“E' una follia considerare di estrema sinistra il fatto che gli esseri umani debbano avere gli stessi diritti”. E’ Amato, ormai ex ministro del responsabile del Vicinale, che invita tutti a liberarsi dei pregiudizi, e chiede il riconoscimento dei Rom come minoranza tutelata dalla legge.
"I campi nomadi – dice - nelle periferie delle città italiane sono "un piccolo Darfur", popolato da gente che viene dispregiativamente etichettata come "zingari", "ladri sporchi che rubano i bambini". Pregiudizi radicati, duri a morire, che i mass media devono aiutare a superare”.
L'appello arriva dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che ha concluso
Un appuntamento che ha organizzato insieme al collega Paolo Ferrero per mettere sotto i riflettori un'etnia spesso associata alla percezione di insicurezza ed a reati, come avvenne nel caso dell'omicidio di Giovanna Reggiani. Per il ministro si tratta di "drammatici stereotipi che gettano infamia su un intero popolo e pesano sulle coscienze degli europei. Se non rimuoviamo questi pregiudizi, non saremo in grado di accettare i Rom come nostri fratelli".
Nessuno ricorda che i Rom, assieme agli ebrei, sono gli antichi capri espiatori e che con gli ebrei sono stati uccisi nei campi di concentramento. Da sempre sono stati oggetti di discriminazioni, deportazioni, cacce all’uomo. E ancora oggi non hanno quasi mai trovato posto nelle commemorazioni ufficiali della shoa. Sono state vittime di una vera e propria congiura del silenzio. Nessuno si ricorda che sono gli unici a non avere mai fatto una guerra e non avere mai rivendicato un territorio per sè.
Gli otto milioni presenti in Europa costituiscono la più grande minoranza che noi abbiamo.
Essi arrivarono in Europa nel 1300 fuggendo dalla forzata conversione all'Islam da parte dei Turchi. E in Europa furono accusati di essere le spie dei Turchi e ancora perseguitati.
"In questo clima intollerante, - dice lo storico Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio
Durante la seconda guerra mondiale i Nazisti hanno sterminato circa cinquecento mila Rom. Nel Processo di Norimberga, i legali dei Nazisti argomentarono che il genocidio dei Rom era giusto dal momento che essi erano stati puniti come criminali e non come razza (sono Ariani). Nessuno era presente per parlare a favore degli zingari e il tribunale internazionale accettò questa giustificazione.
Da questi pregiudizi bisogna guarire tutti e lavorare nei comuni perchè si attuino politiche che favoriscano il loro inserimento. Ma di questo se mai parleremo in un altro post.
Come prima cosa è importante conoscere la loro cultura e la loro storia, solo dalla conoscenza può nascere una nuova coscienza e ci si può difendere dai pregiudizi di cui noi stessi possiamo essere vittime più o meno consapevoli.
Due libri interessanti da leggere: uno di Isabel Fonseca , una giornalista americana, “Seppellitemi in piedi” uno studio sui Rom scritto dopo quattro anni di lavoro sul campo, a contatto con loro.
"Seppellitemi in piedi. Sono restato in ginocchio per tutta la vita". E' l'appello che uno zingaro, stanco delle vessazioni a cui il suo popolo è sottoposto, rivolge proprio alla giornalista. Una ricerca itinerante presentata al lettore sotto forma di diario.
L’altro libro è “Fuori luogo” di Marco Revelli che è il racconto di una esperienza vissuta, nei mesi dell'inverno 1998-
E chi vuole ascoltare ciò che è stato detto alla
Mi permetto di segnalare il post di Finanzio che ci racconta qualcosa sul nostro papa.
