Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
martedì, 18 dicembre 2007

La difficoltà di cominciare una nuova vita

DioNonAmaBambiniAvevo già scritto in un altro post quanto tutti dovrebbero avere diritto ad una storia, a non disperdere dignità e individualità nella facile generalizzazione che si tende a fare di chi non è “dei nostri” che è aprire la porta del pregiudizio e del razzismo.

Il racconto ci aiuta a ricordare e ci mette in diretto contatto col mondo dell’ “altro”, ce ne fa scoprire la sua umanità. Ci aiuta ad uscire dagli stereotipi, dagli slogan, ma anche da quell’indifferenza di cui parlava già in Lo straniero Albert Camus.  In questo libro Meursault, francese d’Algeria, dice:

«Ci guardavano in silenzio, ma a modo loro, né più ne meno che se fossimo stati pietre, o alberi morti.»

Bisogna leggere Dio non ama i bambini di Laura Pariani per ritrovare le storia dei nostri immigrati italiani. Questo racconto si svolge un “conventillo” di Buenos Aires dove vivono decine di famiglie d'immigrati italiani assillati dai bisogni, prostrati dalla nostalgia: servizi sanitari in comune e una cucina all'aperto per tutti, un cortile dove i bimbi giocano abbandonati a se stessi, piccole stanze dove nonni figli e nipoti si stipano come conigli: “Villa , villa immondizia. – dice un commissario di Polizia - Ci abitano gli immigrati  più recenti: una miseria nera, tanfo di merda e pidocchi, famiglie di italiani allo sbando, spesso in ricoveri di fortuna; alta mortalità,bambini che vivono in strada per la maggior parte della giornata, molti orfani. Per gli agenti della Comisarìa certe vie sono terra bruciata”, dove soffoca  qualunque cosa nasca, nulla riesce a sopravvivere, a parte la malerba”.

Un libro che s'interroga sull'abbandono di un Dio che permette l'ingiustizia e la miseria, su un tema molto difficile: quello del rapporto dei bambini con la morte. Così uno dei testimoni, il maestro elementare, Dionisio Brusa, ci descrive l'ambiente: «Non c'è via d'uscita in questo quartiere: conventillos, mataderos, morti, risse, scioperi, bambini che ricavano i loro giocattoli dalla spazzatura, i grandi che terrorizzano i piccoli e ne ottengono l'obbedienza con le botte».
Un libro che trasuda vita, disperazione e voglia di riscatto, che  ha il coraggio di raccontare ogni cosa così come si presenta senza retorica, e per questo si avvale delle documentazioni burocratiche, dei racconti orali in prima persona, dei verbali di polizia, di stralci rivisitati dai giornali dell'epoca, soprattutto dai fogli degli anarchici, assai attivi in quel fmomento: un bel libro davvero.

La Pariani conta storie di altri tempi o altri spazi e dà voce a chi non l’ha mai avuta, schiacciato dal turbine della storia. Per lei leggere e scrivere vuol dire “prendersi carico di altre vite, lontane o vicine non importa, e portarle alla luce”, restituendo soprattutto dignità, valore a quelle segnate, oltraggiate dall’arroganza dei più forti nella speranza che le frasi che “abbiamo pensato amato scritto diventino pensieri di chi li leggerà”.
Ma in ciò che scrive non c'è mancanza di speranza: “Non farei questo lavoro se non avessi speranze. Scrivere è sempre un tentativo di comunicare; e anche leggere lo è”.

A dar voce, invece, agli immigrati di oggi un altro libro, “Abbracciando l'infedeledi BehzadAbbracciandoInfedele Yaghmaian nato e cresciuto in Iran, poi espatriato e divenuto cittadino americano, insegnante universitario di economia del New Jers e tornato più volte nel suo mondo di origine. Nei suoi numerosi viaggi ha conosciuto molti migranti, e incrociando i loro percorsi ha ascoltato le loro storie, molte delle quali sono raccolte in questo volume. Tutti si sono lasciati dietro qualcosa di insopportabile: guerre, villaggi bombardati, parenti uccisi, oppure il peso di famiglie soffocanti, la repressione politica o le persecuzioni famigliari. Tutti cercano un posto dove vivere in pace.

