Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
lunedì, 17 marzo 2008

Scaduto l'ultimatum imposto da Pechino ai rivoltosi

09katmandu3E’ scaduto l'ultimatum imposto da Pechino ai rivoltosi. La data fissata come ultimo termine per la resa era la mezzanotte locale, le 17 in Italia.

 Sono stati diffusi in tutta la città in rivolta i manifesti dove si specificano le "condizioni" per ottenere i benefici di legge per una "riduzione o contrattazione della pena" in caso di autoconsegna alle autorità entro la mezzanotte di oggi.
"Coloro che spontaneamente - recita il manifesto - si presenteranno alla polizia o agli uffici giudiziari prima della mezzanotte del 17 marzo saranno puniti leggermente o avranno una punizione attenuata; coloro che si consegneranno e riveleranno le attività di altri elementi criminali compiranno un atto meritorio e possono evitare la punizione. Gli elementi criminali che non si presentano in tempo saranno puniti severamente secondo legge".

E sappiamo già quali saranno le punizioni severe ce lo racconta sempre il monaco Palden Gyatso, incarcerato dai cinesi per 33 anni.

«Ogni anno decine e decine di prigionieri politici venivano condannati a morte per non essersi08katmandou2 "rieducati". Ho assistito ad alcune di queste condanne. I prigionieri venivano portati con un camion vicino alla prigione. Avevano al collo una tavoletta di legno con dei caratteri cinesi. Probabilmente c'era scritto il nome del condannato e il "crimine" commesso. I condannati venivano fatti inginocchiare di fronte a una fossa profonda un metro e mezzo. A scavarla erano stati gli stessi prigionieri del carcere. Il plotone di esecuzione faceva fuoco e i corpi, colpiti dai proiettili, cadevano direttamente nella fossa... Ma le cose, da allora, non sono molto cambiate. Oggi i dissidenti politici tibetani vengono giustiziati con un colpo di rivoltella alla nuca. Per riavere il loro corpo, i parenti della persona uccisa devono rimborsare alle autorità carcerarie il costo del proiettile».

Intanto, secondo fonti collegate alle organizzazioni in esilio ma anche in base a video e foto mostrate da diversi media internazionali, parte delle migliaia di poliziotti giunti a Lhasa di rinforzo hanno iniziato "un rastrellamento casa per casa", come ci ha detto un ministro del governo in esilio.

Siamo stanchi, davvero stanchi di appartenere ad un mondo rappresentato da uomini che hanno come unico loro riferimento il proprio tornaconto, le cosiddette ragioni di stato. Ma lo stato siamo anche noi e anche noi vogliamo farci sentire.

Un popolo è stato massacrato ed il massacro fisico e culturale continua e le reazioni quali sono?

Il papa ha condannato le guerre nel mondo ma non ha parlato del Tibet. Il Vaticano ha in corso un negoziato per riallacciare i rapporti diplomatici con Pechino; esita a prendere una posizione sul Tibet che potrebbe compromettere questo storico obiettivo. E poi ci viene a fare le prediche.

Ma mi chiedo anche dove sono i cattolici… dove sono le loro coscienze al di là dei giochi diplomatici dello Stato Vaticano…

Gli europei non sono da meno. Ricordiamo l'ultimo viaggio del Dalai Lama nel nostro continente. Salvo Angela Merkel, i governi europei evitarono di riceverlo. Non fece eccezione quello italiano, e neppure Benedetto XVI: tutti preoccupati di non irritare Pechino. La Repubblica popolare è diventata ormai il principale partner commerciale dell'Europa, scalzando gli Stati Uniti da un ruolo storico che avevano avuto per mezzo secolo.

Non parliamo poi degli Usa che hanno depennato la Cina dalla lista nera dei paesi che violano gravemente i diritti umani.

Da tempo stanno stracciando la dichiarazione dei diritti dell’uomo da molto tempo, noi la vogliamo, la dobbiamo  riscrivere. In tutto il mondo la gente si sta mobilitando...

