Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
giovedì, 24 gennaio 2008

L'arte e la sua capacità di anticipare i tempi

DSCN3167Gli artisti spesso prevengono i tempi, sanno vedere più lontano grazie a quella gran dote che  è l’immaginazione, la creatività.

“Stanno arrivando” così annunciava un manifesto nelle strade di Roma nel mese di marzo. E in effetti tra il 21 e 29 marzo dello scorso anno giungevano a Roma i Trash Men. Una vera e propria invasione di 1000 uomini alti 1,80 realizzati con la compressione di materiali di scarto industriali e rifiuti urbani: lattine, tastiere di computer, scatole, vecchi circuiti elettrici, una rappresentazione della società di oggi, una spettacolare provocazione che dimostra come siamo ciò che consumiamo. Ogni singolo oggetto o rifiuto che compone la figura è infatti un riferimento al nostro quotidiano. Per la loro realizzazione sono state riciclate ben 35 tonnellate di rifiuti urbani e industriali.

AL’ideatore dei Trash Men  è l’artista tedesco Ha Schult, uno dei maggiori esponenti della Action Art, nato a Berlino nel 1939 e cresciuto nel dopoguerra fra le rovine di Berlino. E' stato il primo artista europeo ad affrontare attraverso la sua arte le problematiche ambientali e uno dei maggiori promotori della nuova consapevolezza ecologica. Questi uomini-spazzatura sono diventati un'opera d'arte monumentale, in viaggio per il mondo in una invasione pacifica di luoghi molto rappresentativi. Dal 1996, infatti, i Trash People con la loro aria di sfida girano il mondo. Sono stati posizionati ai piedi de La Grande Arche a Parigi (1999); al Cremlino a Mosca (1999); a Pechino in fila sulla Grande Muraglia (2001); davanti alle Piramidi egizie di Giza (2002); a Kilkenny Castle in Irlanda (2003); sul Monte Cervino, a Zermatt ad un’altezza di 2800 metri (2003); ad una profondità di 880 metri nella salina di Gorleben (2004); nella Grand-Place a Bruxelles (2005) e a Colonia davanti al Duomo (2006). Dopo l’Italia, sonno portati a Barcellona nella Plaça Real, dal primo al sette giugno per proseguire fino a New York e in Antartide, diffondendo così il proprio messaggio ecologico nei cinque continenti.

Viviamo in un'era di rifiuti. – spiega l’artista-  I Trash Men rispecchiano la nostra immagine, come degli esuli dell'era del consumismo errano per il mondo, il pianeta terra che riempiamo di rifiuti.....La quantità di rifiuti di oggi saranno le piramidi del futuro. Su di essa fiorisce la nostra epoca del consumo.".

E credo che il messaggio di Trush sia quanto mai attuale alla luce di quello che stiamo vedendo succedere oggi a Napoli, ma chissà nel futuro in quante altre città se non sapremo arginare ciò che è il prodotto diretto delle nostre azioni contemporanee: una massa immensa di rifiuti urbani ed industriali che in maniera sempre più accelerata e spregiudicata produciamo.
"Siamo ciò che produciamo", quindi "spazzatura" ci ricorda Schult di "noi rimarrà solo la forma, il contenuto sarà spazzatura!”

s640x4801Nelle installazioni la figura dell'uomo non perde la sua  apparente compostezza. Assume caratteri inquietanti . Alla conferenza stampa tenuta all’inaugurazione a Roma l'artista tedesco ha parlato dell'installazione, spiegando che "viviamo in un'epoca di rifiuti, un secolo che può essere definito un vero e proprio Trash Time, in cui la lattina di coca cola di oggi è quello che gli archeologi troveranno domani. Warhol ha fatto del consumismo un'arte, mentre il mio compito è quello di buttare giù dal piedistallo questo consumo e, con i resti, costituire una forma nuova".

"Il soggetto della storia non è più l'uomo, - dice U. Galimberti -ma la tecnica che, emancipatasi dalla condizione di mero "strumento", dispone della natura come suo fondo e dell'uomo come suo funzionario".

