Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
lunedì, 12 novembre 2007

La diversità è un valore

BimboMamma1

Sono diventata mamma quando ho adottato Nicola. Aveva quattro anni quando è diventato mio figlio. A  quattro anni non parlava, non camminava e dondolava tutto il giorno, sembrava non voler comunicare con nessuno. “Un bambino da buttare dalla finestra” questa la diagnosi di un’illustre psichiatra. Altri medici avevano tentato ogni tipo di diagnosi: prepsicosi, autismo infantile, cerebroleso... Era un bambino perso, su cui la medicina aveva già dichiarato il suo verdetto definitivo. Così come facciamo noi di fronte a tante persone che non sono come noi. Perché noi riconosciamo solo noi stessi o solo quello che di noi stessi vogliamo vedere.

Il giorno in cui ho incontrato Nicola, io ho solo visto una vita che si stava spegnendo, che si stava ripiegando su se stessa e chiudendo sempre più al mondo esterno. Nei suoi occhi una tristezza che non appartiene allo sguardo di un bambino di quattro anni. Quasi una domanda: perché mi sta succedendo questo? Perché sono vissuto in un istituto? E dentro di me l’esigenza di dargli una risposta… No, il male che si fa a qualsiasi bambino dovrebbe essere dichiarato “crimine contro l’umanità”… I bambini non hanno colpe, hanno dietro solo una comunità colpevole.

Ed io ho avuto la fortuna di vedere quel bambino per cui si era pronunciata una condanna irreversibile riemergere giorno dopo giorno dalla morte, quella psicologica.

Non dovete ora dirmi che sono stata tanto brava. Siamo tutti più pronti ad ammirare che a condividere. L'ammirazione può diventare una barriera, un vetro da cui ti guardano. Chiunque è mamma di un bambino con difficoltà non chiede pietà né tanto meno elogi, ma condivisione. Vuole che il proprio bambino possa giocare con gli altri, entrare a scuola con compagni che non lo rifiutino, vuole camminare senza che si girino a guardarlo, vogliono che si vada oltre l’handicap e si guardi chi è non che cosa è, vogliono che qualcuno scopra le sue potenzialità e non solo quello di cui manca..

Vogliono che di loro si parli così: “Hai visto Piero…” e non “Hai visto l’handicappato…”

L'unica cosa che mi ha chiesto Nicola, e me l'ha chiesta fino in fondo, è stato di lasciarmi coinvolgere, di immergermi totalmente nei suoi problemi. Ha chiesto che lo amassi incondizionatamente. Ma non per questo ho perso me stessa. Anzi, direi che mi sono trovata.

È stato il suo aggrapparsi alla vita, la sua richiesta continua, il suo precipitare indietro e testardamente riprovare, è stata questa straordinaria voglia di vivere, di imporre sempre e comunque la sua presenza, che ha riempito di senso la vita, che me l'ha fatta apprezzare come un valore prezioso da non perdere e da non sprecare.

Non era il suo solo istinto di sopravvivenza. Era ed è qualcosa di più, di diverso. Qualcosa che lo fa gioire ancora oggi delle più piccole cose, gli fa apprezzare un gesto che ai più sfugge, gli fa pronunciare improvvisamente: «Sono contento». E se gli chiedo perché, risponde: «Non lo so, ma sono contento». E gli occhi gli brillano. È qualcosa che gli fa amare la gente anche quando non lo ama, che lo fa sentire, soffrire ed esplodere di rabbia all'improvviso, ma che poi allo stesso modo lo fa ricominciare. E' qualcosa che gli  fa amare sempre e comunquela vita.

È lui che mi ha aiutato ad apprezzare un sorriso, a sentire un gesto, uno sguardo come un fatto importante, a raccogliere la solidarietà e l'affetto, a godere di tutto ciò che posso godere, ma anche a non rifiutare la sofferenza, a usarla per maturare senza rassegnarmi. E lui che mi ha fatto capire che cos'è il dolore, quel dolore che qualcuno senza volto e senza nome ti infligge senza perchè.

