Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
venerdì, 14 dicembre 2007

Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.

testi-Quadruplo“Tutta la letteratura consiste in uno sforzo per rendere la vita reale. I bambini sono molto letterari perché dicono in che modo sentono e non in che modo deve sentire colui che sente secondo un’altra persona. Un bambino che ho sentito una volta, volendo dire che era sul punto di piangere, non ha detto “Ho voglia di piangere”, come direbbe un adulto, ma <<Ho voglia di lacrime>>. E questa frase riferisce risolutamente la presenza calda delle lacrime che cadono dalle palpebre coscienti dell’amarezza liquida. Dire! Saper dire! Saper esistere attraverso la voce diretta e l’immagine intellettuale! Tutto questo è quanto vale la vita: il resto sono uomini e donne, amori immaginari e vanità fittizie, sotterfugi della digestione e dell’oblio, persone che si dimenano come animaletti quando si alza una pietra, sotto il grande pietrone astratto del cielo azzurro senza senso”.

Da Il libro dll'inquietudine

“Uno sperimentatore violento e straripante, suscitatore di avanguardie, come Álvaro De Campos, un desolato nichilista come Bernardo Soares, un poeta metafisico ed ermetico come Fernando Pessoa, un neoclassico come Ricardo Reis e, dietro a tutti, un maestro precocemente scomparso: Alberto Caeiro. Ebbene: tutti questi autori, tutte queste opere, tutti questi destini furono "una sola moltitudine", perché nascevano tutti dall'invenzione dissociata e proliferante di una sola persona, l'anagrafico Fernando Pessoa, oscuro impiegato di una ditta di Lisbona , dove aveva l'incarico di scrivere lettere commerciali in inglese. E quelli che abbiamo citato sono solo i più importanti fra gli scrittori "inventati" da Pessoa: finora i suoi manoscritti hanno rivelato tracce e frammenti di ventiquattro autori”. "Un baule pieno di gente" Pessoa, dice il suo traduttore A. Tabucchi - ci ha lasciato «i suoi molteplici spiriti ben impachettati in fascicoli manoscritti tenuti con lo spago e contrassegnati da firme diverse».

Non un uomo, tanti uomini, che vivono dentro di lui fin dall’infanzia, suoi compagni di vita, come racconta in una lettera indirizzata all’amico Adolfo Casais Monteiro nel 1935

“Ebbi sempre, da bambino, la necessità di aumentare il mondo con personalità fittizie, sogni miei rigorosamente costruiti, visionati con chiarezza fotografica, capiti fin dentro le loro anime. Non avevo più di cinque anni, e , bimbo isolato e non desideroso se non di stare così, già mi accompagnavano alcune figure del mio sogno, un capitano Thibeaut, Chevalier de Pas e altri che ho dimenticato […]. Figure chiare e visibili nel mio sogno costante, realtà esattamente umane per me, qualunque fantoccio, poiché irreale, le aveva sciupate. Erano gente”.

“Sono oggi il punto di riunione di una piccola umanità solo mia”.

“Mi sono moltiplicato per sentire,
per sentirmi, ho dovuto sentire tutto,
sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi,
e in ogni angolo della mia anima c'è un altare a un dio differente.
( da "Passaggio delle ore"- Poesie di Álvaro de Campos )

  “La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò vediamo, ma ciò che siamo.”

Uno stato di inquietudine, quello di Pessoa, che non è momentaneo, ma la sua modalità di essere e di sentire: non c'è alcuna certezza, nessun barlume che indichi cosa è reale, cosa non è reale, questa è l'unica consapevolezza, non si può sapere se è realtà né il mondo né noi stessi:

Perso
nel labirinto di me stesso, già
non so quale strada mi conduce
da esso alla realtà umana e chiara
( da "Primo Faust" )

postato da giuba47 alle ore 12:49 | link | commenti (32)
categorie: libri, pessoa, inquietudine

Commenti
#1   14 Dicembre 2007 - 14:26
 
Ferdinando Pessoa...Ogni suo parola scritta vive dentro di me.
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#2   14 Dicembre 2007 - 14:42
 
sono tutte lettere di pensieri che mi fanno riflettere, perchè in un certo senso è come se lui descrivesse un mondo che già a quei tempi era pieno di dubbi e incertezze.
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#3   14 Dicembre 2007 - 17:03
 
Il nichilismo, parola che sfugge ma che ritorna senza bussare.
Michele
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#4   14 Dicembre 2007 - 17:34
 
stavo per uscire senza ricambiare il buon fine settimana che mi hai lasciato, che scortese che sono, beh Buon fine settimana a te e a tutti quelli che capitano da queste parti.
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#5   14 Dicembre 2007 - 17:48
 
Ciao Giulia, un saluto dal bunker-u.
Sai che mi piace da matti Torino? è da un po' che non ci vengo....

alla prossima.
Marco
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#6   14 Dicembre 2007 - 18:09
 
Krishnamurti interrogava...ma la risposta non esisteva.
Avete presente "esistere" e "pensare di esistere"?
Già...
cri
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#7   14 Dicembre 2007 - 18:12
 
sono un'espressione individuale della vita, nella quale ci sono più cose di quante io possa comprenderne. ciao! :)
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#8   14 Dicembre 2007 - 18:40
 
io adoro Pessoa...
utente anonimo

#9   14 Dicembre 2007 - 19:04
 
bello :-)


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#10   14 Dicembre 2007 - 19:10
 




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#11   14 Dicembre 2007 - 20:03
 
Grande Pessoa !!!!
Christmas
Christmas - Glitter Graphics
Glitter Graphics for Orkut, Myspace, Friendster

Buon fine settimana :) Giulia !
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#12   14 Dicembre 2007 - 20:30
 
Io l'ho sempre detto:
perché essere una cosa sola?
un abbraccio, Giulia.
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#13   14 Dicembre 2007 - 20:30
 
Se ti metti davanti a un muro ciò che vedi, è vero, non è ciò che vedi... ma se chiudi gli occhi e corri contro il muro e vai a sbattere con la testa quel che senti è proprio quel che senti!
C'è un "nocciolo" di realtà ontologica decisamente esistente!

