Pensare in un'altra luce

"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo". E. Bencivenga
giovedì, 08 novembre 2007

Intellettuali e mondo reale

GrossmanAmo la letteratura, la filosofia, la poesia e l’arte, mi soffermo spesso sulla storia e dalle letture traggo insegnamenti preziosi. Parole e idee entrano dentro di me e si mescolano e rimescolano fino a diventare mie.
Borges diceva: “Spesso mi accorgo di non fare altro che citare qualcosa che ho letto tempo addietro”. Bisognerebbe avere questa umiltà ed onestà sempre. Siamo tutti debitori di pensieri fatti da altri e di esperienze che non abbiamo mai vissuto. 

Eppure spesso, quando ascolto certi studiosi di professione provo uno strano senso di irritazione. Forse mi imbarazzano le loro certezze anche quando parlano del dubbio, le loro parole che parlano di apertura, ma che nel loro stesso farsi discorso escludono chi ascolta. Mi fa pensare la loro sempre più frequente paura di mescolarsi, di entrare nel gioco del mondo, di cercare con ostinazione una nicchia in cui poter elaborare pensieri non contaminati. E questo ostinato tenersi fuori, mi sembra l’altra faccia della medaglia di chi nel mondo è troppo immerso e teme il silenzio della riflessione.

Mi sembra che il sapere che esce dalle loro menti sia troppo freddo e chiuso. Le loro parole, pur evocando valori, principi spesso encomiabili, mi appaiono come scrigni vuoti. Sono semi senza terra, sono terra senza acqua. Sono parole che non vogliono descrivere se non le realtà che conoscono…
Il rischio è allora che rimarranno sempre tante storie di vita ripudiate, inascoltate, non prese in considerazione perché nessuno ha mai dato loro voce.

E non posso non ricordare Nuto Revelli il cui impegno umano e civile è stato sempre quello di dar voce al dramma degli incolpevoli, dei poveri che restano in guerra anche quando arriva la pace, sfruttati, dimenticati, e di nuovo strumentalizzati, mai soggetti attivi del loro destino.  Nel "Il mondo dei vinti" ha raccolto 270 testimonianze disperse in tutto l’arco alpino. “Era difficile farsi accettare, – racconta in un’intervista -,ancora più  che parlassero, che raccontassero, perché rimanesse almeno qualcosa di queste storie, di una società che cambiava rapidamente. Su, a pochi chilometri da Cuneo si sfilacciava il tessuto sociale di vaste aree, e rimanevano solo gli anziani. E’ stata una pagina, è una pagina ancora sulla quale bisogna ancora meditare oggi”. Un uomo che aveva capito la ricchezza che si nasconde anche nelle storie più deprivate.

Su quante realtà ci sarebbe oggi bisogno di riflessione, di lavoro, di impegno, di ascolto, per capire la storia partendo da tanti punti di vista, senza avere la presunzione di chi senza aver ascoltato, ha già capito tutto.

E ci vorrebbero gesti come quello di David Grossman che durante l’assegnazione del premio Emet, uno dei riconoscimenti più prestigiosi, assegnati dal governo israeliano, si è rifiutato di stringere la mano del premier. “Suppongo possiate immaginare perché non ho stretto la mano al primo ministro” ha detto ai giornalisti. E non si può dimenticare quello che un anno fa rivolgendosi a Olmert aveva detto, dopo aver perso il figlio, in occasione dell’anniversario della morte di Rabin: “Sono sì un padre che soffre, ma quello che mi addolora è quello che lei e i suoi amici state facendo a questo paese”.

Abbiamo bisogno di questo tipo di intellettuale, che sappia scendere tra noi e abbia il coraggio di rendere pubbliche le proprie scelte, abbiamo bisogno di persone che ci facciano ancora capire in che cosa consiste la nostra vera libertà, intellettuali che non illuminino  solo le nostre intelligenze, ma scaldino anche i nostri cuori.