E’ lui che mi dà la voglia, la spinta per fare qualsiasi cosa possa fare per combattere l’odio, l’indifferenza, per affermare che l’amore può vincere.

La società aveva deciso per lui che doveva vivere in istituto. E tra istituto ed ospedali aveva vissuto quattro anni. Noi gli abbiamo solo dato una casa, una famiglia, un'opportunià. Abbiamo assistito al suo  il risveglio, graduale, lento ma tenace, ed è stato come vederlo nascere di nuovo. E credetemi non c'è gioia più grande. Ora è un uomo che vive, lavora, ha tanti amici…

Cosa vorrei comunicarvi? Vorrei comunicarvi che c’è sempre qualcosa da fare anche per quelli che relegano tra quelli che non possono avere speranza e decidono per loro come è meglio vivere. Tutti i bambini dovrebbero avere una mamma che li veglia con un sorriso sulle labbra, come in questa fotografia che ho scattato tempo fa in un viaggio.

E noi adulti siamo responsabili dei nostri cuccioli, anche se non li abbiamo generati noi. 

postato da giuba47 alle ore 11:34 | link | commenti (72)
categorie: bambini, diritti, solidarietà, disagio, essere genitori

Commenti
#1   12 Novembre 2007 - 11:24
 
Una bella storia, di grande umanità, Giulia.
Noi non siamo rettili, non nasciamo in modo asettico da un uovo schiuso il quale siamo furia d'istinti che ci guidano al vivere; siamo mammiferi, necessitiamo di cure, cure, semplici e continue cure, carezze di madre prima e della persona amata poi.
Buona settimana
Carlo
utente anonimo

#2   12 Novembre 2007 - 11:24
 
Starei seduta qua ore a sentirti raccontare di Nicola.
Un saluto
C.
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#3   12 Novembre 2007 - 11:32
 
Vedi Giulia tu colpisci in pieno il bersaglio. Non ammirare ma condividere. E questo è il grande affanno...dirti brava, sei stata grande non basta e forse non serve. Ma spesso è così che ci troviamo, che ci sentiamo...spettatori di altrui umanità. E' una lunga storia ma capisco bene, molto bene, di cosa scrivi...e, credimi, tu hai comunque una sensibilità speciale. Nicola adesso è un uomo, non è stato catapultato fuori dalla finestra e riempie la tua vita di senso. Poteva, purtroppo, non incontrarti...
Soli, a volte siamo soli con il nostro dolore e i nostri drammi. A volte non sappiamo chiedere aiuto, a volte non sappiamo darlo.
Fa sempre bene leggerti, grazie.
Irene
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#4   12 Novembre 2007 - 11:57
 
Questo post mi ha fatto veramente pensare in un'altra luce..
è proprio brutto scoprire che vengono fatte queste diagnosi così superficiali ed errate.. nn c'è proprio rispetto e pazienza di entrare e amare coloro che ci stanno vicini.. che schifo..
siamo veramente nella società del "tutto e subito".. colpa tantissimo anche delle scuole di formazione, sono iscritta alla facoltà di psicologia e ogni anno mi fa sempre più schifo.. sembra di parlare di macchine invece dell'essere umano..
Son contenta per Nicola.. e anch'io se pur giovane dentro di me mi sento già mamma, proprio con quell'accoglienza e amore che dici tu.. per tutti i figli della mia vita, generati o non.. ma comunque desiderati.
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#5   12 Novembre 2007 - 12:05
 
Post emozionante che , per esperienza personale, capisco bene. Quando sono nata, dissero ai miei che sarei morta subito o che, nell'ipotesi migliore, sarei stata un vegetale. Amore e volontà mi han fatto avere una vita piena.VEGETALE?SI, ma carnivoro! ;-)***
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#6   12 Novembre 2007 - 12:06
 
Non posso dilungarmi, nè spiegarti perchè, ma condivido ogni tua riga, sia dal punto di vista concettuale, che da quello emotivo.

