Il tuo amore era presenza e attesa. Sapevi aspettare tu. Sapevi fare silenzio. Ma il tuo silenzio riempiva l’aria di sogni possibili. Mi ascoltavi e il tuo sguardo curava le mie ferite, pian piano, senza fretta, perché il male potesse defluire lentamente. La tua mano stringeva la mia e questa era la mia forza. Solo questo: la tua mano nella mia.
Ti sento, ti vedo: mi guardi scanzonato e sorridi, come sempre, del mio continuo vagabondare, della mia eterna iquietudine ed io mi specchio nei tuoi occhi bruni.
Come hai potuto legarti a me, assuefarti al mio passo inquieto, alla mia anima selvaggia senza pace.
Le tue parole mi accarezzavano.Dentro di me conservo scintille di sole. E’ il tuo regalo per sempre.
Io so che la morte è una perdita per sempre, irreversibile e irreparabile. Un vuoto infinito. In questo vuoto voglio rimanere per ascoltare il silenzio, per percepire la tua assenza, per prendere coscienza che non ci sarà sostituzione, per dirti addio, per congedarmi. Nel silenzio troverò la forza di riprendere un mio cammino?
Vorrei giocare con la luce del cielo. Guardare il fiore danzare sull’acqua ma il vento lo porta lontano fino a scomparire ai miei occhi. Addio, addio amico mio...
