che di molto romantico...
:)
utente anonimo

#7   14 Aprile 2008 - 12:42
 
Ciao, questo tuo ritratto è di una tenerezza struggente, molto, molto bello...
a me lei non ha accompagnato i miei sogni, la sua bellezza l'ho spesso "invidiata", ma non sono mai andata oltre...
forse durante il mio cammino ho incontrato altre persone che hanno suscitato in me quella tensione, è per questo che il tuo ritratto assume toni e caratteri universali, riconoscibili anche in altri e in altre esperienze...
...mi ha commossa...
a presto...
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#8   14 Aprile 2008 - 13:11
 
Mi è piaciuto leggerti perché anche io, come te, adoro la Hepburn. Leggiadra, elegante, femminile. E brava. I suoi film sono un balsamo per l'anima, quando la realtà fa di tutto per disgustarci.
Grazie per questo bel post.
V
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#9   14 Aprile 2008 - 14:21
 
anche io sono grata ad Audrey e al dono della sua grazia
marina
utente anonimo

#10   14 Aprile 2008 - 17:02
 
Non si è ciechi perché romantici, lo si è spesso perché non lo si è.

non avevo ma guardato la cosa da questa prospettiva

bacio di buona settimana
(anch'io amavo questa attrice)
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#11   14 Aprile 2008 - 18:10
 
Scusa il commento molto laconico ma altro da dire sarebbe superfluo: una donna splendida!

Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#12   14 Aprile 2008 - 20:45
 
ed era sensibile davvero,ambasciatrice dell'unicef,attenta al sociale e ai problemi degli ultimi.una donna a tutto tondo,nn solo un'attrice bravissima.rudyguevara
utente anonimo

#13   15 Aprile 2008 - 08:16
 
Visto il risultato delle elezioni, niente di meglio di questa donna meravigliosa che ci ricorda l'autenticità, e che ancora si può sognare, sperare ...
Elena
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#14   15 Aprile 2008 - 08:20
 
veramente, un esempio positivo come pochi...
Simone
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#15   15 Aprile 2008 - 08:42
 
sempre molto piacevole leggerti e scoprire ancora quel che di personaggi famosi c'e' ancora tanto da dire.
Dona
utente anonimo

#16   15 Aprile 2008 - 10:47
 
Ci sono due argomenti a cui si bada poco, quando si parla di Audrey Hepburn. Il primo è che ha fatto tanti film avendo come partner degli attori molto più anziani di lei: Humphrey Bogart, Cary Grant, Fred Astaire, Rex Harrison, Gary Cooper... Non è solo un discorso di star system!
Il secondo è che ha anche dei personaggi molto ambigui a dir poco, ma in Colazione da Tiffany, as esempio, si tende ad escludere certi aspetti importanti senza cui il film non ci sarebbe. E Love in the afternoon (in Italia Arianna) è un film molto crudele proprio come sentimenti.
Sono considerazioni che non diminuiscono, anzi, aumentano l'importanza del contributo della Hepburn.

grazie Giulia, procederò come sai
Solimano
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#17   15 Aprile 2008 - 10:49
 
Omaggio esemplare e convincente.
Difficile riscontrare altri personaggi di cinema di questa qualità sopraffina.
Michele
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#18   15 Aprile 2008 - 10:56
 
Era dolcissima e bravissima! La sua icona è tutt'ora attuale!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente POMOdORinOtondo

#19   16 Aprile 2008 - 08:51
 
Ciao Giulia,

davvero un bel ricordo dell'indimenticabile Audrey. E che dire della sua tormentata storia con William Holden, un altro grande del vero cinema?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LuigiMilani

#20   17 Aprile 2008 - 07:33
 
Giulia, ho pubblicato oggi il tuo post su Audrey in Abbracci e pop corn.
Ho fatto una scelta di immagini che credo ti sorprenderà. Il tuo testo è naturalmente immutato.

grazie Giulia e alla prossima
saludos
Solimano
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#21   14 Maggio 2008 - 12:49
 
io la amo troppo
audrey♥
utente anonimo

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