Un abbraccio.

Zia Elena
utente anonimo

#7   12 Novembre 2007 - 12:37
 
si naviga nel web e sino a pochi anni fa era impensabile, il tutto arrivava da un televisore in bianco e nero. Ora si naviga e si incontrano storie come questa e ti domandi se hai diritto di lamentarti per nulla e capisci di no. Grazie di avermi insegnato qualcosa oggi.
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#8   12 Novembre 2007 - 12:48
 
Durante la naja, tanti anni fa, ho optato per fare il servizio civile.
Sono stato assegnato all'ANFFAS. E' stata un'esperienza meravigliosa e difficile allo stesso tempo.
Il problema più grosso, dal mio punto di vista egoistico, era che potevi volere loro infinitamente bene, dare tutto te stesso, ma in ogni caso dopo poco ti dimenticavano quasi che quello che avevi fatto per loro non avesse avuto mai significato.
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#9   12 Novembre 2007 - 13:02
 
:))))
un post dolce ed adorabile
stefano
utente anonimo

#10   12 Novembre 2007 - 13:07
 
La tua testimonianza è davvero straordinaria, da speranza in un mondo che non è sempre luminoso. Un bacio!
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#11   12 Novembre 2007 - 13:07
 
Grazie Giulia!
Carlo
utente anonimo

#12   12 Novembre 2007 - 13:31
 
Non c'è altro d'aggiungere a queste bellissime riflessioni.
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#13   12 Novembre 2007 - 13:43
 
Siete meravigliosi, tutti e due.
Simona
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#14   12 Novembre 2007 - 13:45
 
Ero passato per ringraziarti del commento sul mio blog e dirti che purtroppo l'ultimo mio post risale a luglio ed il concerto di cui parlavo di è tenuto alcuni mesi fa.
Sono rimasto però colpito dalle tue parole che mi hanno emozionato.
Ti lascio un saluto e tornerò a trovarti spesso
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#15   12 Novembre 2007 - 13:46
 
nella vita alcuni vivono, altri stanno a guardare gli altri che vivono...è una scelta con in diversi valori in gioco....
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#16   12 Novembre 2007 - 13:49
 
so che non è questo che cerchi, ma non posso che confermarti il mio affetto e l'ammirazione per il tuo coraggio.
sapere che esistete infonde fiducia e, di questi tempi, non è affatto poco...
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#17   12 Novembre 2007 - 14:04
 
Grazie Giulia, questa altra luce mi ci voleva proprio.
utente anonimo

#18   12 Novembre 2007 - 14:06
 
.. non avevo firmato. Sono EL.
utente anonimo

#19   12 Novembre 2007 - 14:24
 
Non brava ma coraggiosa. E non perchè hai scalato montagne, ma perchè sei riuscita a fare quello che spesso non riusciamo a fare perchè ci sembra troppo difficile: condividere. Il vero coraggio in molte situazioni di difficoltà non è solo aiutare, ma entrarne a far parte con tutte e due le gambe!
sonia
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#20   12 Novembre 2007 - 15:04
 
un bellissimo messaggio, il tuo. non ha bisogno di commenti.
un abbraccio
tyn
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#21   12 Novembre 2007 - 15:04
 
non so davvero che pensare, se sia proprio la diversità a essere un valore. in fondo siamo tutti unici, quindi diversi.
ma sicuramente un valore è la carità.
e in quello che leggo qui ce n'è tantissima.
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#22   12 Novembre 2007 - 15:11
 
Sei una persona splendida!
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#23   12 Novembre 2007 - 15:15
 
E' sorprendente l'aiuto che ci possono dare creature per le quali dovremo essere noi, genitori o adulti, per loro punto di riferimento. buona serata
Dona
utente anonimo