E alla fine non posso che ricordare già con nostalgia e affetto Enzo Biagi che era sopra tutto era un uomo che della  libertà ha fatto una bandiera in tutta la sua vita.

postato da giuba47 alle ore 18:22 | link | commenti (44)
categorie: citazioni, , revelli nuto, libertà intellettuali, grossman david

Commenti
#1   08 Novembre 2007 - 18:22
 
ciao! bel blog, complimenti!
che ne dici di uno scambio link?? fammi sapere sul mio blog..ciauu!
utente anonimo

#2   08 Novembre 2007 - 19:28
 
Ricorrdare come hai fatto tu è encomiabile.
Il gesto di Grossman fa riiflettere, anche perché "prima" non l'avrebbe fatto, forse...
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#3   08 Novembre 2007 - 19:53
 
Borges ha detto una sacrosanta verità, tutti ci portiamo dentro e facciamo notri pensieri e concetti espressi da altri, è normale. Il più è riconoscerlo....
Un abbraccio
Cate ;)
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#4   08 Novembre 2007 - 19:54
 
Come sempre un gran bell'articolo
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#5   08 Novembre 2007 - 20:06
 
bisognerebbe davvero riflettere di più...
ciao dany
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#6   08 Novembre 2007 - 21:16
 
Nin c'è niente di nuovo sotto il sole. Quello che si scrive non lo s'inventa, è memoria. Per essere grandi, bisogna essere umili, seri e coerenti, proprio secondo quello che hai detto tu, Giulia. Buonanotte
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#7   08 Novembre 2007 - 21:51
 
mi fai ricordare anni fa ,frequentando tra un ambulatorio e l'altro, un corso di sociologia all'università mi alzai chiedendo al professore come mai un testo avesse un linguaggio così oscuro e incomprensibile. Lui mi rispose sorridendo : "Certamente l'autore non era preoccupato di farsi capire da lei". Ogni clan usa dei codici che lo isolano dagli altri: è una forma di protezione. Metti i vari linguaggi, medici, avvocati, matematici, artisti.La chiarezza ti espone al pericolo di essere capito da tutti !!!
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#8   08 Novembre 2007 - 22:15
 
Cara Giulia, ho letto questa mattina la notizia di Grossman e mi fa molto piacere leggere questo tuo bellissimo post questa sera.

Grazie, Cris
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#9   08 Novembre 2007 - 23:14
 
concordo con te Giulia, mancano quegli intelletuali che hanno la capacità di sporcarsi le mani, di non dire soltanto...
ho un caro amico in Israele, me l'hai fatto ricodare tu Uri Avnery, intelletualemm scrittore che scende in mezzo alla sua gente e anche agli "altri" i palestinesi, un uomo che ha da sempre preso posizione e non ne fa mistero.
sempre di grande respiro ciò che scrivi!!
chicca
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#10   09 Novembre 2007 - 09:47
 
ci sarebbe bisogno semplicemente di ONESTA' e in tutti i campi !
:) dawoR***
utente anonimo

#11   09 Novembre 2007 - 09:53
 
Credo che, in fondo, sia sempre stato un pò così. Una volta (per fortuna si parla al passato) gli intellettuali erano tutti di Sinistra (balla colossale) e di questo venivano accusati: di un'algida aura di superiorità. Ho sempre creduto, e continuo a farlo, che chi ha la benedizione di possedere un pensiero profondo, una cultura vasta (come te, per esempio) e una dialettica appropiata, debba anche essere umile. Molto.

Grazie per tutte le tue belle parole, che, sai, sono ricambiate di tutto cuore.
Buon Venerdì.
Daniele
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#12   09 Novembre 2007 - 11:11
 
direi che non esiste un intellettuale che non abbia queste caratteristiche. gli altri, avranno conoscenza, ma intelletto poco...
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#13   09 Novembre 2007 - 11:21
 
L'intellettuale deve sempre impegnarsi. Ma ha ragione anche Borges: impariamo dai libri ma dobbiamo metterlo in pratica.
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#14   09 Novembre 2007 - 11:57
 
estremamente interessante il tuo post
possoc itarlo? stef
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#15   09 Novembre 2007 - 12:12
 
Sono d'accordo con te, al cento per cento.
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#16   09 Novembre 2007 - 15:04
 
