Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
sabato, 15 marzo 2008

La rivolta del Tibet

012Lo scorso settembre l’attenzione di tutti i mass media era focalizzata sulla protesta dei monaci buddisti in Birmania, oggi è la volta dei “colleghi” del Tibet.

E’ iniziata in modo sommesso con lo sciopero della fame lanciato dai monaci per ottenere il rilascio dei colleghi arrestati all’inizio delle settimana. Poi centinaia di tuniche sono sfilate ricordando l’invasione del 1951 e la feroce repressione del 1959. I poliziotti mandati a bloccare la processione di cento monaci scatenano la rivolta. Escono dalle mura del tempio di Ramoche, vogliono soltanto raggiungere il centro di Lhasa. Le forze di sicurezza li fermano, li circondano, li rimandano indietro. La folla circonda le divise, protegge la marcia dei religiosi.18

Dietro e attorno al corteo monta la rabbia di Lhasa, dilaga non appena la polizia tenta di bloccarla. Gli scontri a colpi di bastoni e manganelli, lacrimogeni e sassi lasciano spazio ai roghi e alle sparatorie. E i bilanci si fanno drammatici.

Testimoni hanno affermato che la polizia militare è intervenuta in forze per disperdere i dimostranti e che si sono sentiti degli spari. «C'è fumo dappertutto e si sentono colpi d'arma da fuoco», ha detto un residente che parlava dalle vicinanze del Jokhang, un grande tempio nel centro della capitale. E di spari hanno parlato anche cittadini americani, ha riferito l'ambasciata Usa a Pechino. Nuova Cina ha ammesso06 che sono stati sparati «colpi di avvertimento e gas lacrimogeni» per disperdere i manifestanti.
«Siamo tutti presi a soccorrere i feriti, ne arrivano di continuo, ci sono anche dei morti, ma non sappiamo quanti» - grida un’infermiera dal telefono del pronto soccorso di Lhasa. «La polizia cinese ha sparato sulla folla uccidendo almeno due persone mentre folle di tibetani bruciavano le auto e sfilavano nelle strade» - riferisce Radio Free Asia citando altre testimonianze telefoniche.

Le agenzie ufficiali cinesi si limitano a diramare un freddo e scarno bilancio di dieci feriti. Le prime colonne di fumo invadono, intanto, il mercato di Tromsikhang dove si moltiplicano gli assalti ai negozi controllati dagli immigrati Han, la minoranza d’origine
«C’è fumo ovunque, volano sassi e le vetrine sono state infrante, siamo terrorizzati» - riferisce un altro testimone.

La polizia ha dato tempo ai rivoltosi di consegnarsi entro la giornata di lunedì, promettendo un trattamento di favore. Vuol dire che dopo l'ultimatum la situazione peggiorerà07 ulteriormente.

Ormai è data per scontata, anche se non ufficialmente, la notizia dello stato d'emergenza nella capitale, ma anche in altre città come Chengdu nel Sichuan, dove vive una grande comunità tibetana. Qui le truppe hanno circondato i quartieri " a rischio" e tagliato la corrente elettrica, nell'intento - tra l'altro - di non esacerbare gli animi con le immagini delle rivolte di Lhasa diffuse invece nel resto della Cina.

Il Dalai Lama, padre spirituale della nazione tibetana, si  rivolge a Pechino. «Lancio un appello alle autorità cinesi e le imploro di metter fine all’uso della forza per ascoltare la nostra voce aprire un dialogo con il nostro popolo» - e ricorda però che la protesta è il risultato del pubblico risentimento di fronte alla «forza bruta» impiegata da oltre 50 anni. Per tutta risposta Pechino lo accusa di aver organizzato la protesta e le violenze. «Il governo della Regione Autonoma del Tibet ha le prove che i recenti sabotaggi sono stati preparati, premeditati e guidati dalla cricca del Dalai Lama»

OlimpiadiAnche le Olimpiadi sono all’origine della rivolta.. Atleti tibetani hanno domandato di partecipare ai giochi  sotto la bandiera del Tibet, ma la Cina lo ha negato. Per le cerimonie d’inizio e fine dei Giochi sono previste performance di danzatori tibetani sorridenti sotto la bandiera cinese, mentre a Lhasa e nel Tibet la popolazione viene messa in ginocchio.
Le alte terre himalayane, ricche di minerali, sono disseminate di scienziati cinesi che ricercano miniere di rame, uranio e alluminio, mentre ai locali non resta che l’abbandono dei loro pascoli e il lavoro nelle fabbriche cinesi. Il turismo, con il suo strascico di alberghi, karaoke, prostituzione, è tutto in mano ai milioni di coloni cinesi, violentando la cultura ancestrale.