#24   12 Novembre 2007 - 15:34
 
Queste parole, questo luogo sono così preziosi.
Sono ammirato, silenziosamente ammirato.
Ti linko. Subito.
Flavio.
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#25   12 Novembre 2007 - 15:40
 
Vengo dove vuoi, Giulia, dove blogghi io arrivo.
grazie marina
utente anonimo

#26   12 Novembre 2007 - 15:55
 
Ciao Giulia,
intensa e toccante la tua testimonianza. Mi rifiuto stavolta di usare laparola post.Mi sono commosso.
Sai benissimo che a scuola abbiamo a che fare con la diversità. Non hodubbi che essa arricchisca e che sia un fattore in più nella crescita degli adolescenti.
Una domanda fuori argomento. E' uscito poi quel mio post sulla scuola? Devo farlo io o te ne occupi tu?
Un caro saluto
Fino
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#27   12 Novembre 2007 - 15:56
 
Giulia cara..Quando ho iniziato a leggerti ho intuito la grande ricchezza interiore che hai...Avevo già letto i tuoi post su Nicola, qualche mese fa, e..ti ho sentita ancora più vicina..Difficilmente, ormai, mi "entusiasmo", a stimare tanto una persona..Non ti dico "brava", perchè tu, fai bene, non è questo che vuoi..Io...ti dico solo che, per chi, come me, ha la fortuna di leggerti, sei una grande risorsa...Davvero ci fai vedere le cose attraverso un'altra luce...
Un abbraccio,
Frida
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#28   12 Novembre 2007 - 16:29
 
***L'unica cosa che mi ha chiesto Nicola, e me l'ha chiesta fino in fondo, è stato di lasciarmi coinvolgere, di immergermi totalmente nei suoi problemi. Ha chiesto che lo amassi incondizionatamente.***

sìì Giulia, oggi il tuo post mi ha toccato un nervo scoperto, "i diversi", e non riesco ad essere molto lucida,,,, i nostri figli sono figli e basta, non c'è distinzione tra generati o non generati, diventano un pezzo di noi il nostro fulcro...

solo grazie e un bacio in fronte a Nicola prima di dormire
chicca
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#29   12 Novembre 2007 - 16:29
 
Questo post mi resterà nel cuore (per motivi che puoi immaginare) per sempre.
Una frase, voglio evidenziare:
“Un bambino da buttare dalla finestra” diagnosi di un’illustre psichiatra.
"un bambino perso" per altri medici.

Nessun bambino è mai perso. Nessuno.

Un po' commosso, saluto
Mister X di COmicomix
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#30   12 Novembre 2007 - 17:10
 
Complimenti davvero, e non solo per quello che scrivi.
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#31   12 Novembre 2007 - 17:17
 
Non si può aggiungere altro. Prendere il cuore e lasciarlo in balia dell'amore è l'unica proposta che possiamo fare al mondo.
Un abbraccio.
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#32   12 Novembre 2007 - 18:49
 
Ciao Giulia, avevo già letto nell'altro tuo blog la tua storia e ripeto il mio commento di allora : SEI UNA PERSONA STUPENDA, NICOLA è stato veramente fortunato a trovare una mamma come te . Anch'io ho adottato 2 gemelli di 5 anni, ora ne hanno 17, sono loro che mi stanno aiutando ad amare ancora...dopo la morte di mia figlia...
Dare amore e una famiglia a chi non l' ha più, anche se mia figlia è nel mio cuore e resterà sempre.
I figli sono di chi li cresce non di chi li genera.
Un abbraccio
Franca
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#33   12 Novembre 2007 - 18:57
 