Ritratti di donne e uomini partiti da Iraq, Sudan, Afghanistan e altri Paesi ancora, in viaggio verso una terra promessa. Mariti separati dalle mogli, bambini lontani dai genitori, famiglie dislocate per sempre. Un racconto commovente di coraggio, eroismi, speranze, momenti vissuti nascosti in container, alla mercè di trafficanti, uomini che cercano, a volte invano, di varcare frontiere per arrivare là dove per loro abita la speranza.
Storie a volte disperate: c'e' chi si perde nella droga,chi nella depressione, chi diventa trafficante o accattone, e chi la cerca di sbarcare il lunario come venditore ambulante.
L'iraniano incontrato dall’autore a Patrasso Farshad spiega  Tutti cercano, in fondo, dignità e rispetto e un posto dove vivere in pace” ma poprio lui soffochera' nascosto in un camion di angurie prima di sbarcare in Italia.

Ma cammin facendo tutti  hanno cambiato il loro modo di guardare all'Occidente. Lo spiega l'iraniano Kia, ad Atene:

"Noi non saremo mai normali. Molti parlano delle difficoltà di traversare i confini, i pestaggi e tutto il resto. Ma non sono questi i veri problemi del viaggio. La difficolta' e' trovare un posto dove cominciare una nuova vita insieme agli altri, in contatto con i vicini, normale. Ma questo non e' possibile. Rimaniamo isolati, estranei, stranieri". Come Khan pero', Kia non puo' tornare indietro: "Conoscevo le difficoltà del viaggio. Quello che non sapevo e' che il viaggio ti cambia. Non potrai più essere ciò che eri, anche se torni alle condizioni di partenza".

Ed è di poco fa la notizia di altre morti (almeno 200 africani) nel tentativo di raggiungere le coste dello Yemen. Un bollettino di guerra a cui nessuno fa più attenzione...

La lotta al razzismo deve continuare.

postato da giuba47 alle ore 16:07 | link | commenti (47)
categorie: libri, immigrazione, pariani laura, behzad yaghmaian

Commenti
#1   18 Dicembre 2007 - 16:26
 
Se perfino quando l'emigrazione non é dettata dalla disperazione, come nel mio caso per esempio, uno straniero resta uno straniero, figuriamoci quando le condizioni di vita tendono a farti ritenere un relitto. Purtroppo é ancora lontana la generazione che si sentirá davvero cittadina del mondo e che saprá convivere senza guardare i luoghi di nascita.
ma.ni.
utente anonimo

#2   18 Dicembre 2007 - 19:37
 
ti leggo sempre con ammirazione
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#3   18 Dicembre 2007 - 20:00
 
bisogna darsi da fare per creare un mondo in cui è possibile amarsi reciprocamente e senza alcun timore, perchè l'amore è più profondo delle differenze...ciao! :)
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#4   18 Dicembre 2007 - 20:04
 
bisogna ricominciare.
reagendo e vivendo..

buona serata,Giuse
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#5   18 Dicembre 2007 - 20:14
 
Condivo molto di quello che hai scritto ma lascio comunque un mio commento...

Ho imparato che le battaglie "contro" sono sempre perse in partenza e nel caso del razzismo in particolare
Essere contro il razzismo è già esprimere un'aggressività che non promette niente di buono
Meglio mobilitarci a favore di "qualcosa"...

tanto per dire qualcosa!
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#6   18 Dicembre 2007 - 21:07
 
affascinata da come li descrivi, li leggerò senz'altro, grazie della segnalazione
dany
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#7   18 Dicembre 2007 - 21:10
 
spesso non commento ma ti leggo sempre e mi insegni tante, tantissime cose. Grazie
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#8   18 Dicembre 2007 - 22:56
 
è vero quello che hai scritto: nessuno fa più atenzione alle morti dei disperati che tentano di scappare dalla loro terra verso un futuro migliore...
La vita sta facendosi difficile per tutti, figuriamoci per loro!
Un abbraccio :)))
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#9   19 Dicembre 2007 - 07:03
 
dio mio quanta tristezza ... parole, pensieri e sentimenti che mi appartengono
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#10   19 Dicembre 2007 - 08:58
 