Buon fine settimana!
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#14   15 Dicembre 2007 - 08:32
 
Molto interessante leggerti.


Molto.




Buon week end*
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#15   15 Dicembre 2007 - 08:36
 
Ho impresso nella memoria e nei diari, l'espressione di mia figlia che per offrirmi da bere diceva " Vuoi un po' di sete? " ...niente di più bello e ricco di senso, non credi ?
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#16   15 Dicembre 2007 - 09:11
 
adoro il viaggio della mente...
un po' meno la necessità di farlo diventare assioma di vita...
mi piace quando il vivere viene preso per farne pensiero...
quando il pensiero viene istigato a fare il contrario ho paura che fa casini...
spesso mi piacerebbe credere altre no...
mi sfizia sapere che siamo anche se non vediamo nulla... :-)
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#17   15 Dicembre 2007 - 10:43
 
In pratica ha dato vita a tanti lati della sua personalità
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#18   15 Dicembre 2007 - 13:58
 
Stupenda riflessione, anch'io mi sono trovata a riflettere sullo scrivere in questi giorni, ma non con la tua profondità
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#19   15 Dicembre 2007 - 16:41
 
in primavera, a fine ambulatorio, mi raggiungeva, per alcune essenziali nozioni di portoghese, una studentessa di Lisboa, di passaggo a Napoli. Come libro di lettura le avevo proposto delle poesie di Pessoa che ho sulla scrivania in duplice lingua. Mi sono incantato a scorgere la modulazione delle sue labbra e i suoni dolcissimi,a noi sconosciuti, che ne uscivano. Di quelle tre lezioni ( ripartì subito) mi è rimasto quel suono e la certezza del'impossibilità della traduzione in poesia.
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#20   15 Dicembre 2007 - 16:56
 
Con gli occhi bassi devo confessare di non avere mai letto Pessoa, però ho letto tutto Tabucchi, approfitterò delle vacanze di Natale per porre rimedio...
un forte abbraccio
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#21   15 Dicembre 2007 - 17:29
 
Io mi tolgo il cappello!
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#22   15 Dicembre 2007 - 19:46
 
....mi fai venire voglia di leggere!!
:-DDD
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#23   16 Dicembre 2007 - 08:55
 
Delizioso leggere il percorso d'autore che proponi, Giulia.

Delizioso venire a trovarti sul tuo blog :-)

Bacioni!

A.
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#24   16 Dicembre 2007 - 09:23
 
mmm...interessante;-))

buona domenica, ciao
angela
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#25   16 Dicembre 2007 - 09:28
 
Pessoa è una meravigliosa lettura...è stato un grande, indubbiamente. Ma tu Giulia sai presentarlo magistralmente!
:))
Irene
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#26   16 Dicembre 2007 - 10:19
 
Pessoa,un grande!

buona domenica,Giuse
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#27   16 Dicembre 2007 - 11:12
 
Poema di Natale

Per questo fummo creati:
Per ricordare ed essere ricordati
Per piangere e fare piangere
Per seppellire i nostri morti -
Per questo abbiamo braccia lunghe per gli addii
Mani per cogliere quel che ci è stato dato
Dita per scavare la terra.
Così sarà la nostra vita:
Una sera sempre ad aspettare
Una stella che si spenga nelle tenebre
Un cammino fra due tumuli
Per questo dobbiamo vegliare
Parlare a bassa voce, camminare piano, osservare
La notte che dorme in silenzio.
Non c'è molto da dire:
Una canzone su una culla
Un verso, a volte, d'amore
Una preghiera per chi se ne va -
Ma quell'ora non dimentica
E ad essa i nostri cuori
Si abbandonano, gravi e semplici
Perché per questo fummo creati:
Per la speranza in un miracolo
Per la partecipazione della poesia
Per guardare in faccia la morte -
Di colpo non più aspetteremo...
Oggi la notte è giovane; dalla morte, appena
Siamo nati, immensamente.

Vinícius de Moraes
(traduzione: Federico Guerrini)

BUONE FESTE!!!


Da amica brasiliana,

Fatima
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#28   16 Dicembre 2007 - 12:53
 
Sì, Pessoa.
Con fatica ho letto il "Faust", ma che soddisfazione, alla fine.
Buona Domenica, cara.
Daniele
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#29   17 Dicembre 2007 - 08:35
 
mi ricordo perfettamente quando mio papa mi montò la prima (ed unica) mensola in camera. avevo 6 anni e stavo imparando a leggere...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mammaepoi

#30   18 Dicembre 2007 - 06:15
 
Felice d'averti trovato.
*O
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#31   18 Dicembre 2007 - 12:15
 
pessoa = persona
a me questa cosa fa davvero sorridere.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DorianRiver

#32   20 Dicembre 2007 - 18:14
 
"Il libro dell'inquietudine" resta uno dei libri più belli mai letti. Faticoso da leggere e da "sentire". Il frutto di una persona troppo sensibile, trasparente, tragicamente viva.

Anche nel mio post, qualche mese fa, ho commentato brevemente un passo di quel libro, precisamente qui: http://breviariodelcaos.blogspot.com/2007/03/desassosego.html
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