Mi hai commossa. E non è facile.
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#34   12 Novembre 2007 - 19:00
 
io spero che tu sia il primo destinatario di queste parole...
roba tua...
che tu ti devi godere...
a noi lasci un buon sapore in bocca...
senza annà a cercà sofismi... tutto naturalmente vivo e vero...
senza paura...
quella con la quale la dipingono la diversità...
ma come si fa ad aver paura quando non si può far altro che arricchirsi?
mah?
ti abbraccio!
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#35   12 Novembre 2007 - 19:25
 
Cara Giulia,
ho letto questa tua vicenda alcune notti fà seguendo i racconti correlati.
La diversità procura tanto dolore ma è fonte di ricchezza interiore e di crescita.
E' molto impegantivo seguire un bambino privato della sua infanzia, combatto tutti i giorni anch'io per rendere sereno mio figlio ma è sempre più difficile, soprattutto ora che affronta l'adolescenza.
Che siate sempre così uniti.
Ciao Laura
utente anonimo

#36   12 Novembre 2007 - 20:32
 
Ti scrivo in PVT.
Un bacio, a tutti e due.
Daniele
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#37   12 Novembre 2007 - 20:47
 
Giulia, che grande e bella testimonianza hai dato, e che preziose indicazioni per come accogliere persone cone tuo figlio, superando ogni preconcetto legato alla diversità. un commosso saluto.
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#38   12 Novembre 2007 - 21:21
 
ciao Giulia,
ho letto con grandissimo interesse questo tuo scritto.. grazie infinite per aver condiviso questa vostra storia.. e grazie per la passione e la forza che sai trasmettere..
ciao
buona serata
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#39   12 Novembre 2007 - 21:44
 
grande giulia, su la testa ;-)
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#40   12 Novembre 2007 - 21:56
 
Poter adottare un bambino non è facile. Richiede buona salute ed un'età che ti consenta di vederlo crescere.
Poter prendere un aereo e sbrigare troppe formalità burocratiche, non è bello il diverso, è bello anche solo stare in buona salute...Complimenti e tutto il bene possibile per te e questo ragazzo.
A me me l'avrebbero dato col cacchio!
danis
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#41   12 Novembre 2007 - 22:24
 
Mi hai commosso, emozionato..fatto vegognare... e un pò invidiare ( non ho figli e mi mancano tantissimo e da single non penso mi permettano di adottare).
Un esempio di dedizione e di amore il tuo che non è facile ma non impossibile da far propri. Una persona splendida. Complimenti
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#42   12 Novembre 2007 - 23:47
 
Semplicemente commovente.
Ciao. Ste.
utente anonimo

#43   13 Novembre 2007 - 07:44
 
Ho citato nel mio Post
http://tusitala.blog.kataweb.it/2007/11/09/nessun-dio/
quello che penso

(Inutile dire che concordo con te)
P@ola
utente anonimo

#44   13 Novembre 2007 - 07:51
 
un abbraccione di passaggio. come sta il giovanotto?
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#45   13 Novembre 2007 - 09:33
 
Sai Giulia, talvolta si danno "per perse" situazioni difficili solo perchè manca la capacità di dare e ricevere amore. E' più facile abbandonare che accogliere, distruggere invece di ricostruire.

Un abbraccio
angela
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#46   13 Novembre 2007 - 10:46
 
giulia, sul tuo blog dopo tanto tempo! Puoi immaginare quanto mi sia emozinata nel leggere questo tuo post...con il pensiero a quella bimbetta che ha fatto parte della mia vita per poche settimane...volevo scriverti per mail, ci sono sviluppi nella vicenda. strano come ti senta vicina in questa storia.
utente anonimo

#47   13 Novembre 2007 - 11:25
 
Gulia, voglio solo abbracciarti, per ora non trovo le parole....ho paura di dire scemenze perche' l'emozione mi ha soprafatto, anche se lavoro nella sanita' e dovrei avere la scorza dura! Baci sentiti
Mary17 Letture e sentimenti
utente anonimo

#48   13 Novembre 2007 - 12:13
 
"E noi adulti siamo responsabili dei nostri cuccioli, anche se non li abbiamo generati noi."