A Schult non è venuta meno la capacità di anticipare, quella capacità che i greci avevano attribuito a Prometeo e la capacità di “immaginare” gli effetti ultimi del nostro “fare”. E’ venuta meno però a chi ci governa e tutti noi che rischiamo di diventare quella moltitudine  di Trash Man che ci rappresenta come esercito immobile e silenzioso, che consuma e butta via, o che si lascia trattare da esercito muto, schiavizzato. L’unica via d’uscita è proprio differenziarsi - come la raccolta dei rifiuti - per poter scampare a questo destino.

Occorre evitare che l’età della tecnica segni quel punto assolutamente nuovo nella storia, e forse irreversibile, dove la domanda non è più: “Che cosa possiamo fare noi con la tecnica?”, ma “Che cosa la tecnica può fare di noi?”

postato da giuba47 alle ore 12:43 | link | commenti (30)
categorie: rifiuti, galimberti, trash men, ha schult

Commenti
#1   24 Gennaio 2008 - 11:57
 
hanno solo sbagliato la città per la sfilata...
buona giornata a te!
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#2   24 Gennaio 2008 - 13:19
 
Ma non possono fare una lunga sosta da noi?? I costumi sarebbero anche gratis!
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#3   24 Gennaio 2008 - 13:53
 
Quoto ludmilla!
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#4   24 Gennaio 2008 - 16:16
 
tu sei troppo avanti!!
un abbraccio
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#5   24 Gennaio 2008 - 16:49
 
concordo. Un'arte che ha anticipato una realtà già evidente all'epoca ma ora assolutamente esplosa con tutta la sua dirompenza. Quando l'arte fa davvero pensare senza palline colorate e volantini volgari e senza costrutto...

Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#6   24 Gennaio 2008 - 17:32
 
post che mi insegna parecchio, cavolo, se sono ignorante...
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#7   24 Gennaio 2008 - 17:56
 
troppo complicato per me ..ms senz'altro originale..ciao holden
utente anonimo

#8   24 Gennaio 2008 - 18:04
 
Molto originale come arte .
Un abbraccio Giulia !

franca
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#9   24 Gennaio 2008 - 18:36
 
se l'uomo si emancipasse da se stesso si risolverebbero un fracco di problemi
;-) duccio
utente anonimo

#10   24 Gennaio 2008 - 18:48
 
esco fuori tema giulia, scusami, ma quando ho visto mastella declamare Neruda per la sua squallida operazione di smantellamento del Governo, ho ripensato al tuo post sulla Poesia e avevo voglia di comunicartelo.
Mi è venuto in mente perchè della Poesia e della sua grandezza ne abbiamo parlato insieme, e ne abbiamo gioito insieme.
Veder calpestato il senso dei versi di Neruda in maniera tanto barbara e vigliacca, è forse stata la cosa più vergognosa di questa tormentata giornata italiana.
ciao giulia e scusa ancora l'OT
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#11   24 Gennaio 2008 - 18:59
 
Ciao, Giulia. L'abbinamento della citazione di Galimberti con la notizia dei Trash Men suggerisce stimoli importanti. Dall'opera di cui hai parlato deriva un inquietante messaggio, un sillogismo che è anche un ultimatum. E' inquietante e (quasi) inaudito che l'uomo, attraverso l'arte, sia rappresentato in quanto merce di scarto e che questa, dopo una forma estrema di sublimazione/riciclaggio, non possa ambire ad un ulteriore riutilizzo: dall'incontro tra l'alto e il basso, non emerge alcun segnale di speranza.

Gioacchino
utente anonimo

#12   24 Gennaio 2008 - 19:23
 
Galinberti è uno dei filosofi che più seguo e ammiro
Come non essere d'accordo con lui?