Spesso i nostri "intellettuali" sono molto arroganti. Loro sono letti ed ascoltati da molti. Noi da pochi.
Le parole sono pietre. Ma la ricchezza dell'intelligenza sta soprattutto nell'umiltà. Ci sono milioni di "citazioni" e chi non si vergogna a ricordarcele anche se non sono sue, è davvero persona che ci illumina e ci scalda il cuore.
Ma oltre le parole ci sono i gesti.
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#17   09 Novembre 2007 - 15:05
 
La citazione di Borges è parecchio calzante. Ne ricordo una simile anche di Fitzgerald, il quale diceva che in genere si scrive come le ultime cose che si è letto.
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#18   09 Novembre 2007 - 15:50
 
era il 1984. studente lavoratore seguivo le lezioni di corrado vivanti a lettere.
fu lui, per primo, a consigliarmi nuto revelli.
vivanti ospitava in casa sua le goff, se questi veniva a torino, aveva conosciuto primo levi, pavese, la ginzburg.
era il curatore della storia d'italia einaudi.
divenni un suo laureando e assistetti a certi incontri: tra lui e altri storici, che gli riconoscevano un'autorevolezza morale e culturale.
mi soprendeva, vivanti.
non dispensava mai certezze.
e mai una volta l'ho visto inseguire parole altisonanti.

scusa l'intrusione, ma il post con citazione di revelli me l'ha fatto tornare in mente.
remo

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#19   09 Novembre 2007 - 16:04
 
Come non concordare con Borges...mi associo al tuo ricordo per il grande Biagi.
utente anonimo

#20   09 Novembre 2007 - 16:50
 
ciao, grazie dei complimenti, che ricambio. una curiosità: come sei arrivata al mio blog? saluti, af
utente anonimo

#21   09 Novembre 2007 - 17:00
 
Un post molto bello, sensibile, profondo. Come sei tu, cara Giulia.
Grazie per le tue visite e per le parole gentili; anch'io ti seguo sempre.
Un abbraccio
H.
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#22   09 Novembre 2007 - 17:50
 
la certezza è un feticcio troppo allettante, purtroppo... specialmente in questi tempi di verità apodittiche - la cultura del mercato è quella in cui devi affermare di più per poter essere più creduto... complimenti per il bel post.
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#23   09 Novembre 2007 - 17:52
 
Ciao Giulia,
Sagge parole.
Sai, al lavoro intellettuale si è spinti, in genere, dalla curiosità, nel senso di amore disinteressato per la conoscenza: la prima spinta, soprattutto quandi si è giovani, è quella di capire, e bene, come funzionano certe cose, secondo il campo d'indagine che si è scelto. Poi, "crescendo", ci si accorge che il sapere, è strutturato socialmente ( con gerarchie, professioni, riti, eccetera) ed economicamente. E allora si reagisce secondo quello che è il proprio carattere, la propria ideologia ( o morale se preferisci), i vincoli sociali e politici, la buona e cattiva sorte, eccetera. E non tutti riescono a rimanere "curiosi" a vita.
Ciao,
Carlo
utente anonimo

#24   09 Novembre 2007 - 18:34
 
Ciao Giulia, posso lasciarti una caro saluto e un buon fine settimana.franca grazie per il tuo commento
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#25   09 Novembre 2007 - 18:50
 
Cara Giulia i tuoi post sono sempre ricchi di significato. Ti ringrazio per gli auguri che mi hai lasciato nel blog e spero (assai presto) di potermi inserire nelle attività del blog sulla scuola. Per ora ti invio un affettuoso saluto.
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#26   09 Novembre 2007 - 19:16
 
Rispondo solo Pasolini.
Ciao.
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#27   09 Novembre 2007 - 19:50
 
Giulia..i tuoi post sono molto interessanti..si vede che sei una persona in gamba ed istruita..ti stimo molto!
ps non riesco a commentare tutti i tuoi post perchè non sono in grado di farlo..ma non me ne perdo uno....sei una mestra di vita
daniela
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#28   09 Novembre 2007 - 22:33
 
Ho letto piacevolmente...credo che tornerò qui ancora!
:-)
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#29   10 Novembre 2007 - 07:27
 
Intellettuali o no, abbiamo bisogno di credere davvero in qualcosa e imparare di nuovo che una battaglia non deve essere solo del singolo, ma di tutti.
un bacio a te Giulia.
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#30   10 Novembre 2007 - 09:02
 
Uomini dal pensiero libero, scevro da sovrastrutture e vero sempre di fronte a chiunque. Merce rara, ma necessaria per sperare ancora.

Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#31   10 Novembre 2007 - 09:43
 
mi fai pensare ad una telefonata da Genova del mio amico Pino :" Ho letto una vita, e ho dimenticato tutto"
Anch'io, lettore di una vita, provo a volte questo sconcerto. Ma i libri che abbiamo letto siamo il noi di ora.
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#32   10 Novembre 2007 - 11:28
 
ci sono autori che lasciano senso di grande amarezza, umanità come coloro che hai citato..un abbraccio
roberto
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#33   10 Novembre 2007 - 12:20
 
Avremmo bisogno di uomini. ;-)***
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#34   10 Novembre 2007 - 12:27
 
Sempre interessante quello che scrivi, grazie per le tue parole da me.
Ti auguro un buon fine settimana
Un abbraccio
Franca
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#35   10 Novembre 2007 - 14:06
 
Fa piacere sapere che una certa "elite" di pensiero si pone coraggiosamente sull'altro piatto della bilancia, visto le ventate di revisionismo miste a luoghi comuni che stanno spazzando via la Storia e la Verità, attraverso delle...eiezioni che molti chiamano pensieri o ragionamenti.
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#36   10 Novembre 2007 - 16:05
 
"Siamo tutti debitori di pensieri fatti da altri e di esperienze che non abbiamo mai vissuto."
E aggiungerei, così come diceva qualcuno (ma nn ricordo chi) che ogni libro è fatto di tanti altri libri.
(grazie Giulia delle belle parole che accompagnano il tuo percorso)
Mapi
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#37   10 Novembre 2007 - 16:33
 
Il mio famosissimo ormai docente di diritto, Mocanu, quando ci faceva fare qualche test ci diceva: "tutto quello che voi penserete d'inventarvi, è stato già inventato da qualcun'altro prima di voi". La stessa cosa che diceva Borges sul scrivere.
Camelia
utente anonimo

#38   10 Novembre 2007 - 18:11
 
Grazie a te per l'attenzione che hai riservata al post.
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#39   10 Novembre 2007 - 18:20
 
Sai, Giulia, hai il dono di cogliere i fiori più belli e di offrirceli in personalissime composizioni.

Sai regalarci l'oppurtunità di soffermarci un momento a riflettere.

E' un dono prezioso.
Grazie.

A.

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#40   10 Novembre 2007 - 20:43
 
No, hai assolutamente ragione..io prendo ispirazione da qualunque cosa mi capiti, da un gesto, un sorriso, un discorso, un abbraccio, una vista..ma soprattutto mi ispirano i libri, gli altri scritti e le canzoni..

ps. [sempre buonissima con me, t'abbraccio..]
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#41   10 Novembre 2007 - 22:43
 
se il sapere non parla al cuore, rimane freddo, sterile, appunto intellettuale. Altra cosa è la saggezza, che ci parla di noi, delle nostre vite, della nostra storia, che ci aiuta ad interpretare il nostro essere oggi, persone e parte di una società, nel significato letterale del termine. Gli uomini che camminano a testa alta, sempre, in eterna ed umile ricerca della verità, come Biagi, sono luci che illuminano la strada. ma non è forse vero che nella nostra vita di tutti i giorni, in famiglia con i figli, a scuola, al lavoro, facciamo delle scelte non di comodo, cerchiamo la verità e di educare alla ricerca della verità, sapendo che non ne esiste una sola?
Sventurata la terra che non ha eroi? No, sventurata la terra che ha bisogno di eroi.
Nel nostro piccolo, facciamo che la nostra terra non ne abbia bisogno, bastiamo noi....
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#42   11 Novembre 2007 - 19:21
 
Un post magnifico.
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#43   12 Novembre 2007 - 12:46
 
Siamo sulla stessa linea di pensiero.
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#44   14 Novembre 2007 - 10:37
 
Non ci rendiamo conto, davvero, di quanto ne abbiamo bisogno...
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