...soprattutto se non li abbiamo generati noi.

Sono stato felice di trovare una ulteriore esperienza in comune con te. In comune nel contenuto, nei modi, nelle sensazioni.

Nessun bambino sceglie di vivere in istituto, ma molti adulti possono decidere di farlo uscire e dargli una famiglia.
E' un percorso complicato, in certi casi quasi eroico, pur essendo tutti noi persone normali e desiderose di appagare anche e soprattutto un proprio bisogno d'amore oltre che quello del figlio/a.

Sento raramente i padri parlare di questa esperienza. Quasi che fosse una esperienza vissuta soprattutto al femminile. Eppure non esiste esperienza che possa definirsi più di coppia. Un figlio naturale può arrivare in molti modi. Un figlio adottivo è il frutto solo di una decisione condivisa, un amore di coppia ed un amore verso i bambini tutti, i propri e quelli degli altri. I figli non si scelgono mai, nè quando sono di pancia, nè quando sono di cuore.
Arrivano e sono un dono del cielo, un frutto dell'amore.
Un amore che fino a quel punto deve dare ai genitori la speranza e la forza per andare avanti tra mille difficoltà, ma subito dopo deve diventare amore verso quella creatura spaesata, spaventata, inerme, sofferente e diversa come sono tutti i bambini che hanno vissuto in istituto, in Italia o all'estero. Mio figlio viene da lontano, ma è come se fosse sempre stato con noi. Questo pensa lui, pur conoscendo la sua storia. Questo pensiamo noi.
Nessun genitore è un eroe, ma un pò di coraggio servirebbe anche in tutti coloro che affrontano queste situazioni nella loro veste professionale ed a supporto della famiglia.
Faccio fatica a frenare le parole, Giulia, come sempre, ma questa volta ancora di più. Con affetto.
utente anonimo

#49   13 Novembre 2007 - 12:34
 
è un grande post, questo.
un post che dovrebbe diventare un post-er.
ciao
remo bassini
utente anonimo

#50   13 Novembre 2007 - 13:44
 
Cara amica, ho letto il tuo post tutto d'un fiato e sono rimasta scossa e coinvolta emotivamente. Dici che non vuoi ammirazione (anche se la meriti pienamente), ma, credimi, questo tuo post è un grande insegnamento per tutti, e, se me lo consenti, vorrei dargli rilievo nel mio blog, ovviamente con il link al tuo blog. Un abbraccio
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#51   13 Novembre 2007 - 14:13
 
Stupendo. E lui di un modo o di altro "scriverà" delle belle parole di te...
Baci.Fatima

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#52   13 Novembre 2007 - 15:49
 
GRAZIE!!!!
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#53   13 Novembre 2007 - 17:16
 
Avete fatto una cosa importante. è un vero peccato che tanta gente è disponibile come voi e ci sono tante situazioni di bambini istituzionalizzati ma non si riesce a mettere in comunicazione questi due mondi. ciao Giulia
utente anonimo

#54   13 Novembre 2007 - 17:17
 
è così che ti ho conosciuto, con questo tuo biglietto da visita: l'amore incondizionato per Nicola...
una volta un prete mi disse che ero stata capace di "amare come una madre". tante volte madri che hanno generato non sono capaci di quell'accudimento ed empatia che è fatta di occhi che si sanno allargare quanto braccia e corpo messi insieme e ancora dipiù, quanto a raggiungere l'infinitezza dell'orizzonte... Non per questo una "madre" che non ha generato non è tale, è il suo modo di amare che le darà una luce diversa a tutto ciò che fa, che la investirà di un amore evidente, immenso, incontaminato...
Grazie della tua testimoninza speciale. Grazie affinchè con il tuo esempio ogni uomo possa imparare ad amare un altro essere umano, che donando la vita per lui, è ritrovare il senso alla propria.
ti abbraccio, la tua sempre fedele amica
Mayra
utente anonimo