Viene negata qualsiasi libertà religiosa o culturale: nessun insegnamento della religione e della lingua tibetane; nessuna esibizione o lode al Dalai Lama, controllo di ferro sui monasteri e i civili grazie allo spiegamento di oltre 100 mila soldati cinesi.

Nel ’95 il controllo di Pechino è giunto fino a rapire il ” Panchen” , quello riconosciuto dal Dalai Lama, assieme ai suoi genitori, il 14 maggio 1995, all’età di appena sei anni.. E dallo scorso settembre, tutte le reincarnazioni dei buddha (fra cui quella del Dalai Lama stesso, ormai 70enne), per essere “vere”, devono avere l’approvazione del Partito.

Dalai LamaIn questi anni vi sono stati incontri fra rappresentanti del governo tibetano in esilio e le autorità del governo cinese, ma finora senza nessun esito.

Nella città degli esuli a nord dell'India gruppi di religiosi e laici attraversano le strade del villaggio tibetano di McLeod Ganji con bandiere e striscioni gridando tutta la loro frustrazione, ma temono che rapporti di forza impari possano trasformarsi in un bagno di sangue ben più grave delle cifre riferite finora

Tutto questo succede proprio nei giorni in cui, da Washington, la Cina viene depennata dalla lista nera dei paesi che violano gravemente i diritti umani.

postato da giuba47 alle ore 18:11 | link | commenti (27)
categorie: cina, tibet, rivolta

Commenti
#1    15 Marzo 2008 - 18:42
 
La "nuova" Cina rimedia pessime figure; si è accodata al capitalismo più becero e come tale si attacca alle minoranze. La mia delusione è tanta, speravo in cose diverse, ma l'economia (politica e diritti) vanno per altre strade, che noi occidentali conosciamo perfettamente.
p.s. chissà se quelle armi usate ai cinesi sono state acquistate in Italia!
Michele
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#2    15 Marzo 2008 - 18:58
 
...E Massimo D'Alema sostiene (Corriere di oggi) che boicottare le olimpiadi creerebbe solo confusione.

Cara Giulia, ma quando riusciremo a vedere un po' di coerenza in chi ci governa?

Freedom House, un'organizzazione americana non-profit e "nonpartisan", nel proprio rapporto annuale, ha inserito la Cina ancora ai primi posti della lista delle società più repressive al mondo.

Giulia, io non mi fido di nessuno.

Comunque, buona domenica.

Zia Elena

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#3    15 Marzo 2008 - 19:20
 
quoto il tuo post
buon week end stef
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#4    15 Marzo 2008 - 19:32
 
quoto zia elena!
Credo che non si possano fare "discriminazioni" per invasioni e genocidi. La comunità internazionale?? Fa schifo! Certo la Cina è grande è fa paura...ma a me fa ancora più paura la repressione e le chicchiere.
Cosa più che ragionevole sarebbe davvero boicottare le olimpiadi e limitare le importazioni dal questo paese comunista quando gli pare.
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#5    15 Marzo 2008 - 21:01
 
Ignobile comportamento cinese. Sono in appassionato di sport ma non guarderò neanche un minuto di queste "olimpiadi", che d'altronde di olimpico hanno poco.
Molto bello il blog,complimenti.
Step
utente anonimo

#6    15 Marzo 2008 - 21:07
 
Contro qualsiasi repressione.
Buona Domenica
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#7    15 Marzo 2008 - 23:21
 
Brava Giulia. Rilanciamo il messaggio. Amplifichiamolo, come hai fatto tu. Facciamo sentire la nostra voce. Spero che altri blogger ci seguano.
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#8    16 Marzo 2008 - 06:25
 
davanti a queste atrocità perpetrate con il silenzio e dei governi, quando non il loro avallo che cosa possiamo fare noi cittadini?
Mi sembra che quella di step sia un ottima idea. Non guardiamo le olimpiadi!
Visto che tutto corre appresso al denaro usiamo gli stessi metodi. Se non guardiamo le olimpiadi tutte le aziende che hanno comprato la pubblicità ne avranno un danno.