Sempre cosi prezioso questo blog...prezioso per il cuore.
Ciao.
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#11   19 Dicembre 2007 - 08:59
 
volevo ringraziarti per essere subito passata a visitarmi e per il tuo bel commento. sei davvero gentile
tania_01^^
utente anonimo

#12   19 Dicembre 2007 - 12:02
 
"La Pariani conta storie di altri tempi o altri spazi" che hanno riguardato noi.
Ma adesso quei tempi e quegli spazi sono la condizione cui noi, dimentichi del nostro passato, costringiamo altri esseri umani
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#13   19 Dicembre 2007 - 12:15
 
In questo caso, Giulia, non e' solo la lotta al razzismo in questione ma questo liberismo sfrenato che non da' speranza ai paesi piu' poveri.

Ma quanti libri leggi?
Beata te!
Un abbraccio,
Artemisia
utente anonimo

#14   19 Dicembre 2007 - 12:21
 
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#15   19 Dicembre 2007 - 13:56
 
Giulia,

come sempre proponi riflessioni che io condivido e sostengo, anche quando ho la sensazione che l'indifferenza sia la regina dei nostri tempi.

Un abbraccio.

Zia Elena
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#16   19 Dicembre 2007 - 14:20
 
Dignità - la parole d'ordine di questo post. Un messaggio condivisibile e giusto, perché spesso ci si dimentica che (per citare la
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#17   19 Dicembre 2007 - 14:20
 
Dignità - la parole d'ordine di questo post. Un messaggio condivisibile e giusto, perché spesso ci si dimentica che (per citare la Dichiarazione dei diritti dell'uomo) "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza"!!!
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#18   19 Dicembre 2007 - 14:52
 
E continuerà...

Che altro dire? Per l'ennesima volta... grazie!
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#19   19 Dicembre 2007 - 15:57
 
E pensare che invece sempre più italiani stanno prendendo come riferimento xenofobi razzisti come Tosi e i suoi bei colleghi sindaci del veneto, forse dimenticando che è stato proprio il veneto, è stato oggetto di un forte fenomeno d'immigrazione, ma agli Italiani piace avere la memoria corta....

comunque a proposito di quest'argomento, ti consiglio di andare a leggere il libro di fabrizio gatti, bilal, e da non perdere.
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#20   19 Dicembre 2007 - 16:14
 
Temo di non poter aggiungere altro alle tue sagge parole.
Un abbraccio Giulia e Buone feste :-)
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#21   19 Dicembre 2007 - 18:58
 
Quanta ignoranza ed egoismo, ancora e ancora e ancora. I leghisti che blaterano e incitano alla peggiore caccia alle streghe, i politici che si strappano di mano leggi che non verranno mai fatte. La gente muore, la gente prova dolore, soffre il freddo e la rinuncia che macina il sacrificio. Il vicino di casa mina la proprietà, convinto che potrà potarsela in un altrove dove. E dio non c'è, e se c'è si è rimbambito o drogato.Scusami. Ma vado fuori di me quando affronto queste verità.
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#22   20 Dicembre 2007 - 08:00
 
Buon Natale e felici giorni di festa con le persone che ami
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#23   20 Dicembre 2007 - 08:17
 
Ciao Giulia,
io sono Ellenica, nata e cresciuta in Grecia e venuta qua solo per studiare. Non pensavo di trovare un paese pieno di pregiudizi perchè nel mio immaginario la Grecia e l'Italia erano paesi molti vicini per tante cose. E invece e così. Ma non basta. Dalla mia condizione particolare mi sono sentita "la greca" in italia (come se fossi troppo occupata ad essere tale per sviluppare una mia identità personale) ma ho anche visto i pregiudizi dai miei concittadini greci nei confronti degli immigrati, durante le vacanze, al ritorno in Grecia e questo mi ha spinto a riflettere molto.

E' un po' come nei psicodrammi quando sei invitato ad interpretare un ruolo che non ti appartiene e vedi l'altro lato della medaglia.
Si pensa troppo alla "sicurezza" e con con questa bella parola si nascondono pregiudizi e comportamenti di cui uno non dovrebbe andare fiero e forse non ne è nemmeno consapevole.