#55   13 Novembre 2007 - 18:07
 
Io credo che chi è capace di amare ama: un albero, un figlio, un animale, una giornata, una goccia, un anziano incontrato per caso. Chi sa amare ama, non soltanto ciò che gli appartiene, ciò che ha generato, ama la vita in ogni sua manifestazione. Credo che la differenza sia tutta qui.
utente anonimo

#56   13 Novembre 2007 - 21:15
 
Giulia..sei grande!
Con i tuoi post riesci sempre a farmi emozionare e soprattutto riflettere!!
Credo che solo l'amore possa fare i miracoli..possa far risvegliare un fiore appassito..solo l'amore di una mamma e di un papà possono farlo...anche se non hanno generato loro quel figlio!!!
Un' abbraccio
dani abbraccio
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#57   13 Novembre 2007 - 22:01
 
i commenti sono tanti. non li ho letti tutti e forse rischierò di essere ripetitiva.
Ricordi quella pubblicità Progresso (credo!) di qualche anno fa?
Sotto la fotografia di una bimba affetta da Sindrome di Down c'era questa scritta: la gente mi chiama mongoloide, i medici mi chiamano Down...i miei amici mi chiamano Martina.
La differenza è solo questa.
Un abbraccio.
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#58   14 Novembre 2007 - 10:36
 
Meraviglioso, non ho altre parole. Mi avvolgo di dolcezza e speranza.
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#59   14 Novembre 2007 - 14:00
 
Arrivo in ritardo perchè ho avuto problemi per i commenti.
Madre non si diventa quando si mette al mondo un figlio, con la semplice esecuzione di un atto fisico.
Madre si diventa quando si è pronti ad accogliere un figlio. E tu lo hai fatto egregiamente, mi pare.
E quel figlio che tu hai accolto, è un figlio fortunato perchè ha trovato chi ha saputo dargli amore
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#60   14 Novembre 2007 - 15:25
 
Commovente ed esemplare il racconto della meta che ti sei data per rifar nascere tuo figlio.Quando ero bambina e anche adolescente ho patito anch'io "l'additamento",per un problema ad una gamba e ne ho sofferto molto..Non desideri lodi,ma lasciami dire che in molte famiglie reagiscono anche con insofferenza e molto egoismo a situazioni in cui l'Amore sarebbe la medicina migliore.
Quando e se lo ritieni opportuno, raccontaci ancora di Nicola.
Un abbraccio

Cristiana

A volte mi chiedo chi te lo faccia fare di visitare il mio blog,molto spesso superficiale e rancoroso.
utente anonimo

#61   14 Novembre 2007 - 15:43
 
Una gamma vasta di sensazioni bellissime, in queste tue parole.
Hai ragione quando dici che non di distante ammirazione, ma di condivisione ci sarebbe bisogno...non sono single ma credo che la legge non mi consentirebbe di fare un passo simile, un'adozione. Per cui il tuo racconto mi lascia sospesa nel campo infinito delle possibilità mancate, dei desideri frustrati...e mi dico, chissà...forse un giorno anche io...
Baci
A77
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#62   14 Novembre 2007 - 15:56
 
Grazie per la tua spontanea e sincera testimonianza di mamma... è uno splendido esempio di amore verso i figli che custodirò gelosamente nei miei ricordi.
Io non ho ancora figli, però se mai riuscirò ad averli, spero che riuscirò ad instaurare un rapporto profondo e positivo come sei riuscito te con Nicola...
utente anonimo

#63   15 Novembre 2007 - 13:38
 
Ed io che non ho mai trovato il coraggio di farlo...........
Ho pensato tante volta di adottare un bimbo, ma.......qualcosa mi ha sempre fermata.
Giulia, la tua testimonianza è bellissima......
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