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#9    16 Marzo 2008 - 06:33
 
l'espamsione economica compra la cancellazione di qualunque lista nera, un altro orrore della storia
un caro saluto
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#10    16 Marzo 2008 - 08:42
 
Se può servire a qualcosa auguro la pace a tutto il mondo, io la porto sempre nel cuore...buona domenica mia cara Giulia, a te alla tua famigliola tutta...Carmela...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente donnanonmoderna

#11    16 Marzo 2008 - 08:45
 
ma nemmeno io le guarderò: queste olimpiadi sono la più grande presa per il culo da parte di un Paese nei confronti degli altri, non l'assoggettamento della omunità internazionale verso i forti
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#12    16 Marzo 2008 - 08:56
 
Vedi che le cose, sopratutto quelle brutte, ritornano?
Mentre le senti diverse, e se non risolte, almeno sulla via di una buon finale, ritornano, amplificate, ancora una volta, dall'odio e dalla stupidità umana.
Un Mondo sempre più schifoso, non c'è che dire.
Frustrante.
Daniele
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#13    16 Marzo 2008 - 09:26
 
E meno male che è stata depennata...siamo un mondo allo sbando. Non conoscevo Alessandro, mi dispiace molto. Ciao Giulia
francesc0
utente anonimo

#14    16 Marzo 2008 - 09:27
 
Nell'estremo Oriente e nel sud-est asiatico, la Cina detta legge, con mano pesante e sostiene governi militari, come in Birmania. Le Olimpiadi di Pechino saranno una burla, la Cina non merita di ospitarle.
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#15    16 Marzo 2008 - 09:29
 
Sarà una idea bislacca ma io sarei per boicottare non le olimpiadi ma le immagini dell'evento...
Dario

ps bel post Giulia
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#16    16 Marzo 2008 - 10:14
 
ci dicono che lo sport non ha niente a che fare con la politica! la Nuova Cina?
il solito vecchio oppressore
bel post esauriente, come sempre
marina
utente anonimo

#17    16 Marzo 2008 - 10:18
 
Free Tibet!
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#18    16 Marzo 2008 - 10:45
 
Convengo con te, Giulia.
Vedi mi mette rabbia e tristezza tutto questo...E forse sarebbe meglio, come fai tu, dare risalto e diffusione a questi pensieri.

Ciao carissima...
Irene
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#19    16 Marzo 2008 - 11:47
 
dannati cinesi.

Potente scorre la Forza in questo blog!! ;)



Passa una buona domenica :)
Un abbraccio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elwin

#20    16 Marzo 2008 - 12:23
 
Cina e Russia hanno intrapreso in modo diverso strade che portano al capitalismo più sfrenato, fra mafie emergenti, violenza e antiche repressioni.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente anneheche

#21    16 Marzo 2008 - 12:36
 
ci son sempre di mezzo troppi soldi e potere;-)***
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Princy60

#22    16 Marzo 2008 - 13:51
 
La Cina e la sua reppressione nel Tibet che dura da anni e ora è giunto al suo punto più feroce se ne parla sempre troppo poco. Brava un post reale. I giornali e le tv ne parlano pochissimo..è una vergogna!
Bacioni ^_^
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dolcelei

#23    16 Marzo 2008 - 15:50
 
Chissà come andrà a finire anche stavolta! Comunque, colonializzazioni nel 2008, sotto gli occhi di tutti, senza alzare un dito, cose dell'altro mondo. Poi, gli americani, che hanno sempre criticato qualsiasi cosa venisse fatta dai comunisti, ora zitti zitti.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cameliaboban

#24    16 Marzo 2008 - 16:16
 
Non c'è un appello da firmare da qualche parte per boicottare le olimpiadi?
Sempre imperdibili i tuoi articoli
Lavinia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente silviotera

#25    16 Marzo 2008 - 17:20
 
è chiaro cosa bisogna fare ma è pericoloso sbagliare...ciao!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente steger

#26    16 Marzo 2008 - 19:23
 
bello, Giulia! stasera sentivo anche al tg3 pronunciare la parola boicottaggio: quando la gente si mobilita con la protesta anche pacifica, non è vero che i risultati non si ottengono!
un abbraccio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giovanotta

#27    17 Marzo 2008 - 10:57
 
si calcolano almeno in centomila i casi di "rivolta" spesso di tipo salariale, in Cina, nell'ultimo anno. Lo sviluppo a ritmi del 10% l'anno non gli eviterà lo scoppio della questione sociale. Sull'ipocrisia dell'occidente: non credo ci sia bisogno di ulteriori prove per capire che gli affari sono una cosa, le chiacchere altro.
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