Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
sabato, 16 febbraio 2008

Rispetto per le donne...

aborto_bigConoscevo una donna. Aveva 30 anni e cinque figli. Il marito usciva ed entrava dalla prigione e, quando era fuori, la violentava e la picchiava. Era così la sua vita: lavorava in una piccola fabbrica anche più di otto ora al giorno, tornava a casa e cercava di rispondere alle esigenze dei suoi figli che crescevano come potevano. La più grande aveva undici anni e sembrava più vecchia della sua età. Era lei che badava ai fratellini quando la mamma lavorava.

Io l’avevo conosciuta attraverso un amico prete che mi aveva chiesto, quando potevo, di andarla a trovare. All’inizio era diffidente, parlava poco e, mentre io cercavo di chiacchierare con lei, mi scrutava come se volesse capire meglio chi ero e cosa volevo. Poi si è aperta e ha cominciato a raccontarsi. Aspettava che arrivassi, metteva su il caffé e si sedeva un po’ per dare sfogo al suo cuore.  Era un appuntamento il nostro a cui non potevo mancare. 

Era una persona dolce, una donna intelligente e aperta, ormai rassegnata: il destino non è stato buono con me, mi diceva sempre. Poi guardava i suoi figli, pigliava in braccio la più piccola e accarezzava Teresa, la più grande: Povera Teresa, le sussurava, anche tu come me non puoi goderti la tua giovinezza” E i suoi occhi si facevano tanto tristi e seri.  Teresa l'abbracciava e rimanevano così a lungo in silenzio…

Così io ragazza della “buona società” entravo nella vita dei quartieri sottoproletari, scoprivo e imparavo quello che nessun libro mi aveva mai insegnato. 

Un giorno ricevetti una telefonata da Maria. La sentii agitata, confusa, e balbettando mi chiedeva dei soldi, una cifra che io allora non avevo perché  ancora molto giovane. Le domandai cosa ne doveva fare. Mi rispose che era in cinta e voleva abortire. Io trasalii. La mia coscienza mi diceva che non dovevo farlo…Allora davvero i proclami della Chiesa era forti, anche se  non avevo ricevuto un'educazione bigotta. Erano dentro di noi, ci erano entrati dentro a nostra insaputa come entrano tante cose di cui abbiamo poca coscienza. Lei mi disse: non posso avere un altro figlio, come lo mantengo, come faccio col lavoro? Sarò licenziata…” Le chiesi un giorno per pensarci. Sentii la sua voce stanca dirmi “va bene, ho capito” e mettere giù il telefono.

Il giorno dopo qualcuno mi chiamò dicendo di correre perché Maria stava male: la trovai in un bagno di sangue, il mio amico prete le era vicino ed aveva chiamato un suo amico medico. Ci sono preti anche così...
Maria si salvò, ma fu molto vicina a morire, altre in quel periodo non ce la facevano, famiglie spezzate,  bambini che rimanevano orfani di mamma che andavano a riempire quegli istituti  per orfani che ancora proliferavano nel nostro paese.

Fu allora che imparai a guardare le cose in modo molto diverso e divenni una grande sostenitrice della campagna a favore della legge 194. Fu allora che capii che alcune persone sono calcolate meno che niente e che nessuno è interessato a come attraversano la loro vita, fi allora che iniziai a capire che bisogna guardare la realtà, conoscerla, aprire gli occhi e la mente…

Prima che la legge 194/78 venisse approvata dal parlamento italiano gli aborti clandestini venivano stimati in oltre 250.000 all'anno.

Bisogna ricordare che le leggi in vigore precedentemente a quell'anno erano quelle del famigerato codice Rocco, dell'epoca fascista, che vietavano sia l'aborto che la contraccezione come delitti contro la stirpe, tanto che la pillola veniva presentata come regolatore del ciclo mestruale e non come contraccettivo.  

Il dato più importante però era che la donna che lo effettuava poteva essere imputata del reato di aborto. Era chiaro che molte donne non si presentavano in ospedale quando andavano incontro alle complicanze di interventi il più delle volte eseguiti, soprattutto per le donne povere in assenza delle necessarie precauzioni di sterilità.  