Non siamo abituati all'altro, ne abbiamo paura, ne siamo terrorizzati, lo trasformiamo in capro espiatorio.

P.S.
Un saluto e un abbraccio ci si rilegge l'anno prossimo, sono in partenza per le vacanze.
Maria
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#24   20 Dicembre 2007 - 10:32
 
Pienamente d'accordo sull'estirpare il razzismo e incentivare la convivenza tra le diverse etnie senza pregiudizi...
Personalmente ho vari amici extracomunitari e da loro ho avuto sempre aspetti positivi che mi hanno arricchito...
utente anonimo

#25   20 Dicembre 2007 - 11:11
 
Persino le leggi create dai nostri governi sono xenofobe, il paese va sempre più incontro ad una ondata di incomprensione nei confronti delle diversità (chiamasi razzismo? Non so, però c'è da rifletterci) e nulla fa presagire in un cambio di tendenza, non resta, a chi riesce a leggere nella diversità un valore aggiunto all'esperienza di vita, che cercare di spiegare con calma e pazienza a chi non comprende, portando anche esperienze personali, ma è un lavoro che deve vedere uniti tutti quelli che riescono a cogliere questa luce. Un saluto!
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#26   20 Dicembre 2007 - 11:26
 
Ho letto il libro della Pariani,duro ma molto interessante
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#27   20 Dicembre 2007 - 15:14
 

Giuse
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#28   20 Dicembre 2007 - 16:39
 
Ciao Giulia,
mi sembrano due letture interessanti, me le appunto.
Quando hai un attimo di tempo passa da me che c'e' un mio piccolo pensiero anche per te.
Ciao
Dona
utente anonimo

#29   20 Dicembre 2007 - 17:30
 
Ciao Giulia, si, è lungo il post, ma trasuda della tua incorruttibile, inossidabile, incorregibile passione.
;-)duccio
utente anonimo

#30   20 Dicembre 2007 - 17:32
 
Ci riprovo, non riesco a lasciare commenti. Ciao Giulia, si, il post è lungo, ma sei la solita incorruttibile, incorregibile ed inossidabile pasionaria! ;-)duccio
utente anonimo

#31   20 Dicembre 2007 - 18:49
 
A TE e alla Tua famiglia

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#32   20 Dicembre 2007 - 19:09
 
Mi ispira molto soprattutto il secondo libro di cui hai messo la copertina. Spero di trovarlo in libreria. Auguriiii! :)
utente anonimo

#33   20 Dicembre 2007 - 20:14
 
Una delle fasi che deve attraversare questa lotta è quella di fare in modo che sempre più peersone abbiano il minimo indispensabile per vivere. E' inaccettabile che una minoranza esigua controlli la maggior parte delle risorse economiche Mondiali, contribuendo ad accrescere la "forbice" di divario tra chi ha e chi non ha. Anche in questa maniera si possono affrontare le migrazioni, dettate, per la maggior parte, da motivi di sopravvivenza economica. Il nostro Paese, impreparato (e sono anni che lo dico) a fronteggiare questa emergenza morale ed umana, sta facendo l'esatto contrario, non mettendo in grado quasi nessuno di avere anche il "più" che permette di pensare agli altri. Un circolo oltrechè vizioso assai pericoloso.

Io ho già scritto l'ultimo Post dell'anno: in effetti non so quanto tempo avrò, nei prossimi giorni, per passare a salutare tutti gli Amici. Perciò mi perdonerai se ti faccio oggi i miei più affettuosi e sinceri Auguri per un Natale ricco sopratutto di serenità e salute. Con la speranza doi poter continuare ad approfondire la nostra conoscenza e stima, così da poter condividere anche in futuro i nostri pensieri e le nostre sensazioni.
Grazie di tutto.
Un abbraccio.
Daniele
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#34   20 Dicembre 2007 - 20:23
 
Cara Giulia, mi avvantaggio e ti lascio gli auguri...

x mas comments 2

Un abbraccio
Mauro
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#35   20 Dicembre 2007 - 20:42
 
un augurio di buon natale e di un sereno anno nuovo con la speranza che l'indifferenza non peggiori e la sensibilità e l'intelligenza prevalgano anche nel deserto !!!
un abbraccio erica
utente anonimo

