Chicca mi ha legata alla sua catena di libri... non amo le catene, ma trattandosi di Chicca e di libri non ho potuto dire di no. I libri liberano, non è così? allora via le catene per favore...!! Ne scelgo cinque, ma io non riporterò l'incipit, ma una o due frasi che mi sono rimaste nel cuore... Mi scuserete se non sto proprio alle regole, ma non è nel mio DNA. Non so se questi libri mi hanno cambiato la vita... mi hanno fatto riflettere, mi hanno aperto la mente, questo sì...
1) Caverne di Saramago.
"Sì è vero, per quanto siano dense e nere le nuvole sul nostro capo, il cielo lassù in cima sarà perennemente azzurro, ma la pioggia, la grandine e i fulmini è sempre quaggiù che vengono...".
”…si dice che ogni persona è un'isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio che è”.
2)Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar
"Ma ripugna allo spirito umano accettare la propria esperienza dalle mani della sorte, essere null'altro che il riprodotto caduco di circostanze alle quali nessun dio presieda, soprattutto non egli stesso".
"...per la prima volta fu sopraffatto dall'immensità del mondo, dal terrore della vecchiaia, da quello dei limiti che ci rinserrano tutti. Grosse lacrime rigarono il volto di quell'uomo che si credeva incapace di piangere."
3) Il libro dell'inquietudine, di Pessoa
Questa è una giornata nella quale mi pesa, come un ingresso in carcere, la monotonia di tutto. Ma la monotonia di tutto non è altro che la monotonia di me stesso. Ciascun volto, anche lo stesso che abbiamo visto ieri, oggi è un altro, perché oggi non è ieri. Ogni giorno è il giorno che è, e non ce n'è mai stato un altro uguale al mondo (...)
Il mondo è cose staccate e spigoli distinti; ma se siamo miopi, essa è una nebbia insufficiente e continua".
"La vita è un viaggio sperimentale fatto involontariamente".
4) Giobbe di Joseph Roth
"non ho paura dell'inferno, la mia pelle è già bruciata, le mie membra già fiaccata e gli spiriti maligni sono miei amici. Tutte le pene dell'inferno le ho già sofferte. E' più benigno di Dio, il diavolo. Siccome non è così potente, non può essere più crudele. Io non ho più paura amici miei!".
5) Teresa Batista stanca di guerra di Amado.
“Dal momento che lo chiede e con tanta buona grazia, giovanotto, io lo dico: con le disgrazie basta incominciare. E quando sono incominciate, non c’è niente che le faccia fermare, si estendono, si sviluppano come una merce a buon mercato e di largo consumo. L’allegria, invece, compare mio, è una pianta capricciosa, difficile da coltivare, che fa poca ombra, che dura poco e che richiede cure costanti e terreno concimato, né secco né umido, né esposto ai venti, insomma una coltivazione che vien a costare cara, adatta a quelli che son ricchi, pieni di soldi.
…come inizio di vita quello di Tereza Batista è stato un inizio con i fiocchi: le pense che ha soffertola bambina ben pochi le patiscono all’inferno. (…) Ebbene quella dannata ragazza ha superato così da sola, il periodo più duro, il peggio del peggio, ed è uscita furoi sana e salva all’altra riva col sorriso sulle labbra.
(..) il difficile per Tereza è stato imparare a piangere, perché era nata per ridere e stare allegra.
OK ora passo la palla....