Quindi quando avevano la febbre si limitavano a starsene a casa sperando che gli passasse, ma questo faceva sì che l'infezione post-operatoria degenerasse in setticemia, e quindi quando arrivavano in ospedale non restava che ricoverarle in rianimazione dove morivano dopo qualche giorno.  

Diverso ovviamente era il discorso per le donne che potevano pagarsi le esorbitanti parcelle delle cliniche private dove i famosi "cucchiai d'oro", così si definivano allora i medici che praticavano l'aborto clandestino a caro prezzo, dal cucchiaino metallico con cui si effettua la pulizia dell'utero, si arricchivano.  

La legge ha prodotto un dato importante: dal 1983 al 2003, c’è stata una diminuzione complessiva del 43,5% delle IVG praticate.

Un altro capitolo da raccontare, ma lo farò un’altra volta è mettere al mondo bambini malati o con handicap… Chi più di me potrebbe essere d’accordo, ma la domanda è: che cosa siamo disposti a fare per aiutarli e grarantire loro una vita degna di questo nome?  Abbiamo visto solo un piccolo esempio pochi giorni fa...

Ecco perchè ancora oggi sostengo la legge 194 e vi invito a firmare questo appello.  Grazie a Caramella Fondente e Camelia che me l'hanno fatto conoscere...  Non voglio nominare chi, dopo aver iniziato una battaglia che metteva in discussione la legge, si è poi rifiutato di discutere in TV con Pannella che di questa legge è stato con altri il promotore e l'anima.

Ciò che mi ha lasciato senza parole, è ciò che ha avuto il coraggio di dire dopo: “Io non discuterò della vita umana come se fosse un'opinione, con alcun candidato in tv. La tv è antiveritativa” Lui che di discussioni ne ha fatte tante e che ha sostenuto le buoni ragioni della guerra in Iraq di Bush e Berlusconi. Ma ora lo sappiamo: la TV e antiveritativa, parola di chi in TV non c’è mai…..

Si discuta pure, ma ogni discussione abbia in mente le persone come Maria che hanno diritto al nostro rispetto…

postato da giuba47 alle ore 18:01 | link | commenti (31)
categorie: donne, testimonianze, aborto, legge 194

Commenti
#1   16 Febbraio 2008 - 18:58
 
antiveritativa....come se la ricerca del vero fosse diventata un ossessione in un mondo che ammette solo la morale del contesto...che orrore
buona serata un abbraccio
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#2   16 Febbraio 2008 - 20:13
 
A volte mi domando in che secolo viviamo, in che anno, in che paese. Poi apro gli occhi e mi ritrovo come se fossi fermo nel MedioEvo; eppure, sono sicuro, in quel periodo c'era più coscienza di oggi.

Felicità.

Rino, nel passato ancora presente.
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#3   16 Febbraio 2008 - 21:28
 
Si discuta pure, ma ogni discussione abbia in mente le persone come Maria che hanno diritto al nostro rispetto…


sperando che le donne diventino sempre più consapevoli di loro stesse attraverso una contraccezione che le metta al riparo da esperienza traumatiche e invasive

un caro saluto
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Yzma

#4   16 Febbraio 2008 - 21:48
 
..."Allora davvero i proclami della Chiesa erano forti"

Non che oggi lo siano meno: ho l'impressione che stiamo regredendo.

Un abbraccio.

Zia Elena
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#5   16 Febbraio 2008 - 22:30
 
Questa legge, per la quale mi sono mobilitata, da ragazza giovanissima, mi sembra molto buona.
Ricordo certamente le cliniche private dei cucchiai d'oro, le mammane. Per questo nelle manifestazioni dell'8 marzo, ci si andava con un mazzetto di prezzemolo e non con la mimosa. Ricordo le più ricche che prendevano voli per Londra a fare il Karman, metodo che precocemente , era privo di rischi.
Adesso non faccio altro che sentire di ragazze, sopratutto straniere, che abortiscono con leggerezza.
L'aborto è , a mio avviso, una bruttissima esperienza, la legge, è buona e ricordo un Partito Radicale combattivo. Chi non vuole confrontarsi ci fa una pessima figura.
Grazie.
danis
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#6   17 Febbraio 2008 - 08:26
 