Manifestazione per il Tibet: Roma, mercoledì 19 marzo, Campo de' fiori, ore 16,30 - 21

Per chi vuole firmare  la petizione contro le olimpiadi in Cina

postato da giuba47 alle ore 20:03 | link | commenti (22)
categorie: cina, tibet, rivolta

Commenti
#1   17 Marzo 2008 - 20:45
 
...Cina,povero Stato senza anima che vive di un potere che non vede e non vuol vedere ragione...
...libertà inesistente, non solo nel pensiero, ma anche nella preghiera...
...se dipendesse da me, uno Stato così, anche se fa comodo allo sviluppo globalizzato, lo recinterei economicamente e politicamente e le olimpiadi se le faccia da solo...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente baronerosso1

#2   17 Marzo 2008 - 21:36
 
Se ne potrebbero dire tante della Cina... troppe forse da sembrare impossibili... nella mia mente è scolpita a sangue P.zza Tian'anmen... e non dico altro. Non c'è mai una ragione nella prevaricazione... mai!
Grazie del passaggio Giulia, un abbraccio

Donatella
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Butterfly56

#3   17 Marzo 2008 - 23:20
 
Nel mondo i popoli schiavi iniziano a ribellarsi ma purtroppo sono ancora soli.

Presto le cose cambieranno e nuova luce spero attraverserà questa landa desolata di nome Terra.

Ed allora se ciò accadra potremo davvero...."pensare in altra luce": una luce di libertà

Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#4   18 Marzo 2008 - 00:14
 
... ora hanno pure una scusa in più proteggere le olimpiadi ... nuove nefandezze verranno commesse in nome del bene comune, alibi che in occidente conosciamo bene ...

Lady RoseNoire
utente anonimo

#5   18 Marzo 2008 - 07:55
 
Sul tibet il silenzio vaticano è pesante come un macigno, Giulia...
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#6   18 Marzo 2008 - 10:42
 
La non-posizione della Chiesa sulla questione Tibetana è degenerata in una colpevole omissione di attenzione verso una tragedia.
Ci troviamo dinanzi ad un allineamento politico della gerarchia ecclesiastica con tutte le altre posizioni -ripeto- politiche sul tema.
La palla rimbalza sui tavoli del potere mentre i "programmi di rieducazione" del popolo tibetano da parte dei militari cinesi vanno avanti senza pietà. E' così dal 1950 nonostante l'opera di informazione e sensibilizzazione svolta da Sua Santità il Dalai Lama si sia sempre svolta a bassa voce, rifuggendo dalla provocazione, ricercando un dialogo.
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#7   18 Marzo 2008 - 10:51
 
Il Dalai Lama è venuto nella mia città lo scorso dicembre, in occasione dll'ultimo silenzioso viaggio in Italia... silenzioso per i mass media e il governo, ma ricco di colri e parole per quanto detto e comunicato alla gente. Ed è strano poi notare come in piccolo, l'amministrazione locale e il clero locale di vari culti gli abbiano tributato il rispetto e l'attenzione dovuti.

Se fossi in zona Roma...
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#8   18 Marzo 2008 - 11:55
 
siamo tutti tibetani...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente robertomazzuia

#9   18 Marzo 2008 - 12:00
 
Vorrei andare a manifestare ma mi sono dovuta accontentare di prendere il banner nel tuo blog, ho sempre bisogno di te mia cara Giulia...ho appena pubblicato l'epilogo della mia storia, ci terrei che leggessi anche questo perchè il parere di un'amica e di una scrittrice come te è molto importante per me...ti abbraccio...Carmela
utente anonimo

#10   18 Marzo 2008 - 12:11
 
Come dice il proverbio: "Leva l'interesse che il mondo è giusto"
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FrancaFranca

#11   18 Marzo 2008 - 16:44
 
sei giustamente indignata,come tutti noi.vieni ed aderisci,se vuoi, ai blogger che chiedono il boicottaggio delle olimpiadi.più siamo,meglio è!rudyguevara
utente anonimo

#12   18 Marzo 2008 - 19:15
 
Ma poi con le olimpiadi risistemano tutto. Io pero` piu` che al boicottaggio penserei ad una forma visibile di protesta, tipo avvolgersi in una bandiera tibetana sui gradini del podio.
utente anonimo

#13   18 Marzo 2008 - 19:26
 
E' un'indecenza! Non c'è altra spiegazione. La spartizione delle aree è sempre esistita, grazie alla complicità o alla tolleranza dei potenti. Il mondo è solo mercato, le guerre sono funzionali. Condannare la guerra in generale non serve a niente, adoperarsi per prevenirle sarebbe opera meritoria. Ma c'è qualcuno che può vantarsi di aver fatto qualcosa di concreto?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ubaldoriccobono