#36   20 Dicembre 2007 - 21:15
 
Buon natale a te cara Giulia:) e buona notte
utente anonimo

#37   20 Dicembre 2007 - 21:21
 
E' sempre forte il disappunto per questa società con troppi divari sociali e discriminazioni, causati dalla diffusa mancanza di solidarietà. E' importante che ognuno di noi si impegni per portare avanti ogni giorno la lotta per l'eguaglianza e i diritti civili. A presto Fabio.
utente anonimo

#38   21 Dicembre 2007 - 02:57
 
Grazie per le segnalazioni di lettura. Il fenomeno è davvero complesso. Avremo semplicemente la sparizione della nosta cultura. il tempo di vedere con quanta velocità ci si riproduce. E noi non facciamo figli. Abbiamo un assetto consegnato al passato per l'età che incalza, e nuovi disperati che ci sostituiranno.
Grazie. Sei sempre molto interessante.
TI AUGURO mille cose BELLISSIME. BUONE FESTE.
d.
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#39   21 Dicembre 2007 - 09:19
 
L'estate scorsa ero in Tunisia e mi sono resa conto che persone capaci,istruite e gentili d'animo, sono prigioniere.All'infuori dell'Africa e dei Paesi arabi non possono andare da nessuna parte.Gente di serie B,indegna di esportare la propria umanità.
Sei forte!

Cristiana

utente anonimo

#40   21 Dicembre 2007 - 12:32
 
A volte anche i libri e le voci come la tua possono fare tanto. Buon Natale Giulia. Ire
utente anonimo

#41   21 Dicembre 2007 - 14:24
 



Mia carissima Giulia,
sempre ammirevoli i tuoi Post, che fanno riflettere e commentare......
Niente di più appropriato che leggere questi libri in un periodo come questo, quando dovremmo TUTTI ricordare più che mai che AMORE, CONDIVISIONE, TOLLERANZA e FRATELLANZA sono i pilastri di una Società sana ed equilibrata !
Ti auguro un piacevole e pacifico periodo di ricorrenze natalizie e ti lascio un affettuoso abbraccio, sempre all'insegna dell' Energia più Positiva........Francesca
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#42   21 Dicembre 2007 - 18:30
 
ne dovranno passare di anni...perchè si possa raggiungere una uniformità di giudizio verso il prossimo. Con un pizzico di mio innato pessimismo...prima dovremo incominciare a tollerarci veramente tra di noi, gruppo racchiuso, famigliare, d'ufficio, di sport, poi ci allargheremo, in secoli a venire, in cerchi più grandi all'esterno. Per ora continueremo a mo' dei romani, a dare del barbaro a chi sta oltre i nostri confini mentali.
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#43   21 Dicembre 2007 - 19:15
 
Ottima selezione Giulia.
Aggiungo i miei Auguri di Buone Feste. Che estendo agli amici lettori.
Un caro saluto,
Carlo
utente anonimo

#44   21 Dicembre 2007 - 19:18
 
Ne approfitto per augurarti un sereno Natale, un Natale pieno di salute, pace e tranquillità.

Felicità.

Rino.
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#45   21 Dicembre 2007 - 22:07
 
scrivere vuol dire “prendersi carico di altre vite, lontane o vicine non importa, e portarle alla luce”, restituendo soprattutto dignità, valore a quelle segnate, oltraggiate dall’arroganza dei più forti

c'è bisogno di ritrovare dignità, di fare della vita un viaggio a misura d'uomo. La lotta al razzismo, all'intolleranza, alla prevaricazione, alle discriminazioni deve continuare e tutti dobbiamo impegnarci. Buonanotte, Giulia.
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#46   24 Dicembre 2007 - 10:13
 
Molto bella questa recensione, se ti fa piacere vorrei postarla su LucaniArt e su Via delle belle donne per te. Un caro abbraccio Mapi
utente anonimo

#47   31 Dicembre 2007 - 14:45
 
Perchè non riesco a lasciare commenti? Ci riprovo.
Buon anno, Giulia carissima, con tutto il mio affetto
Un abbraccio.
Anna
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