Sì, si discuta, si cambi, si migliori, ma non si metta sempre, sempre tutto in discussione.
Sembriamo un paese che ha paura delle convinzioni e, sopratutto, della Legge.
Allo sbando, eticamente, moralmente e culturalmente.
Fa venire i brividi.
Buona Domenica, cara, e grazie.
Daniele
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#7   17 Febbraio 2008 - 09:00
 
ho conosciuto questo prblema molto presto per una ragazzina mia compagna di liceo, morta per essersi praticata un aborto, è stato per me vebire a conoscenza di un mondo senza confine, dove le donne erano sole col la violenza quasi sempre familiare, col dolore e con i sensi di colpa per tutta la vita...
sono discorsi che ancora oggi mi fanno male, li sento come sulla mia pelle e quando penso a personaggi che hanno perso anche quel poco di dignità umana che era loro rimasto rabbrividisco... quanta strada ancora devono fare le donne!!
chicca
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#8   17 Febbraio 2008 - 10:11
 
sono totalmente d'accordo!
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#9   17 Febbraio 2008 - 11:34
 
Hai spiegato benissimo i motivi per cui la legge non dev'essere toccata. Che la tv sia antiveritativa è indubbio. E Ferrara lo sa bene, considerando come la usa da sempre.
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#10   17 Febbraio 2008 - 11:55
 
Hai fatto bene a raccontare questa storia. Quello che scrivi è giustissimo anche se per me è un dejavu. Possibile che bisogna ritornare a ridiscutere sulle stesse cose quando poi gli anni hanno dimostrato che la 194 ha fatto diminuire gli aborti?
Al contrario bisognerebbe discutere di come migliorare per esempio l'informazione sulla contraccezione.
Artemisia
utente anonimo

#11   17 Febbraio 2008 - 12:01
 
Quello che qualcuno sembra non voler capire è che nessuno è favorevole all’aborto; la questione verte su quali strumenti siano realmente utili per ridurre il ricorso ad esso.
Applicare la legge 194 e soprattutto introdurre una seria educazione sessuale, fornire servizi efficienti e assistenza alle donne e all’infanzia, questi devono essere gli obiettivi di chi vuole garantire veramente sicurezza e difesa della vita.
Anche da me si può firmare lo stesso appello
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#12   17 Febbraio 2008 - 12:34
 
L'aborto è una faccenda di donne. La storia che hai raccontato mette a nudo una realtà al femminile, ma ce ne sono altre mille che potrebbero essere raccontate, mettendo a nudo l'intimità più profonda di ciascuna di noi.
L'aborto non è una scelta obbligata, ma a volte è l'unica disponibile e nessuno deve sindacare su questo.
La 194 deve essere lasciata in pace, e anche noi donne dobbiamo essere lasciate in pace.
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#13   17 Febbraio 2008 - 14:06
 
Come sempre io e te come sorelle la pensiamo allo stesso modo, se per caso ti va puoi prendere dal mio blog su Libero il bannerino a favore della legge 194, si fa facilmente con il copia e incolla...anche oggi ti penso come ieri...ti abbraccio...Carmela...
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#14   17 Febbraio 2008 - 14:34
 
Ho sottoscritto l'appello e collegherò illink sul mio blog. Grazie per diffondere l'iniziativa.
Ferrara è un cinico disgustoso che però si èlascito sfuggire peruna voltauna verità:la tlelevisione è antiveritativa. Specie quando ne fanno abuso personaggi come lui ed i suoi padroni.
luigi
utente anonimo