#14   18 Marzo 2008 - 19:34
 
Come al solito la sfera dell'avere prevale su quella dell'essere. Doveroso battersi tutti insieme per invertire la rotta. Un caro saluto, Fabio
utente anonimo

#15   18 Marzo 2008 - 22:54
 
la ragione della crescita, l'economia dello sviluppo perdona alla cina tutte le colpe
utente anonimo

#16   18 Marzo 2008 - 22:57
 
La ragione della crescita, l'economia dello sviluppo perdonano alla Cina tutte le colpe.

www.alessandroguidi.net
utente anonimo

#17   19 Marzo 2008 - 08:35
 
Letterina

[..] Caro … Beh, forse come inizio non va bene. Ma sa, è la prima volta che scrivo a una personalità così illustre quale è la sua, e non so bene come io debba appellarla…Tutte quelle cose tipo Eminenza, Eccellenza& [..]
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Soriana

#18   19 Marzo 2008 - 09:53
 
Firmate la petizione
http://www.avaaz.org/it/tibet_end_the_violence/15.php?cl=64278768
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente caramellarossa

#19   19 Marzo 2008 - 11:07
 
Ho fatto tanti di quei commenti che non mi stancherò mai.....è una vergogna il geniocidio che sta succedendo centinaia di morti inutili perchè vivono con le loro idee e noi occidentali che facciamo????
Pensiamo alle olimpiadi....VERGOGNA!!!!!!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente infinitaunica

#20   19 Marzo 2008 - 15:25
 
Mi son permessa di linkare sul mio blog un po' primitivo e di aggiungere un paio di links ggià visti ma riediti da New Yorker.Troppo importante la cosa Giulia. Grazie
utente anonimo

#21   19 Marzo 2008 - 15:53
 
appassionati, indignati, ma ingenui.
anche un non cattolico come me capisce che l'ottica della chiesa (che ha 2000 anni di storia) va ben al di là di una fiammata di indignazione.
il papa in cina ha 3/4 milioni di fedeli (come la croazia) e deve preoccuparsi di non creare problemi a questi, visto che ne hanno già dei molto gravi, tipo la pretesa del regime comunista di nominare i vescovi e di impedire i rapporti della chiesa cinese con la chiesa universale. le minacce e le repressioni violente si sono susseguite per quasi 50 anni e solo ora il papa è riuscito a far aprire uno spiraglio, usando una pazienza ed una discrezione che solo le grandi religioni hanno.
lo stesso dalai lama si comporta in questo modo.
altri soggetti devono alzare la voce in questo momento, dall'onu all'europa, al comitato olimpico.
se ci fosse la possibilità per la chiesa di far qualcosa di concreto e risolutivo state pur certi che lo farebbe, come successe in polonia.
utente anonimo

#22   19 Marzo 2008 - 17:16
 
Non posso dire d'amare Berlusconi. Ma questo è già un altro discorso.

In Tibet la repressione è per mano della Cina, un paese che è una commistione di capitalismo e di comunismo, in verità una tirannia delle più pericolose. Guardiamo ai tragici accadimenti, anche solamente a quelli più recenti: ci vuol poco per capire che la Cina, oggi come oggi, è una tirannia, la più grande del mondo.

Genova, ahinoi, era purtroppo programmato che finisse così. Non credo che con un governo di sinistra - o meglio che si dice di sinistra - sarebbe cambiato qualche cosa. La sinistra non è più quella di Enrico Berlinguer, è invece quella di un D'Alema e di un Veltroni e di un Bertinotti, una triade invero più spostata a destra che non a sinistra. D'Alema negli anni Novanta ha fatto fare la guerra nel Golfo, non dimentichiamocelo mai e poi mai; Bertinotti solo pochi mesi or sono ha detto di sì a Bush e alla guerra e solo pochissimi studenti universitari gl'hanno detto chiaro e tondo quel che è. Ovviamente sono stati additati come nemici della pace, perché oggi la pace la si fa con la guerra, esportando quella che gli occidentali osano chiamare democrazia. Non trovo che ci sia una differenza netta fra la sinistra e la destra italiane di oggi: sono egualmente coinvolte.

Bacioni e a presto,

Beppe
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