Un salutone!
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#13   24 Gennaio 2008 - 20:15
 
Ciao Giulia, non conoscevo questo artista. Interessantissime le tue osservazioni e molto stimolante l'ultima citazione. Ancora una volta invertire il punto di vista delle cose fa riflettere e pensare che le cose si possono cambiare per migliorare.
Buona serata
Laura
utente anonimo

#14   24 Gennaio 2008 - 21:51
 
non conoscevo questo artista. Ho fatto vedere il tuo post e le foto anche a mio figlio che frequenta il liceo artistico. Ha trovato il tutto veramente interessante. Stimolanti come sempre le tue osservazioni e soprattutto la citazione finale.
un abbraccio
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#15   24 Gennaio 2008 - 22:19
 
Ciao Giulia, post bellissimo il tuo.
Per di più adoro Galimberti.
Passeresti dal mio blog?C'è un premio per te.

Ciao!
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#16   25 Gennaio 2008 - 03:10
 
Anche io trovo U.Galimberti molto lucido e ne condivido tante riflessioni.
L'arte, strabiliante e dal senso compiuto, diventa quasi impressionante ed emotiva, nella visione degli uomini trash in moltitudine.
Un ottimo post.
Grazie.
danis
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#17   25 Gennaio 2008 - 08:14
 
Più che arte mi piace pensarla come opera di sensibilizzazione su un problema veramente scottante.
Dell'arte, sarò retrograda, ma ho un altro concetto
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#18   25 Gennaio 2008 - 09:12
 
ricordo la notizia, sarei voluta andare a vedere questa mostra, che trovai assolutamente geniale!

Grazie del post, la lotta si fa anche e specialmente con la creatività
buona giornata!
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#19   25 Gennaio 2008 - 11:13
 
Un post interessante.
utente anonimo

#20   25 Gennaio 2008 - 11:59
 
Ciao Giulia, ho visto la presentazione dell'opera di Shult e una sua intervista l'anno scorso. Interessante lavoro che porta ovunque nel mondo.
Bel post,
Emanuela
utente anonimo

#21   25 Gennaio 2008 - 14:22
 
come esercito immobile e silenzioso, che consuma e butta via, o che si lascia trattare da esercito muto

immagine molto efficace

(facciamo in modo che non sia irreversibile)

buon week end :)
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#22   25 Gennaio 2008 - 14:35
 
L'arte precorre sempre i tempi: vede lontano, vede più a fondo. Come stai Giulietta? :-)
utente anonimo

#23   25 Gennaio 2008 - 16:20
 
Ciao Giulia
come stai?
Passo per attingere sapienza,bel post come sempre...
Ti abbraccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PiccolaLuise

#24   25 Gennaio 2008 - 16:52
 
Davvero poco ermetica

guccia
utente anonimo

#25   25 Gennaio 2008 - 17:25
 
...che poi l'artista è preso per pazzo...
a meno che non serva un artista per difendersi dal proprio nullismo...
pensavo al povero Neruda...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente qwe

#26   25 Gennaio 2008 - 17:46
 
un'abbarccio sincero!
Buon fine settimana
dani;D
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#27   25 Gennaio 2008 - 17:46
 
Galimberti è un filosofo che seguo e ammiro molto. Tuttavia è forte il messaggio di questo post e mi giunge in un momento politico tristissimo. L'uomo s'è ridotto davvero in trash art? Quanto ha permesso alla tecnica d'essere privato della propria identità? La massificazione del pensiero è secondo il mio modesto punto di vista, l'orrore compiuto dalla tecnologia.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente argeniogiuliana

#28   25 Gennaio 2008 - 18:06
 
Tecnica e scienza hanno soppiantato la filosofia. Nello studio del pensiero l'uomo si è fermato ed è ora strumentalizzato dalla tecnica. Mi domando: abbiamo bisogno d'andare sulla luna? non ci andavamo meglio con la fantasia?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ubaldoriccobono

#29   26 Gennaio 2008 - 11:28
 
Interessante tutto il post. Tenersi sempre separati dalla tecnica.
Un abbracci e grazie per le tue visite
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alexandra3

#30   29 Gennaio 2008 - 07:50
 
ma che bel post Giulia!!
quando l'arte diventa interpretare la vita!!!
sìììì
chicca
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