#15   17 Febbraio 2008 - 15:30
 
La legge 194 ha legalizzato ciò che prima era illegale.
Un diritto non è un obbligo, è una libertà.
E sulla libertà di scelta, concordo con te e con il tuo bellissimo intervento.
(vado a firmare la petizione)
Mapi


utente anonimo

#16   17 Febbraio 2008 - 15:49
 
Ferrara nel suo viaggio da sinistra a destra è uno che ha sempre voluto stare a galla con il massimo del protagonismo...
Personalmente mi è indifferente... che è la cosa che lui teme di più
Sta cercando chi gli è contro perchè questo lo rafforza
Bisognava seppellirlo in un mare d'indifferenza...
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#17   17 Febbraio 2008 - 16:02
 
ciao.Non capisco perchè in questo paese, bisogna discutere sempre e pure a lungo, per ogni cosa. La legge è buona, è stata approvata da un governo, ma perchè se ne discute un'altra volta non lo capisco, siamo il paese delle chiacchere infinite, e mentre noi parliamo bla bla....... gli altri fanno i fatti, vedi la Spagna.Poi tanto, chi ha i soldi se ne frega e quelle poverine che non hanno possibilità, rimangono fregate. Questa è l'Italia sono proprio seccata. ciao ciao penny
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#18   17 Febbraio 2008 - 16:07
 
ma sono i voti che importano non la vita, ragazzi. Il Ferrara fiuta voti per se...per la sua gentile figura..per il suo dominio personale. Nessuno ha programmato una corsia preferenziale per i bambini menomati di chi decide di non abortire. Un assistenza vera e accurata sin dopo la morte dei genitori. Schermaglie di ciacchiere soltanto, falsi moralismi e molto,molto opportunismo.
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#19   17 Febbraio 2008 - 17:24
 
Cara Giulia, innanzitutto scusami se arrivo in ritardo al tuo post. Faccio i salti mortali per tenere dietro a tutto e spesso deludo me stessa. Ma questo è un altro discorso.
La storia che tu ci hai raccontato mi ha profondamente commossa. Ti ho immaginata giovane ad affrontare una cosa così grande e così nuova. Ma come sempre la tua sensibilità ti ha guidata. Di storie come quella di Maria ne ho conosciute tante, in anni lontani ed è per il ricordo di quelle storie, simili o diverse ma tutte dolorose, che sono pronta a battermi in ogni modo perché nessuno riporti più le donne in quelle condizioni.
Esistono purtroppo persone orribili, capaci per il loro narcisismo o la loro volontà impositiva di calpestare ogni sentimento umano, di strumentalizzare qualunque dolore o sofferenza per fini bassi, meschini. Questa gente mi dà allo stomaco. Non li nominerò neanche io.
Facciamo tutte la nostra parte e malgrado tutto ce la faremo. Io ho una grande fiducia nelle donne, nella loro intelligenza, nella loro forza, nel loro coraggio. Penso che si batteranno e non si lasceranno ricacciare indietro al nostro medio evo.
grazie per la tua testimonianza
ti abbraccio marina
utente anonimo

#20   17 Febbraio 2008 - 19:12
 
Rispetto verso Maria e la mamma di Napoli vercocui s'è accanita una violenza mediatica (da una certa parte) ed ecclesistica peggiore di quella subita dalla polizia.
Buona serata, Fino
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#21   17 Febbraio 2008 - 22:38
 
Ti linko il post....è molto vero nella sua realtà...in Italia siamo più donne che uomini e se fossimo tutte unite e compatte alle elezioni.....tenendo presente che Ferrara si allinea al PdL e che vuole diventare ministro della Sanità e che se si fosse preso cura delle sue donne adesso sarebbe padre di tre figli.....
Resistiamo unite e compatte e saremo vincenti!!!!
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#22   17 Febbraio 2008 - 22:41
 
Ciao, Giulia! E' da qualche giorno che ho allentato con i blog..e quindi..ti commento solo ora..Due cose. Una, ho votato anch'io quell'appello e anch'io sono d'accordo sul fatto che, se veramente si vuole comabattere l'aborto, occorre fare educazione sessuale e incentivare l'uso dei contraccettivi..Solo nel 2008, in Italia, stiamo vedendo la pubblicità dei preservativi!!.Questo la dice lunga sui falsi moralismi sulla pelle delle donne e sulla pesante presenza del Vaticano..
Due. Credo che questo parlare, e fare, campagna elettorale a "colpi di aborto no".."moratoria sull'aborto", ecc..sia fuorviante..Mi sembra un modo per confondere le idee di chi deve andare a votare..Mi puzza di bieco opportunismo politico e di mistificazione delle reali emergenze di cui si deve occupare una "sana" campagna elettorale in Italia, ora..Scusa la lunghezza..Mi sono sfogata..Ho detto tutto..
Ti abbraccio
Frida
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#23   17 Febbraio 2008 - 23:14
 
ho letto il tuo post sul blog di caramella fondente.hai fatto bene a pubblicare quella storia,nn ho mai vissuto esperienze simili ma mi ritrovo ugualmente,in quanto donna,nelle sofferenze di maria.come si fa a nn entrare in empatia?se poi penso che chi,come quel porco che tu nn nomini,e nn lo faò nemmeno io, strumentalizza questi argomenti magari nemmeno ci crede,ma lo fa solo per attirarsi i consensi degli integralisti,mi viene ancora più rabbia!forza e coraggio,se ci sarà da lottare,lotteremo!io nn mi tirerò certo indietro.rudyguevara-simona.
utente anonimo

#24   18 Febbraio 2008 - 09:36
 
Il termine usato da Rino - coscienza - mi ha tolto dall'imbarazzo di scegliere le parole per me ovvie di fronte a una questione che per tanti ovvia non è. Ci vuole coscienza, è vero. Ma non tutti possono esercitarla. I politici si appellano alla libertà di coscienza ogni volta che devono votare una legge capacedi sconvolgere milioni di esistenze. Non so con quanta leggerezza si pongano il problema delle conseguenze del loro gesto. Sicuro è, che sono tra i pochi, nel nostro Paese a poter godere di tale diritto. La storia che hai raccontato, la vedo anch'io spesso: mi commuove soprattutto la situazione dei figli, ancor più privi di scelte. Ciao,

Gioacchino
utente anonimo

#25   18 Febbraio 2008 - 15:23
 
Grazie Giulia.
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#26   18 Febbraio 2008 - 21:52
 
e il genio chiede l'intervento dell' ONU. http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_12/berlusconi_aborto_onu_0a9e3b50-d932-11dc-8c3c-0003ba99c667.shtml
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#27   18 Febbraio 2008 - 22:19
 
Già firmato Giulia!

Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#28   19 Febbraio 2008 - 19:46
 
Carissima, leggere questo tuo post mi ha coinvolto tantissimo. Ti spiace se lo pubblico interamente (naturalmente citandoti) sul mio blog? fammi sapere, grazie
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#29   20 Febbraio 2008 - 16:42
 
Quanto è vero.
A volte mi incattivisco talmente tanto da pensare che chi mette a repentaglio il sacrosanto diritto di autodeterminazione delle donne possa passare attraverso una storia come questa.

Firmato.

guccia
utente anonimo

#30   21 Febbraio 2008 - 18:36
 
La 194 va mantenuta, è una conquista di civiltà e tu fai bane, Giulia, a batterti e a proporre questi temi. Lo fai con civiltà e concretezza.
Un caro saluto.
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#31   19 Marzo 2008 - 23:03
 
Da donna vorrei esprimere alcune considerazioni.
Secondo me l'aborto è una sconfitta per la donna, perchè nel caso di una gravidanza indesiderata è una mancanza di cultura sessuale ed è dovuta alla non messa in atto sia da parte dell'uomo che della donna di tutta quella serie di procedure anticoncezionali che possono evitare una gravidanza (profilattico, pillola, diaframma, schiuma, ecc...). Nel caso, invece, che la gravidanza sia dovuta ad un evento delittuoso (stupro, pedofilia) oppure al riscontro di una gravissima malformazione fetale, il desiderio della donna di non proseguire la gravidanza , anche allora, la espone ad una sofferenza non facilmente comprensibile dal sesso maschile.
Le persone che si "arrogano" il diritto di giudicare e di mettere in discussione la facoltà di decidere da parte delle donne sono per la maggiorparte uomini, prevalentemente religiosi e non conoscono la parola "pietà" , "comprensione", "solidarietà" e "amore", nonostante siano depositari (a detta loro) di una Religione di amore.
Modificare o variare la legge che regola l'aborto, potrebbe significare il ritorno ad una situazione dove, le antiche usanze delle "mammane" mettevano spesso a rischio la vita delle donne.

Giuseppina
utente anonimo

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